Scambi giovanili, un'idea meravigliosa
Il nostro Informagiovani è un servizio aperto a tutti i giovani, studenti o universitari, in cerca di informazioni, consigli, orientamento e supporto nella realizzazione del loro progetto di studio, vita e lavoro. Tra le attività di consulenza che facciamo costantemente c’è quella di orientamento e informazione sulla possibilità di fare un’esperienza all’estero, come volontari, tirocinanti, lavoratori, ma prima di tutto, come partecipanti a uno scambio internazionale!
Condividere spazi, orari e cibo con coetanei di altri paesi è una palestra di convivenza, adattamento, rispetto e tolleranza potentissima: si impara presto a trovare un punto di incontro, a discutere produttivamente di un problema da risolvere, a tenere conto delle esigenza anche di chi ci sta vicino ed è diverso, o diversamente abituato, da noi. Stare per qualche giorno lontano da casa, senza i genitori che stressano, ma che al tempo stesso pensano a tutto anche per noi, è un assaggio della vita da giovani adulti, in grado di prendersi cura di se stessi a partire dalle piccole cose fino all’organizzazione della propria giornata.
Quest’anno l’organizzazione degli scambi è un po’ diversa dal passato: le diverse modalità di partecipazione, le scadenze e le progettazioni variate con il nuovo settennato di programmazione europea (2014-2020) ci hanno portato a doverci organizzare diversamente. Non vi presenteremo un pacchetto di scambi già pronto per l’estate (che era anche un po’ come organizzarvi le vacanze), ma lavoriamo e lavoreremo alla partecipazione in progetti di scambio che proporremo di volta in volta. Rimangono invariate alcune cose: la durata degli scambi è di circa una settimana; le giornate sono programmate con attività varie, a seconda del tema principale dello scambio; la metodologia di lavoro è ispirata ai principi dell’educazione non formale e finalizzata all’apprendimento di capacità sociali e relazionali. Come in passato partecipare a uno scambio giovanile internazionale vi permetterà di imparare a relazionarvi e comunicare con persone di culture diverse, sperimentare abitudini differenti dalle solite, ideare e realizzare un progetto insieme ad altri, e molto altro ancora. In altre aprole, anche se son cambiate un po’ le modalità tecniche, crediamo ancora che partecipare a uno scambio sia un’idea meravigliosa!
E allora che aspettate? Noi abbiamo già pronta una proposta. Il primo campo disponibile quest’anno è “Dare to care, BE an ethical citizen!” in Romania, dal 6 al 13 settembre. Il campo è aperto a ragazzi/e tra i 15 e i 18 anni, e tratterà il tema del consumo etico, dell’impatto dei consumi dal punto di vista economico, ecologico e politico. Se cliccate qui potete conoscere altri particolari e scaricare un pacchetto informazioni completo. A questa pagina trovate un modulo con il quale vi sarà possibile rimanere aggiornati su altri scambi ed altre novità? Quali potrebbero essere? Innanzitutto stiamo aspettando lì’approvazione di altri progetti che consentiranno di partire in altri periodi e per altre destinazioni (la certezza l’avremo solo dopo il 15 luglio). Poi stiamo preparando dei veri e propri laboratori di progettazione per gli scambi, sia in invio che in accoglienza, aperti a gruppi informali di ragazzi/e e ad associazioni che vorrebbero pianificare e organizzare un’esperienza di scambio: con loro ragioneremo sugli obiettivi e metodologie degli scambi internazionali, sulle modalità di presentazione dei progetti e delle candidature, sulla scelta dai partner e sulle varie fasi di realizzazione delle attività, a partire dalla preparazione fino al follow up. Seguiteci e rimanete aggiornati!



Considerato il tempo e la data oggi parliamo di vacanze. Ora qualcuno si immaginerà, giustamente, che tratteremo di mete in paesi esotici, di arrampicate sui monti o di bagni in mezzo a piscine naturali piene di pesci. Ma su questi temi non siamo molto ferrati e, al massimo, potremmo riportare soltanto qualche piccola esperienza personale di poco conto. Invece scriviamo di vacanze perché la notizia è che le vacanze ci rendono più produttivi e ci aiutano anche a essere più efficaci nelle nostre mansioni professionali.
Come si fa a farsi venire un’idea? Così, in maniera astratta e non contestualizzata, forse è davvero difficile non solo spiegarlo ma anche riuscirci. In realtà le idee nascono anche un po’ per caso, per un sogno o un desiderio, perché leggiamo una frase che ci appassiona o vediamo qualcosa che ci colpisce. La famosa lampadina che si accende, insomma, non è sempre pronta a rispondere ai nostri comandi e talvolta, anche se lo vogliamo, le idee non vengono. Per questo motivo negli anni ’40 del secolo scorso, un pubblicitario americano di nome Alex Osborn, aveva inventato un metodo per far nascere le idee: l’ormai conosciuto, diffuso e strausato brainstorming.
Questa avventura è nata nel giorno in cui la mia professoressa mi ha comunicato che avrei fatto le mie tre settimane di alternanza scuola-lavoro all’Informagiovani: non conoscevo molto questo servizio, anzi le mie informazioni erano veramente scarse.
Chi si segue più da vicino il mondo di internet e si appassiona ai dati, forse ha scoperto che sono usciti qualche giorno fa 
Torniamo spesso a parlare di competenze e conoscenze, fondamento di una solida vita professionale (e se volete anche personale). Quante cose conosciamo? E quante ne conosciamo abbastanza bene da poter essere considerati dei “maestri” in quella materia? L’importanza di questo aspetto è fondamentale: soprattutto in ambito lavorativo (e non solo se faremo i maestri o i professori in futuro). Per definire meglio quello di cui vogliamo parlare vi raccontiamo una storiella.


Rimaniamo sul tema del 
Di solito si dice che abbiamo sempre una seconda occasione: giusto, non sembra nemmeno a noi utile affermare il contrario. Di fatto è anche il momento in cui impariamo qualcosa, perché la “seconda volta” è l’occasione in cui abbiamo avuto già un’esperienza e siamo in grado di poterla mettere a frutto, migliorando quello che abbiamo fatto bene ed evitando gli errori già commessi. Nonostante questo nella vita ci sono casi in cui questa seconda possibilità non ce l’abbiamo:




La signora Rita era un’insegnante di pianoforte. E anche una riconosciuta musicista che teneva concerti. Era anche una professoressa premiata per la sua attività didattica. Nella vita privata era una attivista per i diritti civili, soprattutto nella zona in cui viveva. Era anche una scrittrice, con tre libri dedicati ad un pianista famoso. Era anche la direttrice di una scuola di musica ed un membro di una giuria di un concorso musicale per una decina di anni. Quando la signora Rita morì se aveste chiesto ad uno dei suoi studenti chi fosse la signora Rita, questi vi avrebbe risposo semplicemente “la mia insegnante di piano”; se lo aveste chiesto ad uno dei lettori dei suoi libri vi avrebbe risposto “l’autrice del libro…”. E infine alla stessa domanda i suoi amici avrebbero risposto “una simpatica amica che suonava il piano”.
Una delle cose che fa l’Informagiovani, oramai si è detto un sacco di volte, è orientare le persone. Che cosa vuol dire nello specifico? Tradotto nella pratica vuol dire molte cose. Per esempio significa in un servizio come il nostro se fai una domanda la risposta che ricevi potrebbe non essere solo quella che cercavi, perché cerchiamo di capir se stai cercando davvero quello che fa per te (e per scoprirlo spesso ad una domanda tocca rispondere con un’altra domanda).
Al supermercato ci avviciniamo alla corsia dove dobbiamo prendere i biscotti per la colazione e troviamo subito i nostri preferiti: la busta gialla lì davanti a noi contiene i nostri preferiti, quelli che avevamo proprio voglia di addentare la mattina appena svegli. Li abbiamo scelti perché sono croccanti al punto giusto, ci saziano senza appesantirci, rispettano la nostra dieta ma anche al nostra fame. Insomma, sono quasi perfetti e siamo felici della nostra scelta. L’abbiamo fatta davvero noi? Quei biscotti stanno in quel posto nel supermercato non per puro caso o perché l’abbinamento dei colori delle confezioni suggeriva quella posizione. Il motivo per cui stanno lì è dovuto ad un processo in cui si mischiano marketing, pubblicità, gestione del magazzino e delle vendite, promozioni, accordi commerciali e qualche trucco. Insomma forse quella scelta non l’abbiamo fatta proprio noi: sfruttando il nostro inconscio qualcuno è riuscito a “darci le giuste indicazioni” per arrivare a quella scelta. Un esempio ulteriore, sempre da supermercato: caramelle, gomme da masticare e mentine si trovano in grande abbondanza vicino alle casse. Non solo perché si dice siano “acquisti di impulso” ma anche perché se andaste a vedere il loro costo effettivo prendendovi qualche istante in più (che solitamente alle casse non avete) scoprireste che le mentine potrebbero 
La creatività, come abbiamo scritto più volte anche in questo blog, può essere una grande alleata in tempi di crisi occupazionale: inventarsi un lavoro, come si usa dire, a volte è l’unica strada veramente percorribile per chi cerca un’occupazione. Ma possiamo davvero inventarci un lavoro dal nulla? Veramente il nostro ingegno può essere ancora capace di trovare qualcosa che non esiste? Esiste ancora la possibilità di far nascere dal nulla qualcosa che prima non esisteva? Rispondere affermativamente a queste domande può essere al tempo stesso un bene o un male. Per rispondere potrebbe forse essere utile capire che cosa accade nel mondo delle invenzioni, quelle vere.
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Chi di noi sta facendo un lavoro (trattasi di attività professionale remunerata, meglio ricordarlo di questi tempi) si sente spesso già fortunato da non mettersi anche a sindacare o discutere sul fatto che il lavoro gli piaccia o meno. Questo almeno per i primi mesi. Poi iniziano ad aumentare le grane, le cose che non vanno, i soldi che non bastano, le opportunità di crescita e carriera che scarseggiano e via discorrendo. Come dice a volte il comico Bertolino, il lavoro è quella cosa che lottiamo allo sfinimento per avere e che poi quando abbiamo non vediamo l’ora di lasciare. Insomma, i sentimenti che ci legano la lavoro che facciamo sono mutevoli e contradditori.

