Tirocini Garanzia Giovani

Nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, dal 20 gennaio 2017 è aperto il bando regionale che finanzia 600 tirocini extracurriculari anche in mobilità geografica per giovani NEET.

Il tirocinio è un’esperienza formativa che fa acquisire, attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro, competenze utili in vista di un successivo inserimento lavorativo.

Il tirocinio, infatti, non si configura giuridicamente come un rapporto di lavoro ma come un periodo di orientamento e di formazione al lavoro.

I tirocini previsti dal bando sono rivolti ai giovani tra 18 e 29 anni, disoccupati, non impegnati in un regolare corso di studi o di formazione, iscritti al programma Garanzia Giovani e possono essere svolti sia in regione, sia fuori regione sia all’estero.

Il tirocinio, retribuito, ha una durata che varia da 3 a 6 mesi, a seconda della tipologia del soggetto tirocinante.

Il bando prevede tre tipologie di tirocini:

  • extracurriculare, si svolge presso un soggetto ospitante che ha sede legale e/o operativa nella Regione Marche;
  • extracurriculare in mobilità geografica nazionale ovvero Tirocinio interregionale, si svolge presso un soggetto ospitante che ha sede legale nella Regione Marche e sede/unità operativa dove svolgere il tirocinio in altra Regione italiana;
  • extracurriculare in mobilità geografica Transnazionale, si svolge presso un soggetto ospitante che ha sede legale nella Regione Marche e sede/unità operativa dove svolgere il tirocinio all’estero.

I giovani in possesso dei requisiti di cui sopra si devono rivolgere ad un soggetto promotore di tirocini autorizzato dalla Regione.

L’elenco regionale dei soggetti promotori è consultabile a questo link.

Il promotore accompagna il giovane nell’individuazione del datore di lavoro e segue le procedure necessarie all’avvio del percorso, con la firma della convenzione e la sottoscrizione del progetto formativo individuale.

Nel caso in cui un giovane sia stato selezionato direttamente per un tirocinio, perché il percorso sia attivato nell’ambito di Garanzia Giovani – con le relative agevolazioni per l’impresa – il giovane deve essere iscritto al programma e la convenzione deve essere siglata con un soggetto promotore autorizzato.

Il bando rimane aperto fino al 31/12/2017 salvo esaurimento fondi.

La domanda va presentata esclusivamente on line.

Assistenti di lingua italiana all’estero

Se la lingua italiana è la tua passione, e hai concluso da poco il percorso di studi universitari, è il momento di andare a diffondere all’estero la conoscenza della lingua di Dante!

Entro il 4 marzo si può presentare domanda al MIUR per prestare servizio come assistente di lingua italiana per il prossimo anno scolastico, presso scuole di diverso ordine e grado in diversi paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Irlanda, Germania, Regno Unito e Spagna).

Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti per poter partecipare a questa selezione.

Per quanto riguarda il titolo di studio, è richiesta una laurea magistrale o specialistica, conseguita da non più di un anno, e durante la quale bisogna aver sostenuto almeno due esami attinenti l’area linguistica del paese di destinazione, e due relativi a lingua, letteratura o linguistica italiana.

Tra gli altri requisiti, età inferiore a 30 anni, cittadinanza italiana, e non avere rapporti di lavoro con amministrazioni pubbliche per il periodo in cui è previsto l’assistentato.

La durata dell’esperienza è di circa 8 mesi (settembre 2017 – maggio 2018) e comporta un impegno settimanale di circa 12 ore. Questo significa che si avrà tempo per un sacco di altre attività, come conoscere meglio la città in cui ci si trova, visitare il paese, approfondire la conoscenza della lingua straniera, fare nuove conoscenze, allargare la propria rete di contatti, provare a cercare opportunità lavorative interessanti da considerare al termine dell’assistentato.

L’opera prestata come assistenti è retribuita secondo i parametri di ogni paese, e l’attività in classe consiste nell’affiancare i docenti in servizio per promuovere la conoscenza della lingua e della cultura italiane.

Una esperienza unica, formativa ed entusiasmante per chi vuole aprirsi al mondo dopo gli studi, mettersi alla prova nel settore dell’insegnamento e conoscere come funziona la scuola in altri paesi!

Un’alternativa post diploma

L’esame di maturità si sta avvicinando e quindi molti, se non tutti, i diplomandi cominciano a chiedersi quale via intraprendere dopo il diploma di istruzione secondaria di secondo grado.

Entrare nel mondo del lavoro o continuare a studiare?

Molti hanno già le idee chiare, altri invece ancora brancolano nel buio.

La scelta più praticata, soprattutto dai liceali, è il percorso universitario.

L’università, però, non è l’unica scelta possibile.

Infatti, il sistema italiano di istruzione superiore comprende, oltre e a volte in alternativa al sistema universitario, anche quello non universitario.

Quest’ultimo viene impartito attraverso Scuole o Istituti che offrono una formazione di alto livello in vari settori.

Nell’ampia gamma di proposte formative rivolte ai diplomati è possibile trovare delle tipologie di corsi di formazione gratuiti, finanziati dal FSE, che mirano a fornire una formazione  specialistica.

Oltre agli ITS, già trattati in un precedente articolo, ci sono i corsi IFTS, che sono un canale formativo integrato (realizzato in collaborazione tra Scuola, Università, Impresa, Agenzie Formative) di tipo non universitario finalizzato alla formazione di Tecnici Specializzati.

Queste sono figure professionali a livello post-secondario, rispondenti alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato,  con particolare riguardo al sistema dei servizi, degli enti locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni tecnologiche e dalla internazionalizzazione dei mercati secondo priorità indicate dalla programmazione economica regionale.

I corsi IFTS sono rivolti a giovani e adulti, occupati o disoccupati, che siano in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Hanno lo scopo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro ma allo stesso tempo di facilitare anche l’eventuale prosecuzione degli studi all’interno di percorsi formativi successivi.

Rilasciano infatti crediti formativi spendibili nel sistema universitario per l’iscrizione a corsi di laurea.

Hanno una durata di due semestri (800 ore).

L’elenco dei corsi IFTS che verranno avviati nel 2017 lo trovate a questo link.

Sul nostro sito alla pagina formazione tra i corsi gratuiti troverete i bandi di questi corsi mano a mano che escono.

Facili prede

Questa è stata una settimana in cui, come ha già scritto qualcun altro su questo blog, abbiamo incontrato tanti ragazzi di un’età nella quale ci si trova davanti a una scelta importante per il proprio futuro: alla soglia dei 20 anni dobbiamo decidere che cosa faremo da grandi, la prima volta in cui abbiamo la consapevolezza di decidere del nostro futuro.

Di ragazzi e ragazze in questa fase ne abbiamo incontrati qualche centinaio nel giro di pochi giorni e voglio dirvi che ho provato due sensazioni distinte. La prima: ma quanto è bello avere 20 anni (o giù di lì) nel 2017? Credo davvero che questa sia un’epoca di grandi opportunità per chi è all’inizio della propria “carriera”. La seconda: come fanno a districarsi con tutto quello che arriva loro addosso? Come scelgono a chi dare retta? A chi si affidano? Ecco, penso che il tema dell’affidamento, della sana fiducia, dei riferimenti sia una questione sulla quale se fossi ancora giovane mi troverei in difficoltà (più oggi che allora quando è toccato a me).

Lo stesso pensiero sulla fiducia e su quanto al contempo rischiamo di essere ingannati lo ho avuto quando ho visto, su una vela promozionale, l’annuncio che vedete nella foto di questo articolo. Un annuncio promozionale, una pubblicità a pagamento per cercare collaboratori. Con la disoccupazione giovanile al 40% non vi sembra che ci sia qualcosa che non quadra? Ok, potrebbe darsi che il profilo ricercato sia difficile da trovare. Ma, ed è la seconda cosa che non quadra, nell’annuncio non c’è scritto chi cercano, cosa cercano (collaboratori, sì, ma de che?).

Quell’annuncio quattro-per-tre (sono le misure della vela, ndr) è lì ormai da qualche giorno e mi chiedo: quanti hanno inviato il proprio cv per mail? Che cosa ci hanno scritto? Quanti messaggi ha ricevuto il telefono messo come recapito? La mia speranza è che siano pochi, la mia paura è che siano troppi. Non riesco a cogliere il motivo vero per cui è comparso quell’annuncio (se non facendo appello alla mia malafede, ma non voglio farlo). Di certo è che con un minimo di spirito critico e un briciolo di ragionamento (basta poco, giusta l’avvio di un paio di rotelle del cervello) si può arrivare a capire che quella non è un’occasione ma una perdita di tempo.

Ora, mi sono immaginato questo: da una parte ci sono centinaia di ragazzi confusi, incerti e un po’ spaventati per il proprio futuro; dall’altra un’esca facile facile, che non pone tante domande, facile da raggiungere. Secondo voi, chi vincerà?

L’Informagiovani, il servizio per cui lavoro, ha come missione proprio questa: distogliervi dalle esche facili e provare a darvi delle indicazioni più utili e giuste. Ma chi è indeciso dovrebbe collaborare con un po’ di consapevolezza e capacità critica. Insomma, mi raccomando, sempre svegli! 

Professionisti delle vacanze: il lavoro estivo passa per l’Informagiovani

Torna anche quest’anno Professionisti delle vacanze, il format pensato dall’Informagiovani di Ancona per far incontrare gli operatori del settore con ragazzi e ragazze pronti a diventare potenziali professionisti delle vacanze.

Si tratta di un matching tra domanda ed offerta del settore in occasione delle selezioni per la stagione estiva organizzato in collaborazione con alcune agenzie di animazione selezionate dall’Informagiovani.

Possono partecipare ragazzi e ragazze interessati ad un’esperienza stagionale nel settore delle vacanze organizzate.

Gli unici requisiti richiesti a tutti sono la maggiore età (da compiersi entro giugno 2017), la disponibilità a viaggiare e spostarsi anche per lunghi periodi, la conoscenza delle lingue straniere, buone doti comunicative e buona capacità di adattamento.

Tra le diverse proposte di formazione e lavoro, l’ambito turistico e delle vacanze organizzate apre numerose possibilità interessanti e diversificate.

Per i ragazzi è una doppia opportunità.

Possono in primis sperimentare un confronto con il mondo del lavoro e con il processo di selezione: redigere un curriculum in maniera corretta, preparare una propria presentazione, affrontare un colloquio di lavoro sono esperienze che generano solitamente una certa ansia. Avere la possibilità di farlo all’interno di un contesto organizzato e curato da un servizio come l’Informagiovani mette al riparo dalle brutte figure più comuni ma anche dalle brutte sorprese.

L’Informagiovani, infatti, dà la possibilità ai ragazzi di revisionare o scrivere ex novo il proprio curriculum vitae sotto la supervisione gratuita degli operatori, al fine di migliorarlo e renderlo più appetibile.

La seconda opportunità per i ragazzi è l’occasione di poter eventualmente lavorare per un periodo, in Italia o all’estero, e conoscere il mondo del lavoro, sviluppare competenze utili per la propria crescita personale e professionale, mettersi alla prova concretamente con un lavoro regolare e retribuito.

Gli appuntamenti previsti sono il 14 febbraio e il 16 marzo alle ore 15 nella sede dell’Informagiovani di Ancona in piazza Roma.

Per ciascuna delle due date saranno presenti 4 differenti agenzie che presenteranno le figure ricercate e le proprie attività.

Ai tutti i partecipanti verrà poi data la possibilità di svolgere il colloquio di selezione.

La partecipazione è completamente gratuita ma è necessaria l’iscrizione. Si può partecipare ad una delle due date o ad entrambe.

Per iscriversi basta contattare l’Informagiovani di Ancona o andare sul sito dell’Informagiovani all’indirizzo https://sviluppo.informagiovaniancona.com/professionistivacanze

Progetta il tuo futuro

Questa settimana, grazie alle attività di orientamento che abbiamo svolto all’Informagiovani, presso il Savoia Benincasa e  all’Università Politecnica delle Marche, abbiamo incontrato tanti studenti delle scuole superiori, entusiasti di progettare il loro futuro.

Con alcuni di loro abbiamo avuto modo di parlare in maniera più approfondita, con altri solo di sfuggita, ma di certo di certo sono state occasioni preziose per confrontarci con un target non sempre facile da raggiungere in contesti non formali.

Fino a giovedì 9 febbraio saremo presenti  alle Giornate di orientamento dell’Università Politecnica delle Marche per illustrare alcuni dei nostri servizi. Ogni giorno vengono ospitati ed accolti centinaia di studenti di Ancona e non solo.

Parlando con loro  abbiamo visto che molti dei ragazzi partecipanti sono ben consapevoli che decidere quale strada intraprendere in futuro, dopo il diploma, non è di certo un passo facile da compiere.

In maniera del tutto innovativa rispetto agli anni scorsi, ad accoglierli il 2 febbraio insieme al rettore Sauro Longhi c’è stato il cantautore Brunori Sas che ha intervallato musica e parole per affrontare la presentazione del tema centrale oggetto delle giornate: progettare il proprio futuro partendo dallo studio.

Proprio Brunori ad un certo punto parlando con il ragazzi del pubblico ha sottolineato e toccato alcuni aspetti fondamentali: “oggi siete qua anche un po’ contenti, come io facevo alla vostra età, perché saltate una mattinata di scuola ma io so bene che dentro di voi scegliere che cosa fare dopo il diploma crea ansia e paura. La paura dell’incertezza, che io ho affrontato nella canzone del mio nuovo disco “Canzone contro la paura” , credo possa essere esorcizzata confrontandoci. Secondo me la paura si sconfigge con la conoscenza, le capacità e le competenze.”

Anche noi operatori dell’Informagiovani durante i colloqui di orientamento trasmettiamo ai ragazzi le fondamenta su cui poter basare le scelte per il futuro. Studiare è la base “sine qua non” per qualsiasi progetto professionale. Il trinomio: conoscenze, competenze, capacità deve essere mixato non solo per far curriculum, come alcuni credono, ma per avere una vita migliore qualsiasi sia la professione.

Le occasioni di esperienze innovative ed extracurriculari sono molteplici e tra i tanti canali che effettuano proposte c’è  proprio le Università, centro studi per eccellenza e l’Informagiovani, un servizio gratuito a vostra disposizione per affrontare il tema che oggi è da voi più sentito: la scelta futura!

Perché ce ne ricordiamo il 27?

Il 27 gennaio di ogni anno è dedicato alla memoria delle vittime dell’olocausto. La domanda è: perché ce ne ricordiamo il 27?

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche della 60ª Armata del “1º Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il vicino campo di concentramento di Auschwitz e liberandone i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazifascista.
L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.
La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico e non solo è indicata quale data ufficiale agli stati membri dell’ONU, in seguito ad una risoluzione del 2005.

E fin qui la risposta con la motivazione storica. A bene vedere la domanda però pone un altro interrogativo che possiamo capire meglio se la poniamo in maniera diversa: perché ce ne ricordiamo solo il 27?  La risposta in questo caso non è facile trovarla con Google.

La Giornata della Memoria non è la commemorazione di milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi: la Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo. Per pigrizia e comodità sopportiamo comportamenti verso i quali dovremmo (nel senso che ne avremmo anche tutti i diritti) ribellarci, protestare, indciare il colpevole.
L’aspetto più terribile per certi versi di queto tipo di comportamento è che con il tempo diventa abitudine, una pessima abitudine che si trasforma in consuetudine e quindi accettazione. E se l’accettazione diventa della maggioranza che cosa accade?

Accade che se c’è un’ingiustizia chi la subisce vede mano a mano cadere le difese, svanire la solidarietà fino ad avvertire il pericolo. A pensarci bene questo processo si sviluppa nello stesso modo per cose terribili com la Shoa e per cose meno drammatiche ma altrettanto gravi come la tolleranza per chi occupa con l’auto lo spazio dei disabili o non rispetta la fila.

Beninteso, non sono dell’idea che le situazioni sono tutte uguali. Sono anche convinto che la nostra civiltà ha raggiunto un livello di immunità per certi virus molto violenti come il nazismo. Ma, come per l’influenza, la cura migliore è la prevenzione. Sia perché anche un piccolo virus può diventare una malattia mortale, sia perché è meglio vivere in salute che in condizioni precarie.

Per evitare che una tragedia come quella dell’Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto capire: questa è la prevenzione che possiamo fare. Ascoltare la viva voce dei testimoni e di chi è stato direttamente coinvolto negli avvenimenti è una bella vitamina. Liliana Segre era una bambina quando è stata deportata e il suo ricordo è un bene di inestimabile valore per la nostra salute e per la nostra memoria.

TrainingDay Erasmus+ all’Informagiovani!

Martedì prossimo, il 24 gennaio, abbiamo il piacere di ospitare qui all’Informagiovani il TrainingDay Erasmus+ per l’asse VET – Istruzione e Formazione Professionale, realizzato in collaborazione con Eurodesk Italy e Inapp, una delle Agenzie Nazionali per l’attuazione del programma in Italia.

Ma cos’è un TrainingDay?
A differenza di un InfoDay, che si concentra sulla prima informazione sulle possibilità offerte dal programma Erasmus+, sulla sua struttura, obiettivi e beneficiari, il TrainingDay è pensato per chi ne conosce già il funzionamento, ed è interessato o già impegnato nella progettazione.
Il TrainingDay che ospiteremo si concentrerà sul settore Istruzione e Formazione Professionale, individuato anche con l’acronimo VET, che sta per Vocational Education and Training. L’asse VET riguarda le opportunità rivolte a studenti, tirocinanti, apprendisti, neodiplomati e neo qualificati, ma anche a insegnanti, formatori, esperti del mondo della formazione professionale (che sono i primi beneficiari dei progetti finanziati) che attraverso Erasmus+ avranno la possibilità di fare un’esperienza di apprendimento professionale in un altro paese (si parla di mobilità individuale).

Una parte della mattinata sarà poi dedicata ai soggetti (scuole, enti di formazione, organizzazioni della società civile, università) interessati a partecipare a progetti di cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche transnazionali (chiamati anche partenariati strategici), che hanno l’obiettivo di sviluppare iniziative di cooperazione tra uno o più settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù e a promuovere l’innovazione, lo scambio di esperienze e del know-how tra diverse tipologie di organizzazioni coinvolte nei settori dell’istruzione e della formazione.
In particolare, verranno approfonditi alcuni aspetti della progettazione su Erasmus+, come quelli legati agli elementi di qualità dei progetti, cioè vedremo quali parti dei progetti, che potranno essere presentati alle prossime scadenze, vanno curati con particolare attenzione per poter aspirare a vedere il proprio progetto positivamente valutato e poi finanziato.

La durata del TrainingDay è di circa 5 ore, ed è previsto un attestato di partecipazione.
Per chi avesse interesse a partecipare, ma non avesse ancora molto chiare le informazioni di base su Erasmus+, è consigliabile prendere visione delle parti della guida al programma che trattano priorità e obiettivi del programma, e che descrivono le attività che prenderemo in esame proprio martedì.

Sul portale Eurodesk è possibile registrarsi per partecipare (è previsto un numero massimo di 90 partecipanti).
L’incontro si terrà presso la sala Informagiovani Ancona: invieremo a tutti gli iscritti indicazioni per raggiungerci, nel caso non siate mai venuti prima a trovarci.
Per qualsiasi informazione siamo disponibili ai nostri numeri di telefono e attraverso i nostri canali di contatto.

SCARICA LE SLIDE DEL TRAINING DAY

Erasmus+: panoramica

Erasums+: dati statistici

KA1: mobilità individuale

KA2: partenariati strategici

 

Le foto della giornata

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È il momento delle iscrizioni!

Da oggi 16 gennaio alle ore 8.00  fino alle ore 20.00 del 6 febbraio 2017 si possono effettuare le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado (primaria, medie e superiori).

Da qualche anno le iscrizioni avvengono on line.

L’iscrizione on line rimane obbligatoria per le scuole superiori statali, mentre è facoltativa per le scuole paritarie. Se la scuola paritaria scelta non ha aderito alla procedura online occorre procedere all’iscrizione secondo le modalità richieste dall’istituto specifico.

Le iscrizioni agli anni successivi al primo verranno predisposte in automatico dalle segreterie scolastiche, tranne nel caso in cui i genitori volessero trasferire di scuola i propri figli.

La procedura online prevede alcuni passaggi.

Prima dell’iscrizione occorre registrarsi sul sito del MIUR.

Questa fase di registrazione è partita il 9 gennaio e serve ad ottenere le credenziali di accesso a Iscrizioni online. Chi ha già un’identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), invece, può accedere automaticamente al servizio a partire da oggi con i propri dati.

Con queste credenziali si può accedere alla procedura di presentazione della domanda di iscrizione, la quale prevede due sezioni; nella prima vengono richiesti dati obbligatori necessari per l’iscrizione (dati anagrafici dell’alunno), nella seconda dati facoltativi, utili per la formazione delle classi.

Per procedere con l’iscrizione on line va innanzitutto individuata la scuola di interesse. A tal fine il Miur mette a disposizione il portale ‘Scuola in Chiaro’ che raccoglie i profili di tutti gli istituti e fornisce informazioni sull’organizzazione del curricolo, sull’organizzazione oraria delle attività didattiche, sugli esiti degli studenti e sui risultati a distanza (università e mondo del lavoro).

La domanda, una volta inviata, non può più essere modificata e quindi, nel caso occorresse apportare delle modifiche occorrerebbe contattare direttamente la scuola destinataria della stessa.

Non è prevista alcuna precedenza temporale, in base all’ordine di arrivo delle domande.

Il lavoro è una caccia al tesoro

Realizzare attività di orientamento professionale è un’attività molto simile ad una caccia al tesoro: abbiamo degli indizi, sappiamo cosa cerchiamo ma spesso non sappiamo cosa in realtà troveremo. Da un certo punto di vista questo setting potrebbe anche essere molto divertente; qualche volta invece risulta preoccupante e genera ansia e preoccupazione. La questione però è: c’è un tesoro alla fine del percorso? Rispondere a questa domanda è, secondo me, un po’ il cuore di un’attività di orientamento professionale. Quello che bisogna dire è che la risposta potrebbe non essere scontata come accade in un film o una storia con il lieto fine a tutti i costi (che poi, diciamolo, sono anche le storie meno affascinanti).

Trovare lavoro non è partecipare a una caccia al tesoro che qualcun altro ha architettato, ma costruire autonomamente un proprio percorso alla fine del quale il tesoro ce lo mettiamo noi. Quando nei primi giorni dell’anno abbiamo ospitato i ragazzi di una classe all’ultimo anno delle superiori, siamo partiti proprio con l’intento di individuare e disegnare lo scenario migliore in cui muoversi. Per farlo il modo migliore è quello di provare a confrontarci con noi stessi prima di tutto e chiederci: che cosa vogliamo diventare? Quali sono gli aspetti della nostra vita che maggiormente ci gratificano? Quali competenze ci rendono migliori di quello che siamo? Quando succede che stiamo bene con gli altri? Non sono domande esistenziali, ma gli unici interrogativi che davvero hanno un senso se vogliamo evitare che qualcuno ci trovi un posto nel mondo ma, realmente, quel posto vogliamo sceglierlo.

Questa parola, scegliere, troppo spesso finisce nell’ambito delle cose che solo qualcuno può permettersi, nella sezione delle nostre esperienze proibite oppure tra le cose a cui diamo poco importanza. E invece sarebbe il caso. soprattutto se siete giovani, che questa parola la rivalutaste un pochino. Discutevo l’altro giorno con alcuni “under 30” (li definisco così perché ultimamente la parola “giovani” faccio fatica a capire quando va utilizzata) ed è uscito questo concetto: qui non abbiamo abbastanza opportunità, dobbiamo accontentarci perché non abbiamo alternative e ogni proposta, anche la meno affascinante professionalmente, è meglio di niente. Questa condizione l’abbiamo definita, di “disperazione” (tra virgolette, perché la disperazione vera in realtà è fatta di altre ben più marcate sofferenze). Ecco io dico che le scelte che facciamo per “disperazione” non sono mai le scelte migliori. Sono giustificabili in quel momento, comprensibili per quel contesto ma mai auspicabili.

Accettare un lavoro umile e senza prospettive perché sono “disperato” non è la stessa cosa che farlo perché fa parte della mia strategia per raggiungere un risultato diverso. E non sto parlando di una strategia di carriera professionale, ma più in generale di come vogliamo impostare la nostra vita. Trovo che i tempi che viviamo siano già abbastanza duri ed emotivamente faticosi per evitare che noi per primi ci mettiamo il carico della nostra “disperazione”. C’è un libro che ho consigliato di leggere ai ragazzi con cui ho parlato che si intitola “Il potere è noioso” di Alberto Forchielli (lo trovate qui, leggete la sinossi), l’ho appena iniziato e ci sono due cose che mi piacciono e trovo che possano essere di incoraggiamento. La prima è l’invito a essere ostinati, fino a quasi a cacciarsi nei guai, pur di far sapere al mondo che esistiamo e abbiamo un valore (scrive l’autore “non litigate mai con un sottoposto, ma sempre con chi sta sopra di voi. Altrimenti, dove starebbe il divertimento?“). La seconda è la possibilità di ampliare gli orizzonti, di non guardare solo al qui e ora, al piccolo contesto che ci circonda; uscire e viaggiare (anche fosse solo attraverso internet (“se non avete tempo o soldi per viaggiare fisicamente, fatelo sull’iPad“) può farci scoprire cose incredibili… su noi stessi!

I tirocini all’estero del mese

Tra i progetti per il nuovo anno, non può mancare quello di un tirocinio all’estero, soprattutto per coloro che stanno studiando all’università, ma anche per chi vuole migliorare le proprie competenze professionali e linguistiche.
Vediamo quali opportunità interessanti ci sono da considerare nelle prossime settimane, ricordandovi sempre che migliore sarà la vostra programmazione dell’esperienza all’estero (cioè tempestiva, accurata e mirata), migliore sarà la riuscita, i vantaggi che ne trarrete, il rendimento del vostro investimento, sia in termini di tempo ed energie che di risorse finanziarie.

Per studenti nel settore dell’economia, lo sviluppo, le scienze ambientali, le relazioni internazionali, o altri campi correlati – Tirocinio presso l’UN Climate Change Newsroom – Bonn
Durata: 3/4 mesi
Requisiti: ottima conoscenza dell’inglese, capacità analitiche e di comunicazione scritta e orale; capacità di lavorare in un ambiente multiculturale. Preferibilmente con competenze digitali legate alla creazione di video e infografiche. Non è prevista una retribuzione.
Scadenza: 10 febbraio 2017

Per laureati o laureandi in materie giuridiche, economiche e finanziarie– Tirocini presso l’Institutional Shareholder Services Inc. (ISS) – Bruxelles
Durata: 3 mesi a partire da febbraio 2017
Requisiti: buona conoscenza dell’arabo e dell’inglese, interesse nello sviluppo economico dell’area mediorientale e africana
Tirocinio nel dipartimento analisi dati. E’ prevista una retribuzione di €1000 mensili più trasporti.

Per studenti universitari e laureati – Tirocini presso l’European Enterprise Institute – Bruxelles
Durata: da 3 mesi
Requisiti: under 30 con ottima conoscenza dell’inglese e padronanza pacchetto Office
Scadenza: posizione aperta. La candidatura va inviata almeno tre mesi prima della data in cui si desidera iniziare il tirocinio.

Per laureati – Tirocini presso la Commissione Europea – Bruxelles
Durata: 5 mesi a partire da ottobre 2017
Requisiti: buona padronanza di inglese, o francese, o tedesco. Per i tirocini di traduzione, è richiesta la capacità di tradurre nella propria lingua madre da almeno due altre lingue ufficiali dell’UE.
E’ prevista una retribuzione di €1120 mensili e il rimborso delle spese di viaggio.
Scadenza: 31 gennaio 2017

Per laureati – Tirocini presso EUROFOUND – Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro – Bruxelles
Durata: 6 mesi
Requisiti: ottima conoscenza di una lingua di lavoro dell’UE (possibilmente inglese) e buona conoscenza di una seconda lingua UE.
E’ prevista una retribuzione di €1300 mensili e il rimborso delle spese di viaggio.
Scadenza: 29 gennaio 2017

E per chi non avesse trovato l’occasione giusta, vi ricordo che un tirocinio può essere trovato autonomamente consultando siti che aggregano opportunità di tirocinio a livello europeo, ad esempio:
Erasmusintern.org 
Qui una panoramica delle possibilità di tirocinio presso le istituzioni e le agenzie europee.

Last but not least, ci vediamo martedì 31 gennaio per conoscere il programma Your First Eures Job, che supporta e finanzia giovani intraprendenti per andare a svolgere, tra le altre cose, un tirocinio all’estero!

Occhio ai saldi!

Come da tradizione, con gennaio arriva il periodo dei saldi.

I saldi invernali 2017 sono, infatti, partiti in quasi tutte le regioni d’Italia il 5 gennaio, ad eccezione di Sicilia e Basilicata che hanno dato il là alle lunghe passeggiate per le vie dello shopping e alle infinite file ai camerini già lunedì 2.

A variare sarà, invece, la data di chiusura che a seconda delle regioni andrà tra il 15 febbraio ed il 2 aprile; nelle Marche i saldi dureranno fino al primo marzo.

Gli acquirenti dietro le vetrine, iniziano ad agitarsi, vedendo l’affare a portata di mano, pronti ad accaparrarselo prima che se lo freghi qualcun altro.

Occorre stare però con gli occhi aperti e, più che badare alla % di sconto (che comunque non dovrebbe superare l’80%), guardare al prezzo finale e confrontarlo con altri negozi.

Nei giorni che precedono i saldi conviene fare del window watching, vale a dire andare a sbirciare tra le vetrine e segnarsi il prezzo dei beni a cui si è interessati. Così, allo scoccare dell’inizio delle svendite, si potrà verificare l’autenticità dello sconto praticato.

È bene sapere che l’acquisto di prodotti a saldo è regolato dal decreto legislativo n. 24 del 2002 su vendita e garanzia dei beni di consumo – difetto di conformita’ del bene – che va dalla riparazione, sostituzione della merce fino alla risoluzione contrattuale. Dove e’ dimostrabile, si puo’ ravvisare il reato di truffa, regolato dall’articolo 640 del codice penale.

Proprio per evitare questi rischi, le varie associazioni a tutela dei diritti dei consumatori (ADICONSUM, CODACONS, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, FEDERCONSUMATORI) hanno stilato un decalogo di regole per acquisti sicuri durante i saldi che si possono riassumere in queste seguenti:

  • confrontare il cartellino del prezzo pieno con quello ribassato;
  • controllare che i capi siano in buone condizioni
  • provare sempre i vestiti
  • evitare di acquistare capi privi di entrambe le etichette (quella di composizione e quella di manutenzione);
  • controllare che la merce in saldo sia quella stagionale;
  • la garanzia vale due anni dall’acquisto e quindi è consigliabile fotocopiare gli scontrini per evitare che sbiadiscano;
  • un negoziante convenzionato con la carta di credito è tenuto ad accettarla sempre.

Tenendo a mente questi utili consigli, i vostri acquisti saranno sicuramente più sicuri!

Ci vediamo nel 2017

In questi giorni, fatta la salva la cronaca (ahimè), gli argomenti più gettonati sono le analisi dell’anno che è passato oppure le previsioni su quello che verrà. Non mi piace essere banale, ma qualcosa di simile vorrei farlo anche io nel chiudere, con questo post, un anno di attività dell’Informagiovani.

Il 2016 non è stato per la nostra equipe un anno come gli altri: abbiamo rinnovato il contratto che ci permette di gestire questo servizio per un altro periodo. Come dire, Babbo Natale, che esiste, per noi era arrivato già a giugno (ma gli avevamo scritto una bella lettera e, soprattutto, abbiamo fatto veramente i bravi).

A parte questa nota un po’ più formale, abbiamo cercato durante tutto l’anno di lavorare per proporre cose nuove: i corsi di informatica di base (ABC per il PC), gli eventi e i workshop tematici (circa 20, di cui alcuni in lingua inglese), le iniziative di maggior carattere culturale (come #atuttoschermo e #NOIleggiamo) che non solo ci hanno permesso di proporre contenuti nuovi ma anche di poterlo fare coinvolgendo alcuni di voi (e le porte sono sempre aperte). Certo, non tutto è andato perfettamente e siamo anche consapevoli che alcuni di voi che ci hanno incontrato forse non sono pienamente soddisfatti. Ma quello che ci fa comunque fare una valutazione positiva del 2016 è che abbiamo imparato cose nuove, scoperto persone diverse, trovato idee da sviluppare prossimamente. A volte i risultati non sono il raccolto, ma la semina.

Noi siamo pronti quindi per il 2017: partiamo carichi o perlomeno lo saremo dopo qualche giorno di pausa (a proposito, davvero pochi perché durante il periodo di Natale chiuderemo i giorni festivi e i pomeriggi di lunedì e martedì). Che cosa ci riserverà il 2017? Sono convinto che il digitale (che è anche lo spazio in cui io sto scrivendo e qualcuno leggerà) sarà sempre al centro della nostra quotidianità, continuando a compiere quella trasformazione iniziata da un po’ ma dei cui effetti più profondi facciamo fatica a renderci conto. Intelligenza artificiale, droni, tecnologia indossabile, realtà mista, aziende agricole intelligenti, bot, la paura di essere offline, biointerfacce, reddito di cittadinanza, consolidamento dei media, riconoscimento facciale, fragilità digitale sono alcuni dei temi individuati da Future Today Institute.

Quanto queste “stranezze” ci coinvolgeranno direttamente? Credo in alcuni casi molto più di quanto possiamo immaginare. Il mio augurio è che possiamo farci coinvolgere senza essere travolti. Senza, soprattutto, dimenticarci che siamo persone e, almeno ancora per un po’, abbiamo bisogno di star bene con altre persone.

Il blog si ferma qualche giorno, gli articoli torneranno con il nuovo anno: buone feste!

 

Mondo nuovo e competenze chiave

Di quali competenze abbiamo bisogno, che cosa dobbiamo sapere, su che cosa dobbiamo essere preparati per cavarcela (e farlo bene) nel mondo in cui viviamo, dove quasi tutto cambia e si rinnova ad ogni ciclo di pochi mesi?
Tra automazione, nuove tecnologie e il boom dell’utilizzo dei social network la realtà quotidiana, e non solo quella del lavoro, è molto cambiata negli ultimi quindici anni.

Comunicazione, informazioni, relazioni, sono campi fondamentali della nostra vita che hanno cambiato dinamiche in pochissimo tempo, segnando una distanza e differenze enormi tra le ultime generazioni e il loro modo di fare tutto: dal viaggio alla ricerca del lavoro, dagli acquisti alle nuove amicizie.
E allora, da dove cominciare? L’UE ha individuato le competenze indispensabili, chiamate competenze chiave, di cui non possiamo fare a meno, quelle che ci permettono di realizzare la nostra personalità, di essere cittadini attivi, sia dal punto di vista sociale che lavorativo (Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio).

Eccole, sono otto e forse ad alcune non avevate mai pensato:
comunicazione nella madrelingua
Si tratta della capacità di manifestare e decodificare concetti, idee, sentimenti, avvenimenti, sia in forma parlata che scritta. La diamo tutti per scontato, ma non lo è per niente: tre persone su dieci in Italia non sanno capire quello che leggono nella loro lingua (quello che si dice analfabetismo funzionale)
comunicazione nelle lingue straniere
Lo sappiamo bene, non brilliamo per conoscenza di altre lingue straniere, che invece sono fondamentali non solo per viaggiare e per lo svago, ma per comprendere concetti che fanno parte della nostra vita quotidiana (possiamo condividere o meno questa scelta, ma le nostre stesse istituzioni usano sempre più spesso parole come policy, welfare, stakeholder, voucher, premier e molte altre: ma cosa significano?), per comunicare con persone di altre culture, avere maggiori possibilità sul lavoro (e anche più amici).
competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
Sempre più difficile: come stiamo a capacità di utilizzare il pensiero matematico? Di mettere in relazione dati e numeri? Interpretare percentuali e proporzioni? Ecco, queste competenze ci permettono di capire cose molto semplici ma anche concetti complessi: se l’offerta al supermercato è veramente vantaggiosa, o se la voce che gira sul fatto che siamo invasi dagli stranieri è basata o meno su fatti e numeri (per esempio, ecco un grafico col quale possiamo confrontare la nostra percezione della realtà sull’argomento)
competenza digitale
Non si tratta solo di usare i social media e lo smartphone, ma di farlo in maniera consapevole (ad esempio, sappiamo come gestire i nostri dati e la nostra presenza online?) e in vari ambiti (personale, lavorativo, comunicativo) per sfruttare tutte le possibilità che le nuove tecnologie ci offrono, senza essere “usati” dalle tecnologie stesse.
imparare ad imparare
Gli esami non finiscono mai, sempre più vero. Un mondo che evolve in fretta ci offre tantissimi vantaggi in fatto di innovazione e opportunità, ma richiede anche di imparare, periodicamente, nuove abilità. A scuola si dovrebbero apprendere concetti di base su cui poi costruire altre conoscenze, ma soprattutto un metodo di studio, che poi useremo da soli più avanti, ogni volta che ne avremo necessità.
competenze sociali e civiche
No, il bon ton non c’entra molto. Si tratta di avere capacità comunicative e conoscenze per poter partecipare efficacemente e costruttivamente alla vita sociale e lavorativa. Conoscere le regole del gioco, capire ciò che è accettabile o meno per vivere in armonia in una società composita e multiculturale in cui tutti abbiano il proprio spazio e la propria voce, conoscano i propri doveri e vedano tutelati i propri diritti.
spirito di iniziativa e imprenditorialità
Come faremmo senza? Dal progetto più piccolo (la festa con gli amici) ad una vera e propria impresa (un tirocinio all’estero), è indispensabile saper tradurre le idee in azione. Qui entrano in gioco creatività, innovazione e assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire tempi e risorse per raggiungere i nostri obiettivi.
consapevolezza ed espressione culturale
Non si vive di solo pane e nutella. L’essere umano si esprime e si realizza in una varietà di forme artistiche di cui non possiamo fare a meno. Si tratta di essere consapevoli dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni attraverso un’ampia gamma di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.

Vi sembrano troppe? Dopo aver capito meglio di cosa si tratta, potreste pensare di poter fare a meno di qualcuna di questa capacità?

Vacanze di Natale: guida alla sopravvivenza

Il sogno di ogni studente sta per avverarsi: le vacanze di Natale sono ormai alle porte e insieme alla scuola in chiusura si prospettano lunghi pomeriggi di tempo libero tra famiglia e amici.

Il sogno dei bambini e dei ragazzi si trasforma, però, in una maratona per le mamme: piccoli adorabili ometti infestano la casa perchè le scuole sono chiuse e occorre pensare all’organizzazione delle loro giornate.

Come gli adulti, anche i più piccoli hanno diritto a qualche giorno per rigenerarsi, dimenticare gli impegni e ritrovare la carica.

Sono molte le occasioni per sfruttare al meglio le vacanze e non sprecare questo periodo prezioso “posteggiando”  i bambini davanti alla tv, al tablet o allo smartphone.

Sia che si tratti di un viaggio sia che si tratti di una semplice passeggiata sotto casa, i figli apprezzeranno il fatto di poter condividere con i genitori delle giornate all’insegna della spensieratezza, senza l’assillo dell’orologio o dei compiti.

Dimenticare la routine quotidiana e concentrarsi su attività che distolgano la mente e facciano ritrovare l’armonia.

Concedersi un viaggio, non necessariamente verso mete lontane, è un modo piacevole di  passare del tempo assieme e di condividere la scoperta di nuovi luoghi, nuovi cibi, nuovi modi di fare. Che sia una località di montagna, una città d’arte o il luogo cui vivono familiari o amici, l’importante è godersi il viaggio in totale spensieratezza.

Anche chi rimane in casa, però, ha tante altre possibilità di trascorrere delle belle vacanze in famiglia: passare un pomeriggio al cinema tutti assieme, cimentarsi ai fornelli, un giro ai mercatini di Natale, una visita ad un museo, ……

L’Informagiovani vi aiuta con una selezione di eventi nelle Marche, che potete consultare alla pagina Eventi di Natale.

Facciamo festa!

Abbiamo deciso anche quest’anno di fare festa: “una festa molto particolare dove saranno invitati tutti: molti amici, molti nemici anche Panino” recitava una storica canzone di Elio e Le Storie Tese. La nostra festa non sappiamo se sarà come quella della canzone, ma sicuramente siete invitati tutti! E potete partecipare fin da adesso con il sondaggio che abbiamo messo nella pagina Facebook dell’evento.

Il mese di dicembre è, secondo noi, un mese particolare. Abbiamo come l’impressione di doverci o volerci guardare attorno: indietro, per vedere quel che siamo riusciti a fare durante l’anno; avanti, per cercare di progettare l’ano successivo o darci obiettivi e speranze; attorno, per verificare se i compagni di strada sono sempre quelli o son cambiati e renderci conto di quanto e come ci hanno aiutati per arrivare fin qui.

Il modo più bello, secondo noi, di fare il punto sulla situazione è quello di renderlo un momento conviviale e festoso. Tutto sommato, qualunque sia il nostro livello di soddisfazione per l’anno che si appresta ad arrivare alla conclusione, possiamo condividerlo con gli altri. Il confronto e la costruzione di relazioni (network direbbe qualcuno) nelle quali stiamo bene sono i punti fondamentali sui quali costruire la nostra vita professionale, e non solo, di questi tempi. Perché non farlo anche in un modo allegro e gioviale?

La festa che facciamo giovedì prossimo, 22 dicembre, alle 17 è il modo con il quale vogliamo condividere con tutti coloro di voi che ne hanno il piacere, la nostra soddisfazione per l’anno trascorso: ci sono stati momenti esaltanti, altri meno brillanti, abbiamo avuto problemi e qualche volta forse non siamo stati all’altezza. Capita.

E quindi facciamo festa perché, in qualche modo, ci sembra di aver provato a costruire qualcosa, a mettere insieme competenze, impegno e idee per mantenere un servizio che possa essere utile e apprezzato da tutti voi. Vi aspettiamo, allora, alla festa in cui potrete dirci anche voi se la pensate così. E per brindare insieme con un sorriso, comunque: cin cin!

L’Europa investe nei giovani con il Corpo di solidarietà

L’istituzione, da parte della Commissione Europea, del Corpo europeo di solidarietà è l’iniziativa che si rivolge concretamente a due obiettivi fondamentali dell’Unione: la solidarietà tra popoli e cittadini, e la necessità di investire nei giovani e nella loro formazione.

Come si conciliano queste due grandi priorità in un’unica azione?
I giovani tra i 18 e i 30 anni possono candidarsi per far parte del nuovo Corpo europeo di solidarietà e avranno così la possibilità di essere inseriti in un progetto di volontariato o di tirocinio, o di svolgere un lavoro per un periodo da 2 a 12 mesi, nel proprio paese o all’estero.
I partecipanti potranno impegnarsi, a scelta, in un’ampia gamma di attività e settori tipo istruzione, assistenza sanitaria, integrazione sociale, assistenza nella distribuzione di prodotti alimentari, costruzione di strutture di ricovero o simili, accoglienza, assistenza e integrazione di migranti e rifugiati, protezione dell’ambiente e  prevenzione di catastrofi naturali (ma non solo).
In questo modo i giovani interessati avranno l’opportunità di dare un contributo concreto alla società e al cambiamento e al tempo stesso di acquisire un’esperienza pratica e competenze di grande valore per la loro vita personale e lavorativa.

Per partecipare è richiesta la cittadinanza europea o la residenza in uno dei paesi membri e, naturalmente, l’adesione alla missione del corpo di solidarietà, cioè costruire una società più inclusiva e rispondere ai problemi sociali, e ai principi che la ispirano. Sia i partecipanti che le organizzazioni che ne faranno parte hanno  come punto di riferimento i valori e i principi promossi dall’UE, come il rispetto per la dignità e diritti umani, e credono nella promozione di una società giusta ed equa nella quale predominino il pluralismo, la non discriminazione, la tolleranza, la giustizia, la solidarietà e l’uguaglianza.
Le attività di volontariato si svolgeranno in modo simile allo SVE – Servizio Volontario Europeo, con viaggio, vitto e alloggio finanziati. Le attività di tirocinio, apprendistato e lavoro saranno invece retribuite secondo la normativa del paese in cui l’attività si svolge.
Ogni giovane partecipante potrà gestire in ogni momento la propria disponibilità a partecipare al corpo di solidarietà, modificando i dati inseriti, e potrà accettare o rifiutare le offerte di collaborazione che gli verranno proposte.
Il corpo di solidarietà, per cui ci si può iscrivere in qualsiasi momento, è partito con i primi progetti a primavera del 2017.

Per maggiori informazioni vedi il sito ufficiale o passa a trovarmi all’Informagiovani!

Animatore turistico: professionista delle vacanze

Cosa vi viene in mente quando sentite la parola animatore turistico? Trascorrere l’estate sulle più belle spiagge del mondo, spesati di tutto, guadagnando anche qualcosa?

Ebbene sì, questi sono i “vantaggi” di fare l’animatore turistico!

Ma chi è e cosa fa questa figura professionale?

L’animatore turistico è colui che per professione organizza il tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative, sportive e culturali presso villaggi turistici, grandi alberghi-vacanze, camping, residence, navi da crociera e grandi stabilimenti balneari.

In genere i luoghi di vacanza dove l’animatore turistico opera sono situati in località balneari o lacuali, ma non mancano le destinazioni montane.

Chi fa animazione turistica non ha quasi mai alle spalle una preparazione specifica, ma possiede, in genere, un bagaglio personale di esperienze sportive, culturali o di spettacolo alle quali si rifà nello svolgere le mansioni di animazione.

L’animatore turistico dovrà possedere buone capacità di adattamento, spirito di collaborazione e resistenza alle tensioni e allo stress, autocontrollo, nonché capacità organizzative.

Sono, inoltre, richieste una buona capacità comunicativa e una sensibilità che gli consenta di entrare in sintonia con le più diverse tipologie di turisti.

Completano il profilo un temperamento allegro, entusiasmo, spontaneità, creatività, fantasia e dinamismo.

Fondamentale ovviamente una grande disponibilità a spostarsi e viaggiare per lunghi periodi, e non ultima la conoscenza delle lingue straniere.

L’avvio alla professione come animatore è il primo gradino della carriera.

Dal profilo di animatore si può passare, dopo diverse stagioni di lavoro, al ruolo di capo animazione (responsabile dell’animazione e del relativo staff) e, nel giro di qualche anno, si può raggiungere la qualifica più alta di capo villaggio o direttore di villaggio.

Per diventare animatore occorre inviare un curriculum direttamente ai tour operator che reclutano tali figure oppure alle agenzie di animazione che per conto di tour operator, albergatori ed altri operatori turistici, gestiscono le attività di animazione.

Segue il sostenere prove e colloqui per la valutazione delle proprie capacità, competenze e motivazioni personali.

Le persone selezionate in genere partecipano ad un breve corso di formazione al termine del quale, se ritenuti idonei, si viene destinati ai vari villaggi.

Se pensi che potrebbe essere un’esperienza che fa per te, o semplicemente vuoi saperne di più, puoi partecipare a Professionisti delle vacanze, il format dell’Informagiovani dedicato a chi sta offrendo oppure cercando lavoro nel settore delle vacanze e del turismo per la stagione estiva.