La scuola sta finendo……e i figli dove li sistemiamo?

L’estate è alle porte. Il countdown alla fine della scuola è iniziato. L’8 giugno si sta avvicinando inesorabilmente. I bambini e i ragazzi non vedono l’ora che suoni l’ultima campanella ma per i genitori inizia il problema di doversi organizzare per sistemare i figli durante l’estate.

L’estate, infatti, è lunga e i ragazzi hanno bisogno di svagarsi e allo stesso tempo di impiegare il proprio tempo in attività a loro adatte. Il problema riguarda più che altro i bambini della scuola primaria e i ragazzi della secondaria di primo grado che, pur essendo già autonomi e indipendenti, tuttavia di certo non possono essere lasciati completamente incustoditi.

I più “fortunati” possono contare su nonni o parenti con tempo a disposizione per farli divagare e per accudirli. Ma oggi anche molti nonni, a differenza di un tempo, lavorano o sono impegnati in altre attività e lasciare i figli con la babysitter spesso appare molto riduttivo in quanto i bambini hanno bisogno di socializzare con i propri coetanei, di impegnare il proprio tempo in attività ricreative e istruttive, di praticare un’attività sportiva.

Il centro estivo, allora, rappresenta per molti genitori un’ottima e valida alternativa alla babysitter. È un servizio educativo originale, che pone al centro delle sue attività i bambini. Rappresenta un’opportunità di socializzazione per i bambini, un’esperienza che coinvolgerà anche la famiglia, la scuola, il gruppo sportivo, la vita associativa in generale.

Esiste un’ampia scelta di centri estivi, da quelli comunali a quelli privati.

Il Comune di Ancona anche quest’anno organizza i centri estivi per la fascia d’età 4 – 14 anni e i centri di aggregazione estiva per la fascia d’età 6 – 14 anni.

I centri estivi coprono tutto il mese di luglio (2 – 31 luglio) mentre i centri di aggregazione il periodo immediatamente successivo la chiusura dell’anno scolastico e precedente l’inizio del nuovo (dal 11/06/2018 al 29/06/2018 e dal 27/08/2018 al 14/09/2018).

Mentre per quelli comunali esistono delle graduatorie che vengono stilate in base alle domande pervenute, per quelli privati i requisiti sono meno restrittivi. Ovviamente quelli privati sono meno economici ma rappresentano una valida alternativa a quelli pubblici. Tutti infatti si pongono l’obiettivo di impegnare i bambini in attività ad hoc per farli socializzare e divertire allo stesso tempo.

Se volete avere informazioni sui centri estivi potete scriverci a info@informagiovaniancona.com oppure passare allo sportello a consultare il materiale cartaceo.

Infoday volontariato Marche Eurodesk Ancona

2 Infoday regionale sul volontariato

Fare volontariato può portarti molto lontano, in tutti i sensi!

Scegliere di fare del volontariato ti permette di impiegare una piccola parte del tuo tempo per dedicati a qualcosa a cui tieni, per cambiare le cose che non ti piacciono, per imparare a fare qualcosa di nuovo, incontrare nuove persone e impegnarti in qualcosa di cui vedrai i risultati.
Puoi scegliere di fare volontariato nella tua città, in altri posti d’Italia o anche più lontano, in Europa o anche fuori, in Asia, America o Africa. Le possibilità sono davvero tante, l’importante è valutare bene le tue motivazioni, le tue aspettative e le tue possibilità, per poter scegliere il tipo di volontariato adatto a te e che ti darà maggiori soddisfazioni.
Una attività di volontariato è anche una voce importante da inserire nel tuo cv, se scelta in base ai tuoi interessi e svolta in modo serio e responsabile.

Se hai già sentito parlare di campi di volontariato, ma non sai bene da dove si comincia e a chi rivolgerti, l’infoday che abbiamo organizzato in collaborazione con MarcheSolidali e CSV Marche ti sarà utilissimo per capire di che si tratta e magari trovare l’occasione che cercavi.
Giovedì 24 maggio saranno presenti qui all’Informagiovani, oltre a noi con il servizio Eurodesk Ancona, anche numerose organizzazioni che accolgono volontari. Dopo una breve presentazione di ognuno per capire che cosa fanno e cosa possono offrire, potrai girare tra i tavoli e rivolgerti a chi vuoi per chiedere informazioni dettagliate e fare domande. Parleremo di volontariato internazionale, SVE, servizio civile, volontariato in Italia e altre opportunità.

Concluderemo intorno alle 19 offrendovi un aperitivo con sottofondo musicale a sorpresa!
L’evento è gratuito e aperto a tutti gli interessati, qui tutti gli aggiornamenti sulle organizzazioni presenti e sulle opportunità offerte, passa a trovarci, dalle 17 saremo qui anche per te.

Scambi giovanili internazionali scambi giovanili Erasmusplus Eurodesk Ancona

Scambi giovanili internazionali, cosa sono?

Prima di raccontarvi i dettagli tecnici, vorrei dirvi la cosa più importante sugli scambi giovanili internazionali, e cioè che sono una delle esperienze più entusiasmanti e formative che potete fare già dai 15 anni, e che sono possibili grazie al programma europeo Erasmus+.

Gli scambi giovanili internazionali vi permettono di trascorrere un breve periodo di tempo in un paese europeo in compagnia di altri ragazzi e ragazze di più paesi, di divertirvi insieme scoprendo ciò che vi differenzia ma soprattutto, sorprendentemente, quanto siete uguali: stessi problemi, paure, e passioni!

Gli scambi possono durare da 5 a 21 giorni ma di solito si tratta di una settimana, che vola via in un attimo tra laboratori artistici, videomaking, teatro, musica, dibattiti, interviste, giochi di ruolo, serate internazionali e molto altro. Tutte queste attività sono gestite principalmente dall’associazione che ospita, ma il vostro contributo è fondamentale: si fa tutto insieme.

Ogni scambio giovanile ha un titolo e si concentra su un tema. I temi sono scelti tra i valori o principi dell’Unione europea (crescita sostenibile, parità di genere, pace e giustizia, contrasto al razzismo, ambiente, inclusione sociale, partecipazione attiva dei giovani).
Durante lo scambio ci si confronta con gli altri sui temi scelti, e si sviluppano piccoli progetti, attraverso le attività creative, divertenti ma anche formative (si parla infatti di educazione non formale) organizzate e preparate nel periodo precedente allo scambio vero e proprio.

Ad ogni scambio partecipano piccoli gruppi di ragazzi e ragazze provenienti dai paesi partner del progetto di scambio, e ogni gruppo parte accompagnato da uno youth leader, cioè qualcuno con qualche anno in più che magari ha un po’ di esperienza di viaggi e di animazione educativa.

So già che domande vi state facendo e a cui non abbiamo ancora risposto.

Dove alloggerò durante lo scambio?
Gli scambi giovanili internazionali hanno lo scopo di farvi conoscere coetanei di altri paesi e di darvi il modo di diventare amici: quale modo migliore se non quello di farvi passare più tempo possibile insieme, condividendo spazi, cibo, divertimenti, progetti? Gli scambi si svolgono di solito presso strutture che possono accogliere tra i 30 e i 40 ragazzi, dotate di stanze multiple o dormitori, spazi comuni per mangiare e fare le attività: possono essere ostelli, campeggi, campus scolastici, alberghi, o simili.

Quali requisiti devo avere per partecipare?
Non ci sono requisiti tipo conoscenze o titoli di studio, ma solo l’età e la voglia di mettersi un po’ in gioco, di partecipare e di conoscere gli altri.

Quanto costa?
Che ci crediate o no, vitto, alloggio, viaggio ed attività sono finanziate dal programma Erasmus+!

Tra gli obiettivi del programma c’è quello di dare ai giovani la possibilità di sentirsi europei, vicini e simili a ragazzi e ragazze di altri paesi. E farvi vedere di persona quanto è bello avere amici di paesi diversi, e quante paure in meno si hanno una volta che si è sperimentato che si può sopravvivere lontano dalle solite cose, e che diverso non è uguale a cattivo. Provate!
Mettete in conto qualche decina di euro per piccole spese personali, e per una piccola quota che spesso vi viene richiesta dall’organizzazione italiana di invio, che si occuperà di tutti i documenti, le informazioni da darvi, i contatti con chi vi ospiterà, e insomma farà da supporto alla vostra partecipazione. Per la riuscita di uno scambio c’è tanto lavoro da fare, e si comincia mesi prima.

Ultime note importanti: gli scambi giovanili internazionali si svolgono durante tutto l’anno e non solo in estate, e per partire potete organizzarvi anche come gruppo informale (a patto che almeno uno dei partecipanti sia maggiorenne), per sapere quali sono le prossime scadenze per candidarsi come gruppo in partenza guardate il sito Erasmus+, settore Gioventù, mobilità individuale (azione chiave 1).
Per chi vuole invece provare a candidarsi per scambi già organizzati e finanziati, vi invito a iscrivervi al nostro gruppo FB Scambi Giovanili Ancona!

Per qualsiasi cosa non abbiamo spiegato qui, passate un giorno a trovarci e ne parleremo di persona 🙂

Viaggiare con il volontariato

Con l’avvicinarsi dell’estate, molti pensano già a come trascorrerla, magari organizzando un viaggio anche verso mete lontane.

Un modo alternativo e allo stesso tempo formativo è partire per un campo di lavoro o workcamp.

I campi di lavoro sono dei progetti di volontariato di durata variabile, normalmente rivolti ai giovani, incentrati non solamente sulla solidarietà ma anche sulla comunicazione e integrazione tra i volontari e la comunità ospitante.

Il campo di lavoro non è una vacanza ma nemmeno un lavoro retribuito: in genere si lavora dalle 4 alle 8 ore giornaliere, mentre il resto del tempo è dedicato ad attività di animazione, escursioni, visite, incontri con la popolazione e le associazioni locali.

In genere, ai partecipanti non è richiesto nessun requisito particolare se non un interesse per il tema del campo, la predisposizione al lavoro di gruppo e alla vita in comunità. Per i campi all’estero è richiesta una minima conoscenza della lingua inglese.

A carico dei volontari sono il viaggio e una quota di iscrizione, che in genere copre vitto e alloggio.

Con pochi euro si potrà, quindi, vivere un’esperienza internazionale breve ma significativa che consentirà di fare nuove conoscenze, allacciare contatti utili, esercitare le proprie conoscenze linguistiche, in particolare l’inglese, e perché no aggiungere un punto in più sul proprio curriculum vitae.

I campi di lavoro volontario sono, infatti, un’esperienza di vita comunitaria, di conoscenza e scambio culturale con lo scopo di realizzare progetti di utilità sociale.

I campi nascono e si diffondono come proposta concreta per gli enti e le comunità locali; propongono attività sociali senza fine di lucro, coinvolgono i giovani e le forze sociali del territorio dove si svolgono. Il lavoro nei campi – oltre che a realizzare obiettivi concreti – ha un valore formativo ed educativo alla socialità, a relazioni collaborative e cooperative, alla responsabilità comune in uno spirito di solidarietà e impegno civile.

Se i giovani volontari partono con le giuste motivazioni, un campo di volontariato rappresenterà un’esperienza assolutamente unica e dal forte valore formativo.

Per partecipare a un campo è bene informarsi direttamente presso le associazioni o le cooperative di volontariato che li organizzano.

Di seguito vi segnaliamo solo alcune delle associazioni che organizzano workcamps internazionali su temi differenti. Ovviamente ne esistono molte altre.

Afsai – Associazione per la Formazione, gli Scambi e le attività interculturali:

organizza numerosi campi di lavoro internazionali in Europa, Asia, Africa, Sudamerica, per lo sviluppo delle comunità locali, rivolti a giovani con diversi background culturali e una profonda passione per il mondo della solidarietà e la scoperta delle differenze culturali.

Lunaria:

svolge attività di ricerca, formazione e comunicazione sui temi dell’economia solidale e del terzo settore, delle migrazioni e della globalizzazione e promuove iniziative di volontariato internazionale e di politiche giovanili.

Legambiente:

organizza campi di lavoro sul tema della tutela dell’ambiente rivolti anche ai minorenni.

Per conoscere queste ed altre opportunità di volontariato potete rivolgervi all’Informagiovani scrivendo a info@informagiovaniancona.com o passando personalmente allo sportello.

Viaggiare attraverso la letteratura

Molti dicono che viaggiare è la migliore medicina, ma perché ci piace così tanto?

Decisamente perché porta a intendere nuove culture, mantiene la mente e il corpo attivi e ci permette di imparare a comunicare con gente diversa da noi. Girando abbiamo la possibilità di conoscere ciò che un paese straniero ci offre ma non solo, perché viaggiare è anche scoprire se stessi. In qualunque modo, bisogna dire che a volte si può viaggiare senza partire perché grazie ai libri ci sono tanti aspetti geografici, storici e culturali sul territorio straniero che si possono apprendere direttamente da casa. Adesso che il caldo sta arrivando, abbiamo pensato di servirvi alcuni titoli che invitano a prendere il volo. Siamo sicuri che vi faranno sognare, scoprire nuovi orizzonti e chissà, forse trovare anche un po’ d’ispirazione per le vacanze estive. Buona lettura!

  • PORTOGALLO: Viaggio in Portogallo, José Saramago

Insignito del Premio Nobel per la letteratura, il portoghese Saramago nel 2008 scrisse questa “guida” anomala che va oltre la geografia di un paese amato, per addentrarsi nella psicologia di un popolo. Con un itinerario che, da Trás-os-Montes all’Algarve e da Lisbona all’Alentejo, il libro diventa un invito a perdersi, più che a trovare la strada.

  • CILE: La casa degli spiriti, Isabel Allende

Saga familiare che racconta le vicende di una famiglia cilena lungo tre generazioni, rappresentate ciascuna da una donna: Clara, Bianca e Alba. L’autrice culmina la narrazione con l’assassinio di Salvador Allende e il golpe del 1973, ma la storia inizia alla fine degli anni venti dello scorso secolo e offre una panoramica efficace degli eventi che portarono alla dittatura di Pinochet.

  • AFRICA: Vado verso il Capo, Sergio Ramazzotti

Il giornalista italiano credeva di conoscere il continente africano, ma ancora non gli era successo di percorrerne le strade con una sacca in spalla. Una traversata dell’Africa, attraversando il Sahara senza fuoristrada, affrontando le salite di fango rosso e scivoloso nel cuore della giungla su una bicicletta arrugginita, usando ogni genere di mezzo o andando a piedi e senza soldi.

  • BOSNIA: Gorazde (Area protetta), Joe Sacco

Durante la guerra in Bosnia del 1992-1995 i media hanno concentrato il loro interesse sulle sofferenze di Sarajevo. Per questo le atrocità di cui è stata vittima la popolazione musulmana delle zone orientali del paese sono rimaste invisibili. Il fumettista Sacco descrive la storia di una “area-protetta”: Gorazde, l’unica enclave musulmana sopravvissuta alla guerra.

  • ASIA: Bazar express + Un treno fantasma verso la stella dell’estPaul Theroux

Lo scrittore americano racconta un lungo periplo ferroviario da Londra a Tokyo, via Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Indocina, e con ritorno attraverso la Mongolia e l’Unione Sovietica. Trent’anni dopo, decide di ripercorrere i propri passi sulle strade ferrate dell’Asia e ci trasporta in luoghi lontani e spesso poco conosciuti come le capitali del Caucaso, Tbilisi e Baku, descrive le città sacre dell’India per arrivare, infine, sino allontanissimo Giappone.

Progetto Nomads, interrail e volontariato

Nomads 2018, sport, volontariato e Interrail!

Non vi dico sempre che le possibilità di andare all’estero sono innumerevoli? Ecco Nomads 2018, un bel progetto finanziato con Erasmus+ che vi permetterà di partire la prossima estate e vivere esperienze indimenticabili!

Il progetto Nomads, coordinato in Italia dall’associazione Lunaria, ha lo scopo di coinvolgere 100 giovani in attività di supporto allo sport e al volontariato, in collaborazione con comunità locali sparse per l’Europa.
L’obiettivo finale è quello di aumentare la consapevolezza multiculturale dei partecipanti e costruire nuove relazioni di amicizia, cooperazione e solidarietà tra i partecipanti e con le comunità ospitanti.

Ma come funziona? Potranno partecipare giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da Italia, Grecia, Spagna, Regno Unito ed Estonia, che potranno viaggiare via treno con l’Interrail Pass, fare volontariato e partecipare ad eventi dedicati allo sport in Europa, per un periodo di massimo un mese.

Il programma finanzia il vitto e l’alloggio dei volontari durante le attività, e il rimborso dell’80% delle spese di viaggio, permettendovi in pratica di viaggiare molto investendo poco!

Per partire con Nomads 2018 il primo passo è quello di scegliere un campo di volontariato a cui partecipare dal sito dedicato (la durata può andare da 10 a 20 giorni), in base ai vostri interessi, disponibilità in termini di date e alle attività offerte dagli organizzatori del campo. Una volta scelto il campo, contattate Lunaria per candidarvi (descrivete bene le vostre motivazioni a partecipare a quel progetto!). Se verrete accettati per il campo, scegliete gli eventi sportivi a cui prendere parte, sempre come volontari, e inviate all’organizzazione la vostra adesione.

Una volta che avrete tutte le conferme da parte delle organizzazioni che vi accoglieranno, pianificate il vostro itinerario e acquistate il vostro Interrail Pass: il rimborso del viaggio avverrà dopo il vostro ritorno (mi raccomando non buttate il vostro Pass e o i biglietti di viaggio!) fino al tetto massimo previsto (fino a 210 euro se hai 18-25 anni o 280 euro se hai 26-30 anni).

Ai partecipanti selezionati per partecipare ai campi è richiesto di associarsi a Lunaria, e naturalmente di mettersi in gioco e impegnarsi nelle attività scelte.
Allora, dove andrete questa estate?

Giochi d’acqua

Mai sentito parlare dell’Agenda 2030 dell’ONU?

Se questi numeri ti sono nuovi, è il momento di cominciare ad occuparsene, il tempo corre!
L’Agenda 2030 è una lista di 17 obiettivi, che riguardano ambiti diversi ma collegati fra loro, che come comunità mondiale dobbiamo raggiungere per realizzare uno sviluppo sostenibile, cioè uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni. È una bella sfida!

Il sesto obiettivo dell’Agenda per uno sviluppo sostenibile è garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.
L’acqua è un bene indispensabile per la vita umana, e questo lo sappiamo tutti. Quello che spesso ci sfugge è che l’acqua, o meglio l’accesso ad essa e la possibilità di gestirla, è anche un fattore di sviluppo fondamentale per le popolazioni. Circa 700 milioni di persone nel mondo vivono a distanza di chilometri da una fonte d’acqua, e circa 1 miliardo e 800 milioni hanno a disposizione per bere solo acqua contaminata. È facile intuire le conseguenze di tutto ciò sullo stato di salute e di benessere di queste comunità, e sulle loro capacità di sviluppo economico.

Per far sì che sempre più persone, anche tra chi non ha problemi nel rifornirsi di acqua potabile, siano consapevoli di questo grande tema, anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto, il 22 marzo è stato dichiarato Giornata Mondiale dell’Acqua.
Questa giornata è un’occasione per tutti di ricevere informazioni e spunti su una questione di vitale importanza, di cui sia i singoli cittadini che i governi sono responsabili. Per coinvolgere anche i più giovani nel processo di conoscenza e di riflessione sul tema della disponibilità e dell’uso dell’acqua, sono state organizzate attività dedicate, divertenti e istruttive al tempo stesso.
Proprio qui da noi si potrà partecipare nel pomeriggio di giovedì 22 marzo a ben tre diversi laboratori, organizzati da Multiservizi in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e Fosforo.

E allora, prenota il tuo posto per partecipare, è facile come bere un bicchier d’acqua!

2018 Anno europeo del patrimonio culturale

Il 2018 è l’anno che l’Unione europea ha scelto di dedicare al ricco, immenso patrimonio culturale che ci caratterizza.
Ma cosa significa? E per quale motivo viene organizzato e promosso?

Prima di tutto, siamo consapevoli che il patrimonio culturale non è qualcosa di lontano e passato, ma riguarda quello che facciamo ogni giorno?
Il patrimonio culturale non si identifica solo con i monumenti, musei e siti archeologici, ma si esprime anche nella nostra lingua, negli spettacoli e nelle tradizioni orali, nell’abbigliamento, nell’artigianato artistico, nei paesaggi tipici di ogni zona e, naturalmente, nel cibo.
L’obiettivo dell’anno europeo del patrimonio culturale è portare all’attenzione di tutti (cittadini e istituzioni stesse) temi importanti per il futuro degli europei. In pratica, verranno promossi e il finanziati eventi e progetti che celebrano il patrimonio culturale e che coinvolgono le persone nella sua fruizione e conoscenza.

La notizia eccezionale è che, degli undici eventi italiani organizzati per l’anno europeo del patrimonio culturale, ben cinque sono nelle Marche, e uno ad Ancona! Si comincia subito con lo storico Carnevale di Fano e con le celebrazioni per i 150 anni dalla morte del musicista Gioacchino Rossini. A giugno avremo la quarantesima edizione del festival InTeatro ad Ancona, poi il festival internazionale del brodetto e il festival del giornalismo culturale.
La nostra storia, locale e personale, è fatta di musica, ricette che ci tramandiamo, feste tradizionali, manifestazioni dedicate alle varie forme di espressione artistica.

Conoscere e riconoscere tutto quello che contribuisce a definire la nostra identità è fondamentale per poterci confrontare con altre culture, vicine o lontane, capire che ci sono elementi comuni e apprezzare le differenze senza sentirci minacciati dalla diversità.
Celebrare e far conoscere il nostro immenso patrimonio serve a riappropriarcene e a capire quanto sia di vitale importanza salvarlo e preservarlo, per poter continuare a goderne.

Il motto dell’anno è “Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”.
Buon anno di scoperta a tutti!

Unlearning: un primo passo verso nuovi modi di vivere

Ieri pomeriggio nella nostra sala dell’Informagiovani si è svolta la proiezione del film Unlearning, un bilancio dell’evento? È senza dubbio più che positivo! Ciò è stato possibile grazie alla calorosa partecipazione di chi ha festeggiato con noi in maniera alternativa l’arrivo delle feste. Invece di pagare il classico biglietto d’ingresso per il film, abbiamo chiesto ai partecipanti di barattarlo con un prodotto di cibo locale. Già prima delle 18.30 in numerosi ci hanno raggiunto accompagnati dai prodotti delle nostra terra, che sono stati poi riposti simbolicamente in un carrello della spesa. In pochissimo tempo quel carrello era già stracolmo, ognuno ha portato un pezzetto di se attraverso questo “dono”.

Ci teniamo a ringraziare tutti coloro che hanno deciso di partecipare a questa iniziativa. L’intento era quello di portare per un pomeriggio nuovi spunti di riflessione agli spettatori. Abbiamo scelto proprio il documentario “Unlearning” perché ci sembra veicoli un segnale diretto e chiaro: oltre al nostro “modo di vivere” ne esistono molti di più e soprattutto per scoprirli, non è necessario andare troppo lontano. Grazie alla spontaneità e la naturalezza della famiglia protagonista, possiamo forse dire di essere partiti anche noi per un viaggio attraverso ecovilaggi, comuni e tanto altro. Speriamo che questo viaggio vi abbia lasciato qualcosa e che magari in futuro iniziassimo tutti quanti a disimpararae un po di più e a vivere liberamente con consapevolezza le nostre vite.  Rinnoviamo nuovamente i nostri ringraziamenti a chi ha deciso di venire e ai produttori del film. Vi ricordiamo che tutti i prodotti saranno spediti al più presto alla famiglia Basadonne a Genova.

Non dimenticate che avrete inoltre la possibilità di scaricare la foto di gruppo con il “carrello Unlearning” e anche altri scatti di ieri qui: Proiezione film “Unlearning”. Vi auguriamo nel frattempo buone feste e qualora lo vogliate passate a trovarci e soprattutto se avete delle proposte da farci saremo più che lieti di discuterne insieme.

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Idee di abitare: cohousing

Quando parliamo di “idee di abitare” non facciamo riferimento solo alla casa intesa come costruzione, non è una questione di muri e di posti letto, ma soprattutto di diverse relazioni che all’interno della casa si dispiegano.

Nel nostro blog dedicato all’autonomia abitativa ihomeancona.com, poche settimane fa, abbiamo trattato alcuni aspetti del tema relativo al cohousing nell’articolo : “Cohousing e housing sociale” .

Oggi in Italia si stanno sviluppando sempre più  realtà di cohousing e per chi si sta chiedendo il motivo di voler vivere in cohousing, elenchiamo alcuni degli aspetti positivi di chi sceglie questo stile di vita.

Il cohousing è  un complesso abitativo composti da alloggi privati corredati da ampi spazi comuni destinati alla condivisione tra i cohouser e vivere qui significa scegliere uno stile di vita qualitativo, in equilibrio tra l’autonomia della casa privata e la socialità degli spazi comuni, all’interno di luoghi co-progettati da e con le persone che li abiteranno. Di solito sono aggregazioni apolitiche, apartitiche, non accomunate da credo religiosi o ideologici.

I punti di forza del cohousing sono: l’incoraggiamento della socialità, l’aiuto reciproco, la volontà di creare rapporti di buon vicinato, il desiderio di riduzione la complessità della vita con una miglior organizzazione e diminuzione dello stress, con una riduzione dei costi di gestione delle attività quotidiane.

Oggi il cohousing è l’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo.

Dall’altro lato cohosing non è un eco villaggio anche se adotta sani principi della sostenibilità ambientale; non è  social housing: edifici che sono realizzati per essere venduti e/o affittati, a determinate fasce di popolazione, considerate deboli ma non sufficientemente deboli da poter accedere alla case popolari. Però il cohousing promuove come il social housing la socialità  e le buone prassi di supporto reciproco.

Alla base del cohousing deve esserci una progettazione partecipata da parte dei cohouser futuri,  è un percorso finalizzato alla fondazione della comunità, dei sistemi valoriali e dei modelli partecipativi che essa adotterà È un approccio all’abitare diverso inteso come “comunità di vicinato” .

All’Informagiovani mercoledì 18 ottobre si è svolto l’evento “Abitare condiviso: idee e pratiche di co-housing per i giovani europei” promosso dalla scuola di co-progettazione YUC i cui partecipanti, hanno raccontano il loro percorso formativo e  hanno presentano una proposta di servizio di Cohousing per la città di Ancona dedicato a studenti neolaureati.

Sempre su questo tema giovedì 16 novembre alle ore 18:00 presso l’InformaGiovani viene proposta la proiezione del documentario film “L’abitare sostenibile. Il caso degli ecovillaggi e del cohousing in Italia con la presenza degli autori. Un documentario realizzato a cura della prof.ssa Isabelle Dumont, BF360 e alcuni studenti dell’Ateneo Roma Tre, eseguendo interviste e riprese in alcune realtà esistenti di ecovillaggi e cohousing che spaziano da contesti rurali a contesti urbani, dal recupero di vecchi edifici a progetti completamente nuovi. Le riprese sono state effettuate alla Comune di Bagnaia (SI), al cohousing Numero Zero di Torino, al Villaggio Verde di Cavallirio (NO) e al cohousing Ecosol di Fidenza (PR).

Questa proiezione sarà di preparazione al convegno“ Nuove Idee di Abitare” che si terrà venerdì 15 dicembre dalle ore 9:00 alle 17:00 presso la sede dell’Università Politecnica delle Marche di San Benedetto del Tronto.

Il convegno è inserito nel programma di OSE – l’Officina di Sociale Evoluto che sta impegnando e caratterizzando l’attività di AgenziaRES nel 2017, e vuole essere un momento di conoscenza e confronto sui temi dell’abitare condiviso in una prospettiva più ampia, partendo dal racconto di alcune tra le più interessanti realtà, pratiche ed esperienze di cohousing  per poi arrivare a realizzare nel pomeriggio dei workshop di confronto con una suddivisione basata sulla scala di riferimento relativa alle esperienze di lavoro: appartamento, condominio, quartiere.

Ovviamente siete tutti invitati a partecipare gratuitamente sia alla proiezione del documentario sia al convegno  e per qualsiasi informazione potete contattarci in modo di gestire al meglio il confronto, dibattito con gli ospiti.

La Nuova Casa di Papà: un supporto ai padri separati

La Nuova Casa di Papà è uno spazio in cohousing per padri separati in difficoltà dove vivere e accogliere i propri figli, aperta ad Ancona nel mese di luglio.

Il progetto “La nuova casa di papà”, finanziato dalla Cariverona, è realizzato grazie alla sinergia di più soggetti: la Coop. Sociale La Gemma (capofila), la Coop. Sociale I.R.S. L’Aurora, il Comune di Ancona e i Supermercati Simply SMA.

Nasce con l’obiettivo di sostenere i padri separati o divorziati, impoveriti a causa del nuovo status familiare-sociale e ridare dignità alla persona, che si trova in stato di difficoltà socio-economica.

La separazione/divorzio è un momento doloroso per entrami i genitori che comporta una significativa perdita sia del contesto familiare che in termini economici.

Se da un lato ne deriva un generale impoverimento dei coniugi, si registra anche una particolare difficoltà dei papà i quali spesso vengono a trovarsi in una nuova forma di povertà economica, che si ripercuote sull’immagine di sé e sul rapporto con i figli.

Di solito sono obbligati ad abbandonare la casa dove vivevano con la moglie e i figli e a provvedere al loro mantenimento, spesso affidandosi esclusivamente al proprio stipendio. Una situazione che porta sempre più “ex” a farsi ospitare da amici o addirittura a vivere in macchina e a mangiare alle mense organizzate dalla Caritas.

I problemi cui vanno incontro i papà separati/divorziati sono però anche di carattere psicologico.

C’è la difficoltà a prendere in carico il figlio da soli perché si è stati abituati a gestirlo coadiuvati dalla madre.

Si diventa genitore fuori casa e quindi è necessario e fondamentale per il bene dei figli continuare ad essere presenti anche senza vedere quotidianamente i propri figli e riuscire a passare con loro del tempo di qualità.

La Nuova Casa di Papà aperta ad Ancona si pone quindi come obiettivo di intervenire su tre aspetti: l’aspetto materiale, l’aspetto psicologico/relazionale/sociale e l’aspetto della genitorialità.

I papà ammessi nella Nuova Casa possono, infatti, contare su un sistema di co-housing temporaneo (fino ad un massimo di 18 mesi), abitando una camera in uno dei due appartamenti messi a disposizione dal Comune di Ancona i quali hanno degli spazi in condivisione, dietro corresponsione di cifra mensile di euro 200,00.

Questa cifra serve a coprire il costo dell’affitto mensile, il costo delle utenze e i buoni pasto da spendere nei supermercati della zona.

Vemgono, poi, forniti anche interventi personalizzati, sulla base dei bisogni delle persone seguite, ed interventi di mediazione, consulenza, sostegno ed accompagnamento alla bi-genitorialità, ovviamente con il supporto di personale qualificato (psicopterapeuta, mediatore familiare, ecc.).

I soggetti interessati devono essere occupati o comunque non a reddito zero e sono prioritariamente residenti ad Ancona o provincia. In mancanza di questi requisiti, la commissione di valutazione può decidere l’accettabilità o meno della domanda.

 

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Agosto: vacanze, mare e…serie tv!

Ormai siamo nel bel mezzo dell’estate e tra le varie forme di relax che è doveroso concedersi, ce n’è una che sembra essere molto più di un tormentone passeggero: quella delle serie tv.

Esistono almeno dai tempi di Rin Tin Tin, ma solo da una decina d’anni sono diventate il fenomeno che è ora: senza il timore di esagerare possiamo affermare che, attualmente, sono molte le serie tv che per trama, cast e digital visual effect possono tranquillamente competere con tanti dei prezzolatissimi film da grande schermo.

Non solo, alcune sono talmente entrate nella nostra quotidianità da averci estrapolato dei modi di dire ( “Winter is coming” o “Plata o Plomo” sono solo un paio delle frasi che a quasi tutti, ne siamo certi, non suonano nuove) oppure ci fanno abboccare come pesci all’amo e semplicemente ne veniamo trascinati: ad esempio, vi è sfuggita la notizia della maratona – in senso letterale – per l’uscita della settima stagione di Game of Thrones? Allora guardate qui.

Il fenomeno è talmente diffuso da diventare materiale da psicologia: in sostanza, amiamo le serie tv perché ci consentono di uscire dai tempi forzatamente limitati di un film e ci permettono di esplorare una valle ben più ampia di eventi ma anche di decisioni, pensieri e tratti caratteriali con conseguente partecipazione e “presa” emotiva; qualcosa di molto simile accade quando si legge un libro e non è un caso che questa soddisfazione cresca quando si ha a che fare con serie tratte da opere letterarie.

Inoltre, l’uomo è animale sociale: i momenti di convivialità che offrono, per loro natura, le serie tv, sono un piacere a cui quasi nessuno vuole rinunciare, soprattutto quando si tratta di storie ad alto contenuto di pathos; scomodando di nuovo Game of Thrones, c’è addirittura chi su YouTube riesce a fare bei numeri di visualizzazioni riprendendo persone che guardano la serie: può sembrare davvero molto strano – e forse lo è – ma alla gente piace e piace perché sono molti a condividere le sensazioni e lo stupore che si possono vedere, probabilmente vagamente spettacolarizzati, anche qui.

E come se tutto questo non bastasse, c’è anche dell’altro: alcune serie tv sono arrivate a un tale livello di realismo e raffinatezza da far approcciare gli spettatori con alcuni tipi di lavori.  Ovviamente non stiamo parlando di imparare un mestiere, ma di ispirazioni, regalate proprio dallo sguardo approfondito e prolungato della serie tv.

Abbiamo quindi pensato di servirvi alcuni titoli, così da unire l’utile al dilettevole:

Mad Man: ne siamo sicuri, molti di voi conosceranno già questa serie, così come il carisma del direttore creativo Don Draper, che ha fatto una proverbiale strage tra gli spettatori. Ma non si tratta solo di questo. Anche se la serie è ambientata negli anni Sessanta, alcuni dei processi creativi sfruttati sono validi tutt’ora e alcuni spot ideati proprio dal caro Don sono senza dubbio di ispirazione per chi è interessato al copywriting!

E.R., Doctor House: sono solo due delle numerose serie che girano attorno al mondo della medicina ed entrambe hanno fatto la storia: i casi di cui si occupano sono verosimili (anche se piuttosto rari, nel caso di Doctor House. A proposito, sapevate che i “misteri medici” trattati in questa serie sono ispirati dalla rubrica “Diagnosi” del New York Times che descrive proprio casi di malattie particolarmente inusuali?) e possono dare una vaga idea di come potrebbe essere, ad esempio, esercitare l’arte medica nella realtà concitata di un pronto soccorso. Entrambe serie imperdibili per gli appassionati del genere.

Silicon Valley: i lavori del futuro sono nel web e voi non volete restare indietro? Allora “Silicon Valley” vi calza a pennello! Arrivata ormai alla quinta stagione, questa serie ci immerge nella vita di un gruppo di programmatori che, a un certo punto della loro avventura lavorativa, si troveranno alle prese con la realtà della start-up nella tecnologia. Gli spettatori più addentrati nell’argomento partono sicuramente avvantaggiati, ma ci sono spunti di divertimento (e di esempio!) proprio per tutti!

E voi, avete delle serie da suggerirci per il nostro periodo di vacanza?

Anche noi infatti ci prenderemo qualche giorno di sano, pigro, avventuroso relax: l’Informagiovani resterà chiuso dal 14 al 18 agosto, ma torneremo operativi e più carichi che mai (forse) a partire da lunedì 21 agosto!

Buone vacanze a tutti!

 

I compiti delle vacanze: un castigo per i genitori?

Compiti delle vacanze estive: quanti genitori si sono chiesti almeno una volta se siano o no un castigo per loro?

Certamente i compiti delle vacanze sono la parte meno piacevole del periodo estivo.

I ragazzi sono i primi a non voler fare i compiti ma i genitori stessi vivono i compiti delle vacanze con una certa ambiguità.

Da un lato vorrebbero godersi il meritato riposo estivo accanto ai propri figli staccando la spina e allentando il controllo sulla loro vita scolastica, dall’altro lato, però, temono che i propri ragazzi fatichino a riprendere il ritmo scolastico.

Ovviamente le difficoltà legate alla voglia o meno di eseguire i compiti sono diverse a seconda dell’età dei figli.

I bambini più grandi, anche se maggiormente autonomi, nella maggior parte dei casi sono anche i più difficili da convincere a impegnarsi nei compiti, quando sono in vacanza.

Dopo il lungo periodo scolastico bambini e ragazzi hanno bisogno di concedersi un periodo di riposo e relax senza l’assillo dei compiti.

Tuttavia, senza togliere la possibilità di svago ai nostri figli, si può approfittare del maggiore tempo a disposizione per colmare qualche lacuna e mantenerli in esercizio fino al rientro a scuola.

Anche se magari non ci si trova molto d’accordo con le insegnanti sulla quantità di compiti assegnati, i genitori dovrebbero responsabilizzare i propri ragazzi del proprio apprendimento stimolandoli a diventare capaci di organizzare in modo autonomo il proprio tempo da suddividere tra compiti e attività giocose.

Più il momento dei compiti viene associato a emozioni positive più è probabile che i ragazzi si avvicinino con maggiore entusiasmo a questa attività.

Certo non è semplice ma si può tentare di trovare un accordo genitori/figli.

Si può decidere di dedicare alcuni giorni della settimana o alcune ore del giorno all’attività compiti.

Scegliere un luogo piacevole e confortevole dove svolgerli può essere sicuramente di aiuto.

Organizzare delle visite culturali in luoghi attinenti a qualche argomento di studio per farli imparare in maniera più divertente che sui libri.

Alla base di tutto, comunque, ci vuole una buona dose di pazienza e comprensione reciproca.

valigie

Prepariamo la valigia

L’estate è arrivata così le attese ferie e vacanze sono ormai alle porte. Molti vivono la gioia di partire, di staccare da impegni e lavoro, accanto al pensiero: “incubo” di dover prima preparare la valigia.

Il dubbio è sempre lo stesso: riuscirò anche quest’anno a mettere tutto nella valigia, non dimenticando nulla e non stropicciando tutti i vestiti?

I turisti si dividono in due grandi categorie, gli amanti del mare e gli amanti della montagna. Per i primi lo spazio non dovrebbe essere un problema mentre per i secondi fare una valigia intelligente è essenziale. Sarà necessario un abbigliamento estivo ma anche tutto l’indispensabile per le passeggiate, il trekking e indumenti antivento ed antipioggia per i prevedibili temporali estivi di montagna. Come è solito dire sarà molto utile disporre di abiti per un abbigliamento a strati o “cipolla” consono ad ogni eventualità.

Comunque ovunque si vada, con auto o aereo preparare la valigia non è una passeggiata. Alcuni dimenticheranno a casa qualcosa e saranno costretti a fare il bucato, altri tenteranno di mettere l’intero guardaroba.

Chi  viaggia in aereo con compagnie low cost sa bene che è consentito un solo bagaglio a mano, quindi l’organizzazione della valigia da stiva o a mano è fondamentale.

Combinare alcuni consigli potrebbe essere la soluzione vincente per sfruttare al meglio lo spazio e avere con sé le cose indispensabili.

Con anticipo e armati di pazienza scegliete una valigia di medie dimensioni (più grande sarà più rischiate di riempirla e portare cose inutili).

Preparate un elenco di tutto quello che si vuole portare tenendo ben presenti le quantità, per non sbagliare è molto utile pensare già a degli abbinamenti tra i capi scelti, questo lavoro permette di evitare l’eccesso (vestiti che vanno poi lavati e stirati inutilmente al rientro). Liberatevi di tutte le cose della categoria “in caso mi serva”. Se vi servirà, potete comprarlo lì.

Pronta la lista potete disporre tutto sul letto, in modo da avere cognizione che ci sia tutto.

Si inizia a riempire la valigia utilizzando un ordine preciso. Le scarpe sul fondo, ogni paio in un sacchetto, oppure posizionate lungo i lati.

Fate come a Tetris! I vestiti possono essere piegati o secondo alcuni meglio arrotolati, in modo che occupino meno spazio e non si creino odiose pieghe. Guardate magari qualche video con la tecnica di piegare avvolgendo tra di loro i vestiti: al centro la biancheria intima e le magliette, e attorno man mano gli indumenti più ingombranti.

In alternativa piegate i vestiti, cominciando con quelli che si stropicciano meno facilmente, come jeans e pantaloni, gonne e pantaloncini, per poi passare a magliette, camicie e vestiti, infine attenzione ai buchi. Vanno riempiti con calzini, intimo o costumi da bagno, sempre riposti in distinte bustine che saranno più facili da gestire.

Quando la valigia inizia ad essere piena gli spazi vuoti possono essere riempiti con piccoli beauty case.

Per ottimizzare gli spazi, è preferibile suddividere i prodotti in piccole pochette per categoria: trucchi, creme e solari, prodotti per i capelli, medicinali. Una buona idea può essere mettere i beauty case dentro una busta di plastica, per evitare che fuoriescano liquidi. Infine è consigliato tenere i liquidi a portata di mano perchè gli addetti alla sicurezza degli aeroporti potrebbero voler controllare.

Attenzione a non inceppare le cerniere delle valigie morbide con gli indumenti o a non ridurre la valigia rigida in una “bomba” esplosiva.

La valigia: gioia e dolore di ogni viaggio!

Cinque buoni motivi per partire per un volontariato

Il volontariato può concretizzarsi in tanti tipi di attività, e svolgersi in molti modi diversi: in ogni caso è una esperienza di crescita e arricchimento personale, dà la possibilità di conoscere persone e posti nuovi e in generale di viaggiare, vicino o lontano, con un budget limitato.
Se poi consideriamo che vivendo vicino al mare possiamo andare in spiaggia per tutto il resto della stagione, non è impensabile decidere di dedicare qualche giorno ad una attività alternativa.
Ecco nel dettaglio cinque buoni motivi per decidere di partire per un volontariato!

Viaggiare con una spesa minima
Un campo di volontariato si può fare praticamente ovunque (anche in Italia), scegliendo il paese, l’ambiente e le attività che si andranno a fare. In pratica è anche un modo di fare un viaggio, dedicando un po’ del proprio tempo ad aiutare una associazione o una comunità, ricevendo in cambio vitto, alloggio, contatti locali, e spesso anche occasioni ricreative (escursioni, serate organizzate, pasti in compagnia). Si può decidere di partire anche con gli amici: molti campi cercano numerosi volontari, e c’è spazio per tutti.

E’ tutto organizzato
L’estate è cominciata e non avete voglia di mettervi a cercare quell’esperienza nuova tra siti turistici e blog di viaggio per trovare informazioni e alternative? Scegliete un settore che vi interessa e un paese di destinazione: in un campo di volontariato sistemazione, pasti e molto altro saranno già predisposti dagli organizzatori, e vedrete che potrete capire e conoscere la realtà locale molto meglio che facendo i turisti!
(Leggete comunque con attenzione la descrizione del campo che scegliete e le condizioni di partecipazione: scegliere bene all’inizio è fondamentale per una buona riuscita della vostra esperienza)

Sostenere cause in cui credi
Ognuno di noi crede in qualcosa ed è particolarmente sensibile ad una causa: la difesa dei diritti umani, l’animazione o il supporto dedicati a bambini in condizioni svantaggiate, la lotta alla povertà o la fame, la salvaguardia dell’ambiente naturale, di una specie animale, o di beni culturali. Per queste e molte altre tematiche è possibile dare il proprio contributo personale, dedicando un po’ del proprio tempo e delle proprie capacità per cambiare e migliorare la situazione.

Si impara qualcosa, anzi molto
Durante il campo di volontariato spesso si acquisiscono nuove abilità, in affiancamento a professionisti del settore che abbiamo scelto: si può imparare qualche tecnica costruttiva, ad usare attrezzi particolari, a cucinare un piatto nuovo, a riconoscere una specie di piante o animali. E poi si migliorano le lingue straniere, in un contesto divertente e informale, dato che spesso i campi sono aperti a persone provenienti da diversi paesi. Si incontrano persone incredibili, che possiamo prendere ad esempio per migliorare il modo in cui affrontiamo le nostre sfide quotidiane. Ultimo ma non meno importante, il confronto con situazioni di vita diverse, spesso più difficili, ci può aiutare a rivalutare la nostra condizione, le nostre fortune e le nostre possibilità.

Migliora la tua vita, non solo la tua estate
Una esperienza di volontariato unisce la possibilità di muoversi, viaggiare, incontrare nuovi amici, con quella di conoscere comunità e organizzazioni diverse da quelle che frequentiamo di solito, e spesso apprendere nuove competenze che possono essere utili anche sul lavoro. Prendere le distanze dalla nostra routine ci aiuta a guardarla con nuovi occhi, a conoscere meglio se stessi e a capire cosa vogliamo veramente.
Fare volontariato ci fa sentire utili, apprezzati, e parte di una comunità allargata che lavora per raggiungere obiettivi comuni: per questo il tempo che vi dedichiamo è tempo ben speso, o meglio ben investito, con benefici a breve e lungo termine.

Insomma, staccarsi dalle solite abitudini e andare a vivere altro porta molti benefici, sia dal punto di vista pratico che mentale. E poi, avrete qualcosa di veramente interessante da condividere e raccontare agli amici!

Per tradurre tutto questo in realtà, vi segnalo tre siti per cercare l’opportunità migliore per ognuno, scegliendo per paese, tema, durata ed età dei partecipanti: LegambienteLunaria , Yap – Youth Action for Peace e Libera.

Per informazioni più dettagliate, supporto o domande, scrivete a europa@informagiovaniancona.com

Vacanze estive in treno: scelta ecologica

Le vacanze estive rappresentano il periodo dell’anno più ambito da studenti e lavoratori, che le attendono impazienti per poter godere di un periodo di svago in località di mare, di montagna o in città d’arte.

Molti avranno già programmato con anticipo le loro vacanze, altri invece cercano le offerte last minute.

Diverse le mete, diversi ovviamente i mezzi di trasporto scelti.

C’è chi non vuole rinunciare alla propria autonomia e preferisce viaggiare in auto, camper, moto o anche bici con la libertà di decidere quando e dove fermarsi e magari cambiare anche percorso.

C’è chi invece preferisce rilassarsi e lasciarsi trasportare verso la meta desiderata e quindi sceglie di viaggiare in aereo, nave o treno.

Tra questi poi chi vuole evitare code, a volte lunghissime ed estenuanti soprattutto nei periodi caldi, ai check-in aerei e navali, preferisce il treno.

Viaggiare in treno infatti consente di ammirare i paesaggi ed i luoghi che attraversiamo per arrivare a destinazione, chiacchierare con il compagno di posto e dedicarsi ad attività rilassanti come la lettura di un libro o l’ascolto della musica.

Un mezzo di trasporto decisamente economico ed ecologico, per una vacanza originale estiva lungo gli itinerari turistici in treno, alla scoperta del patrimonio culturale e naturale della nostra splendida Penisola.

Viaggiare in treno è anche conveniente grazie alle tante iniziative che le aziende intendono mettere sui binari.

Trenitalia Regionale, ad esempio, ha ampliato l’offerta ferroviaria e ha previsto sconti e promozioni per chi utilizzerà i treni regionali durate il periodo estivo.

Tante sono le offerte previste: dal PASSXTE, il pass no limit che permette di viaggiare nel weekend per 48 ore ad un prezzo fisso e consentirà di salire su Frecce, Intercity e Regionali in ogni angolo d’Italia, a sconti per i bambini, a gratuità per il trasporto di animali e per il trasporto di una bici pieghevole.

Lunga, inoltre, la lista degli eventi d’arte e degli spettacoli che offrono sconti e promozioni a chi abbandona l’auto per muoversi con il mezzo di trasporto pubblico green per eccellenza.

Tutte le offerte divise per regione sono consultabili a questo link.

Buon viaggio!

Campo Giovani, un’estate diversa

I giovani studenti si stanno avvicinando alla fine della scuola e stanno pensando a come trascorrere la tanto agognata estate.

Chi pensa di passarla sdraiato su un lettino e chi invece non ha assolutamente voglia di fermarsi, anzi.

La vacanza può essere un’occasione per fare un’esperienza nuova, diversa e arricchente.

Come le esperienze promosse da Campo Giovani.

CampoGiovani è un progetto del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale destinato a ragazzi e ragazze residenti in Italia, di età compresa tra i 14 ed i 22 anni frequentanti istituti scolastici superiori o iscritti ai primi anni del ciclo universitario.

Grazie a questo progetto i giovani possono trascorrere una settimana da protagonisti con la Marina Militare, la Guardia Costiera e la Croce Rossa Italiana, in difesa dell’ambiente, in aiuto alla popolazione, al servizio dell’Italia.

Da giugno a settembre, una settimana per apprendere nozioni utili, fare amicizia, conoscere persone e soddisfare la propria voglia di impegno civile.

Sono previsti vari campi il cui programma varia a seconda dell’ente in cui si svolge il campo.

Nel caso della Marina Militare sono previsti dei “Corsi velici estivi”, rivolti a studenti delle scuole medie superiori, con lo scopo di avvicinare i giovani al mondo della vela, diffondere il rispetto e la conoscenza del mare e della natura, la conoscenza di ritmi, regole e tutti quegli elementi che in questa si fondono.

Nel caso della Guardia Costiera il programma del campo estivo mira a far avvicinare i ragazzi alla tutela del mare, delle nostre coste e dei parchi marini con particolare attenzione alla promozione di comportamenti tesi alla salvaguardia della vita umana, alla protezione dell’ambiente marino e della fauna ittica oltre che alla conoscenza delle regole fondamentali per una navigazione sicura.

Nel caso, infine, della Croce Rossa, l’intento è avvicinare i giovani alle grandi sfide che l’associazione si è posta per cui oltre a percorsi di Primo Soccorso, verranno proposti percorsi di sensibilizzazione su: infezioni sessualmente trasmissibili, educazione alimentare, educazione stradale, cambiamenti climatici, dipendenze patologiche (alcol e droghe), razzismo e xenofobia, Diritto Internazionale Umanitario, Protezione civile e sui processi comunicativi.

Da pochi giorni è uscito il bando della Marina Militare per 300 giovani (anche femmine), desiderosi di trascorrere dieci giorni indimenticabili al timone di una barca a vela, con la guida e i consigli degli istruttori specializzati della Marina.

I corsi sono gratuiti e si tengono presso tre strutture della Marina Militare che possiedono una lunga tradizione nell’arte dell’insegnamento dell’arte marinaresca: l’Accademia Navale a Livorno, la Scuola Sottufficiali a La Maddalena e la Scuola Navale Militare F.Morosini a Venezia.

Le domande sono aperte fino al 16 giugno 2017.

Viaggio post maturità

Meno di un mese alla fine della scuola ma non per chi si prepara all’esame di maturità.

Non è questo il momento di mollare, anzi è richiesto lo sprint finale. La scrivania è ancora piena di libri, la fatica e l’ansia da esame si fanno sentire.

Dopo gli scritti in date prestabilite, l’incertezza dell’orale, c’è chi spera di sostenerlo il prima possibile per poi potersi rilassare e chi sente la necessità di studiare ancora, qualche giorno in più tra scritto ed orale può essere prezioso.

Ma dopo l’orale tutti sognano il senso di libertà e le vacanze caratterizzate dal viaggio di maturità.

Per molti questo atteso viaggio diventerà indimenticabile, spesso affrontato con i compagni di avventura degli ultimi cinque anni di vita.

Senza lo stress scolastico, l’ambiente scuola, i compiti, le interrogazioni, la routine degli anni passati insieme con gioie e dolori.

La maturità comunque porterà una svolta nella vita quotidiana, in primis il futuro dipenderà da una scelta responsabile del diplomato. Prima di affrontare il mondo universitario o lavorativo, finalmente si realizza sogno.

Sia partendo con un amico sia con un gruppo è importante scegliere la giusta meta, il periodo, il budget a disposizione e il tipo di divertimento di cui siamo alla ricerca.

La meta potrebbe essere all’estero o in Italia, l’importante che sia un luogo dove potrai unire divertimento, cultura, relax e visitare città e luoghi meravigliosi. Se ancora non avete deciso e volete valutare tutte le opzioni moltissimi i siti web con consigli e proposte, dove si ha l’imbarazzo della scelta.

La meta va di pari passo con il budget, ovvio prima si pianifica maggiori sono le proposte. Ci tardi arriva aspetta il last minute ma forse non tutti son disposti ad aspettare per un viaggio così atteso.

Ciascuno pianificherà il suo viaggio e sarà unico se non altro per la compagnia ed il divertimento che si potrà scatenare dopo mesi di studio e tensione.

L’importante è pianificare, ad esempio vi segnaliamo un articolo tratto da Studenti.it “Viaggio di maturità : tra noia e nostalgia”  dove  potrete leggere anche una classifica delle mete più scelte.

Lasciamo a voi la ricerca su web per viaggi autorganizzati o pacchetti all inclusive visto che per il viaggio di maturità c’è chi è disposto a chiedere un ‘aiutino’ a mamma e papà, a patto di essere promosso con ottimi voti.

Noi vi proponiamo e consigliamo un’alternativa che non tutti conoscono: gli scambi giovanili, promossi dall’Informagiovani  nell’ambito del programma europeo Erasmus+.

Gli scambi giovanili internazionali  non sono  soltanto un’ opportunità di viaggio ma anche di scoperta, di crescita personale e svago; in cui il motto sarà: Mettersi in gioco e confronto interculturale.

Per restare aggiornati vi suggeriamo di visitare la pagina del nostro blog dedicata: Scambi Giovanili.

In bocca al lupo per l’esame e buon viaggio!