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Cerco lavoro, da dove iniziare?

Se sei alla ricerca di un lavoro, forse ti stai chiedendo da dove iniziare. Se è la prima volta che ti metti alla ricerca, ma anche se hai già esperienza, ti sarà utile una breve rassegna dei canali da utilizzare. Naturalmente poi sta a te scegliere su quali investire più tempo ed energie, in base al tuo profilo, alle tue aspettative, ai tuoi obiettivi.

Cominciamo da quelli più ovvi, ma di cui non sempre si sa bene come funzionano e cosa ci possono offrire.

Il CPI – Centro per l’impiego (ex CIOF – Centro per l’impiego, l’orientamento e la formazione, e ex Ufficio di collocamento, come molti lo chiamano ancora impropriamente) è il primo canale da conoscere. Il CPI è un ufficio  pubblico, di competenza regionale, dedicato principalmente a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, cioè tra chi cerca lavoro e chi cerca personale.

Iscriversi non è obbligatorio, ma può essere utile per ricevere informazioni o proposte su iniziative pubbliche aperte a chi cerca lavoro (corsi di formazione, bandi per borse lavoro, bandi per tirocini o simili). Iscriversi al CPI significa dichiarare la propria disponibilità a lavorare e a cercare attivamente un impiego, secondo le indicazioni che ci vengono date dal CPI stesso, ed è necessario quando si vuole partecipare a iniziative o bandi per disoccupati. Il CPI infatti è l’unico ufficio che può rilasciarti il certificato di stato di disoccupazione: dopo un colloquio che serve a capire qual’è stato il tuo percorso e che cosa vorresti fare, firmerai il cosiddetto PSP – Patto di servizio personalizzato.

I CPI gestiscono alcune offerte di lavoro degli enti pubblici, e numerose offerte di lavoro di aziende private, oltre alle offerte disponibili per chi vuole partecipare a borse lavoro o tirocini (quando ci sono bandi aperti e fondi disponibili).

Tra le funzioni del CPI c’è anche registrare le assunzioni o le trasformazioni dei rapporti di lavoro (quando vieni assunto/a, il datore di lavoro deve comunicarlo al CPI a cui sei iscritto/a), gestire le iscrizioni e le assunzioni delle persone inserite negli elenchi delle categorie protette e delle liste di mobilità. Tra i compiti dei CPI si è aggiunto quello di seguire per la ricerca di un impiego le persone a cui è stato riconosciuto il Reddito di cittadinanza.

Ricorda che ti puoi iscrivere ad un solo CPI: puoi cambiarlo se ti trasferisci, e i tuoi dati verranno trasmessi dal vecchio CPI a quello nuovo. Per iscriversi basta avere un domicilio nella zona di competenza del CPI: nella provincia di Ancona ce ne sono quattro (Ancona, Senigallia, Jesi e Fabriano), ed è possibile vedere quali sono i comuni di competenza di ognuno cliccando sul tondino azzurro con il + accanto al nome di ogni CPI, sulla pagina dedicata agli orari e contatti. Naturalmente tutti i servizi dei CPI sono gratuiti.

 

Le agenzie per il lavoro (ex agenzie interinali) sono soggetti privati, autorizzati dal Ministero del lavoro oppure dalla Regione, che offrono servizi alle aziende, e in particolare la ricerca e selezione del personale. Questo significa che per te che cerchi lavoro l’agenzia è un canale attraverso il quale trovare un impiego: l’agenzia infatti ricerca personale per le aziende, lo seleziona, in alcuni casi lo forma, e poi lo inserisce in azienda. Di solito funziona così: il tuo datore di lavoro formale è l’agenzia per il lavoro (cioè il tuo contratto di lavoro è con l’agenzia) mentre la sede di lavoro è l’azienda per cui lavora l’agenzia. Il tutto è regolare e tu non devi pagare niente, perché i servizi che l’agenzia offre sono pagati dalle aziende clienti. Se da un lato questo è un aspetto positivo, dall’altro bisogna ricordare che le agenzie per il lavoro non hanno come obiettivo quello di trovare un lavoro per te, ma quello di trovare lavoratori adeguati alle richieste delle aziende. E’ sempre utile ricordarlo, perché se ti aspetti che siano loro a ricercare un lavoro adatto a te, le tue aspettative saranno deluse. Puoi iscriverti a tutte le agenzie che vuoi, e molto spesso lo puoi fare online, sui siti delle agenzie stesse, caricando i tuoi dati e il tuo cv: ecco un elenco di quelle della provincia di Ancona, fatto da noi per te.

 

Naturalmente anche noi dell’Informagiovani, che siamo tra le altre cose un centro di orientamento e supporto per la ricerca del lavoro, abbiamo diversi servizi dedicati a te che stai cercando: puoi fare un colloquio orientativo iniziale, per avere consigli personalizzati per capire come muoverti, come e dove cercare lavoro, in base alle tue caratteristiche e alle tue aspettative; puoi fare o rivedere con noi il tuo cv, per renderlo migliore e più efficace; puoi iscriverti alla nostra banca dati lavoro, per avere la possibilità di venire contattato da un possibile datore di lavoro interessato al tuo profilo; e infine puoi cercare tra le offerte di lavoro che pubblichiamo tutte le settimane quella che fa per te. Tutti i nostri servizi sono gratuiti!

 

Ci sono poi i portali online che pubblicano offerte di lavoro e ti danno la possibilità di inserire i tuoi dati. Secondo la nostra esperienza hanno una efficacia relativa, e spesso sono solo aggregatori di inserzioni da altri siti, per cui anche cercando una professione specifica in una zona specifica spesso finisci per perdere tempo leggendo annunci (a volte anche finti) di impieghi vari in altre regioni. Alcuni poi hanno più che altro l’obiettivo di raccogliere dati (i tuoi) e inviarti anche più email al giorno, non sempre interessanti. Il nostro consiglio è comunque quello di leggere attentamente gli annunci e poi fare delle verifiche incrociate sul sito del presunto datore di lavoro.

 

Un canale online relativamente nuovo (ormai nemmeno troppo in realtà) per la ricerca di lavoro è LinkedIn, ma a patto di usarlo bene. Abbiamo dedicato a questo strumento delle videopillole, se hai intenzione di usarlo o ti sei iscritto da poco, ti consiglio vederle.

 

Il modo che consigliamo più spesso e che si rivela efficace è la ricerca per autocandidature: significa cercare aziende e imprese che potrebbero interessarci in base al settore, o in base a dove hanno sede, e inviare una candidatura di lavoro (cv più lettera/mail di presentazione e motivazione) mirata, cioè pensata proprio per quel destinatario. Ci vuole più tempo che inviare lo stesso cv a raffica a un numero alto di email e aziende, ma funziona meglio.

 

Un altro consiglio che diamo spesso è quello di utilizzare in modo intelligente il passaparola: in un mercato del lavoro che è ancora molto locale, poco dinamico e basato sulle conoscenze (cioè sul fatto che molti datori di lavoro preferiscono contattare prima persone già conosciute da un dipendente, un amico, un parente, per una sorta di garanzia di affidabilità) è importante spargere la voce che sei alla ricerca di un lavoro tra le tue conoscenze. Le persone che ti conoscono e che sanno in che cosa sei bravo/a sono i tuoi migliori sponsor! Parliamo quindi della raccomandazione in senso positivo, efficace e utile, quella che avviene quando due soggetti vengono messi a contatto grazie ad una conoscenza comune che capisce che uno sta cercando proprio l’altro, per le sue caratteristiche professionali e personali.

Bene, ora sai da dove cominciare! Per consigli personalizzati sulla tua situazione e per il tuo progetto personale, vieni a trovarci, ti aspettiamo!

 

Abbiamo riaperto!

Finalmente! Dopo il lungo periodo di chiusura, siamo finalmente tornati ad accogliervi nei nostri locali. Anche se sono un po’ trasformati per via delle precauzioni che abbiamo dovuto prendere per mettere in sicurezza tutti noi.

Però siamo molto contenti che il nostro servizio possa tornare ad essere un piccolo punto di riferimento, anche fisico, per la città. Approfittiamo anche per spiegare brevemente come sarà possibile accedere al nostro servizio.

Innanzitutto abbiamo mantenuto gli orari di apertura pre-pandemia (potete vederli qui). L’accesso è consentito a un massimo di 15 persone (è il numero totale di presenze contemporanee all’interno dei locali) questo per evitare che ci siano assembramenti all’interno. Sono tornate attive anche le postazioni internet, opportunamente “divise” in modo che chiunque le utilizzi possa farlo in sicurezza. Non troverete, almeno temporaneamente, i giornali e altri supporti di carta perché non è consentito l’uso promiscuo di supporti cartacei. Vale anche per depliant e volantini che sarà possibile richiedere individualmente agli operatori.

Per accedere al servizio sarà necessario indossare una mascherina e igienizzare all’ingresso le vostre mani (in alternativa indossare i guanti che vi forniamo). Siamo obbligati a misurare la temperatura a chi entra (e come forse ormai avrete saputo non deve superare i 37,5 gradi): questa cosa forse potrà non piacere a tutti ma come abbiamo già spiegato ad uno di voi su Facebook purtroppo è una misura che abbiamo dovuto adottare per poter riaprire. All’interno del locale si potrà rimanere per il tempo necessario a ricevere (o cercare) le informazioni di cui avete bisogno. Per quello che riguarda la possibilità di affittare la sala per eventi e iniziative dobbiamo invece chiedere di aspettare ancora un po’: dobbiamo verificare quali sono le normative da seguire e come poi potremo correttamente adeguarci. Invece è da subito possibile utilizzare i nostri spazi per mostre e allestimenti: ne abbiamo già una in corso!

Infine è necessario mantenere tra i presenti all’interno dei locali la distanza di 1,5 metri; anche per questo motivo troverete che la disposizione di tavoli e sedie (molte meno) sarà un po’ strana. Una segnaletica visuale vi aiuterà comunque a rispettare queste piccole precauzioni: noi confidiamo che le nuove buone maniera di comportamento che abbiamo conosciuto in questi mesi saranno adottate da tutti voi che frequenterete il servizio.

Quello che è rimasto invariato è il tipo di servizio che potrete avere: informazioni e consigli personalizzati per la costruzione della tua carriera professionale, per la casa, le opportunità all’estero e tutto ciò che può aiutarvi a sviluppare le idee che avete in testa: vi aspettiamo!

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Woofing, volontariato rurale, biologico e sostenibile!

Woofing, ne avete mai sentito parlare? Forse sì, perché si tratta di un movimento nato decine di anni fa e diffuso in tutto il mondo, a cui prendono parte ogni anno migliaia di persone.

La sigla WOOF sta per Worldwide Opportunities on Organic Farms ed è un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali naturali per contribuire a costruire una comunità globale sostenibile.

Di che esperienza si tratta? Il Woofing mette in contatto persone interessate a conoscere tecniche di agricoltura biologica e uno stile di vita sostenibile con agricoltori e allevatori di fattorie che utilizzano metodi biologici per le loro attività. E’ un modo per imparare le tecniche o scambiare competenze nell’ambito dell’agricoltura biologica, entrare a far parte di questo circuito e vivere questo stile di vita in prima persona.

Non si tratta però di una sorta di apprendistato, o tirocinio lavorativo, ma di uno scambio culturale, basato sulla fiducia, tra persone che hanno un interesse comune nel condividere conoscenze, esperienze e del tempo insieme, immersi nella natura e lontano alcune “false comodità”, come alcuni le chiamano.

Per chi ama la vita all’aperto ed è curioso di entrare in contatto con altre culture, il circuito di Woofer permette di trovare accoglienza presso fattorie e produttori in molti paesi del mondo (anche in Italia, perché il nostro paese è ricco di differenze e tradizioni locali). In cambio di alcune ore di lavoro, si ottiene vitto, alloggio e la possibilità di incontrare persone di paesi e stili di vita diversi.

I volontari, o Woofer, partecipano alle varie attività tipiche che si svolgono nella fattoria o in una organizzazione rurale con orari e mansioni concordati prima della partenza. L’ospitalità dei woofers è garantita dagli host ed è uno scambio non monetario, ma educativo e culturale. Si vive tutti nella fattoria, si mangia insieme, si lavora insieme, si chiacchiera e ci si raccontano le proprie esperienze.

Vi piace l’idea? Come fare in pratica a trovare l’esperienza che fa per noi e partecipare?

I tipi di attività che potete fare sono tantissimi, e cambiano a seconda dell’host, del paese in cui andrete (ognuno ha le sue colture, tradizioni, soluzioni) e della stagione (anche se la maggior parte di queste esperienze si svolge nella bella stagione, quando le attività sono a pieno ritmo). Per esempio si può prendersi cura di un uliveto o di un orto, raccogliere frutti di bosco, recuperare un’area agricola abbandonata, aiutare nella cura di mucche o altri animali, addestrare cavalli o raccogliere fieno. La scelta è vastissima ed è importante farla bene, in base ai propri interessi.

Sul sito internazionale del Woofing si trovano informazioni generali sull’esperienza, sia per chi vuole partire come woofer che per chi vuole ospitare, e soprattutto si trovano i link ai siti ufficiali dei vari paesi.

Sì, perché poi per trovare il vostro host ideale dovete andare sul sito del woofing del paese scelto come destinazione. In genere è richiesta la registrazione con il profilo woofer e spesso il versamento di una piccola quota di associazione annuale (in Italia è di 35 euro) per poter accedere alla lista degli host, cioè delle fattorie che accolgono i volontari.

Il mio consiglio è di partire dal sito WOOF Italia, dove tutto è spiegato molto bene, con consigli su che cosa aspettarsi, che cosa ci si aspetterà da noi, che cosa portare e varie risposte su questioni pratiche.

Ci sono piccole differenze da paese a paese sulle modalità di partecipazione, ma in generale l’esperienza si fonda sugli stessi principi.

Per partecipare bisogna avere almeno 18 anni, anche se per esempio il Woof Italia prevede la possibilità, in alcuni casi, di valutare richieste di minori dai 16 anni.

Se non avete mai provato, e cercate un modo diverso di impiegare parte dell’estate, il Woofing è un’ottima soluzione!

Corsi MOOC, una risorsa anche per te!

In questi mesi si sono moltiplicate le occasioni di formazione online, a seguito dell’impossibilità di incontrarsi e di partecipare ad eventi e incontri di alcun genere. Molte delle tradizionali aule formative si sono spostate sul web, utilizzando varie piattaforme e a volte rimodulando contenuti e metodi per adattarsi alla nuova situazione. Anche noi abbiamo cominciato a segnalarvi opportunità di apprendimento online attraverso la nostra newsletter.

La formazione online ha già una lunga storia, visto che i primi corsi MOOC, offerti inizialmente dalle università, risalgono al 2011, e nascono proprio nelle università americane. L’obiettivo era democratizzare il sapere, cioè renderlo accessibile a tutti, e al tempo stesso seguire il principio dell’apprendimento centrato sulle esigenze dello studente (learner- centred experience). Da allora il settore si è molto ampliato e diversificato, e oggi abbiamo una scelta vastissima di corsi online, di ogni genere, durata e argomento.

Ma cosa sono esattamente i corsi MOOC? E in cosa si differenziano dagli altri corsi online?
L’acronimo sta per Massive Open Online Courses, cioè corsi aperti a tutti, senza limitazioni di requisiti di accesso (come invece succede all’università), gratuiti e accessibili attraverso una connessione da qualsiasi luogo.

I corsi MOOC si caratterizzano per la specializzazione dei contenuti, creati da soggetti autorevoli nella materia, spesso gli stessi insegnanti delle università. Possono avere una durata notevole, o essere brevi corsi introduttivi, e prevedono un test finale, di solito a scelta multipla. Alla fine del corso, una volta superato il test, rilasciano un attestato di partecipazione, un badge, in alcuni casi dei crediti universitari, e comunque un documento che attesta che cosa avete imparato.
Altra caratteristica interessante è che i materiali (video, documenti) rimangono disponibili e accessibili per un tempo molto lungo, così da permettere a molte persone di frequentare il corso quando vogliono e completarlo con i propri tempi. Molti corsi sono in inglese, ma ce ne sono tantissimi anche in altre lingue e in italiano.

Più sotto indichiamo dove trovare le numerose piattaforme di corsi MOOC, per cominciare a a vedere quale varietà e vastità di possibilità abbiamo per approfondire gli argomenti che ci interessano o imparare quello che ci serve. Ci sembra fondamentale anche capire quali possono essere le motivazioni per decidere di cercare un corso online e magari di frequentarlo, fino alla fine. Sì, perché teoricamente, e anche in pratica di fatto, conoscenze di ogni tipo sono alla nostra portata, ma non possiamo certo dire di essere tutti istruiti su tante cose.

Partiamo dall’interesse, la curiosità o la passione per un argomento di cui non ci stanchiamo mai di saperne di più. Può anche succedere che questo interesse diventi una opportunità di lavoro, una professione, ma certo perché sia così dobbiamo veramente avere una conoscenza approfondita e strutturata, e i corsi MOOC potrebbero essere la soluzione.

Se invece siete tra quelli che non hanno ancora trovato la propria strada, e non sai bene in che cosa vi piacerebbe specializzarvi, i corsi MOOC sono una buona occasione per sperimentare qualcosa da vicino. In questo senso potrebbero essere anche usati come una forma di orientamento alla scelta universitaria o post universitaria.

Poi ci possono essere altre ragioni per iscriversi a un corso online: la necessità di imparare qualcosa di nuovo per avere migliori risultati al lavoro, o per cambiarlo del tutto, per aggiornarsi, esercitarsi o esplorare nuove possibilità di sviluppo. Anche approfondire o ripassare un argomento scolastico, in vista dell’esame di maturità, per scrivere una tesina o preparare un elaborato, è una buona motivazione per considerare i corsi MOOC.

Segnaliamo alcune delle piattaforme per i corsi MOOC, mentre vi rimandiamo ad altre pagine per un elenco esaustivo.
Diverse università italiane hanno una loro piattaforma, come il Politecnico di Milano o la Federco II di Napoli, mentre altre si appoggiano a piattaforme internazionali, come l’Università di Roma con la piattaforma Coursera, o nazionali, come la Ca’ Foscari di Venezia con EduOpen.

Segnaliamo poi EMMA – European Multiple MOOC Aggregator, un progetto pilota supportato dall’Unione Europea, che offre diversi corsi (settori ambiente, alimentare, umanistico, tecnologia, scienza e salute) in varie lingue, tra cui l’italiano.

EduOpen è il progetto finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, finalizzato alla realizzazione di una piattaforma per la diffusione di corsi Mooc creati da un network di atenei Italiani e altri partner.

Weschool è una piattaforma dedicata alla scuola e agli student, si trovano brevi sorsi di poche ore su tantissimi argomenti scolastici.

Qui e qui potete trovare un elenco piuttosto esaustivo delle piattaforme di corsi MOOC disponibili, a seconda delle lingue in cui sono tenuti i corsi, degli ambiti di formazione offerti e dalla possibilità di accesso gratuito o con abbonamento.

Iscriversi a un corso MOOC può essere anche una bella sfida per provare a migliorare la vostra gestione del tempo ed esercitare costanza e determinazione. Buon apprendimento a tutti!

Come trovare offerte di lavoro sul portale Eures

Che sia per un lavoro stagionale o un lavoro a lungo termine, se cercate un lavoro all’estero il portale Eures vi sarà utile in diversi modi.

La funzione più utilizzata è sicuramente la pagina dedicata alla ricerca di lavoro attraverso gli annunci.
Vediamo come funziona e come usare al meglio la maschera di ricerca, per trovare proprio quello che state cercando. Dato che le offerte disponibili sono in genere alcuni milioni, è davvero essenziale sapere come scovare quelle che ci potrebbero interessare.

A sinistra, nella pagina Trova un lavoro, nella sezione Candidati alla ricerca di un impiego, ci sono una serie di box che permettono di restringere la ricerca. Potete scegliere in quali paesi cercare, e anche in quale regione specifica del paese scelto, per chi ha già le idee chiare su dove vuole andare.  Si può restringere la ricerca anche per tipo di contratto ricercato (tempo pieno, parziale, flessibile) e a seconda del livello di istruzione.

Tra le condizioni si può indicare se la posizione ricercata è nell’ambito del lavoro sociale, o quanta esperienza si può offrire (da nessuna a più di cinque anni).

Nel box “Tipo di posizione” si può anche scegliere, se è questo l’obiettivo, l’opzione lavoro stagionale. Il lavoro stagionale può essere estivo o invernale, ed è più facile trovare offerte se si inserisce la parola seasonal anche nella sezione centrale, come parola chiave. Le parole chiave sono importantissime e se ne possono inserire diverse, che riguardano la professione ma anche la lingua conosciuta, i benefit desiderati o altri parametri. Per le parole chiave utilizzate l’inglese o la lingua del paese che vi interessa.

Molto importante è il box laterale nel quale si può scegliere di visualizzare le offerte con contrassegno Eures: sono quelle che sono state pubblicate sotto la supervisione di un consulente Eures, che quindi fa una serie di verifiche sull’azienda. Sono sicuramente in numero ridotto, ma quelle da considerare per prime per chi cerca qualcosa di certificato e affidabile.

Una volta inserite tutte le specifiche della posizione desiderata, si può salvare il profilo di ricerca, così da non doverlo rifare ogni volta. Questa funzione è molto utile soprattutto se considerate che una buona ricerca vi impegnerà per un periodo di diversi giorni o settimane.
Il portale vi da altre due possibilità, per rendere la ricerca più efficiente: ci si può registrare con una email e ricevere le offerte interessanti (secondo il profilo salvato) che di volta in volta vengono caricate e pubblicate, così da non perdere occasioni e non dover ricordare di verificare ogni settimana le nuove offerte.

Sempre nella sezione verde Candidati alla ricerca di un impiego c’è anche la voce Il mio cv. Significa che potete inserire i vostri dati e le informazioni relative al vostro profilo professionale, creando il vostro cv nel database del portale Eures. In questo modo un datore di lavoro che cerca un collaboratore con le vostre caratteristiche vi potrà trovare facendo una ricerca nella sezione a loro dedicata.

Molto spesso le offerte sono pubblicate nella lingua del paese di destinazione: questo però non deve scoraggiare chi è alla ricerca. Non è detto, infatti, che il datore del lavoro sia interessato solo a lavoratori madrelingua. Una volta iscritti al portale, si ha anche la possibilità di leggere le offerte in traduzione, semplicemente cliccando su un tasto predisposto sotto il testo dell’offerta.

Insomma, per trovare qualcosa adatto a voi bisogna prima di tutto saper cercare! Non dimenticate inoltre che i consulenti Eures, sparsi sul territorio europeo e quindi anche non lontano da voi, sono disponibili a supportarvi nella ricerca.

Coronavirus e mobilità

In questo lungo momento di emergenza e rivoluzione delle abitudini, anche chi è fuori dal proprio paese per un volontariato o una formazione ha dovuto confrontarsi con il problema.

Per chi è all’estero in questo momento, come abbiamo già indicato attraverso i nostri canali Facebook e whatsapp, c’è una pagina ufficiale dedicata per avere informazioni su cosa fare e come comportarsi.

L’indicazione per chi è all’estero per un progetto Erasmus o Corpo europeo di solidarietà è quella di rimanere in contatto con l’Agenzia nazionale del proprio paese e concordare con l’organizzazione ospitante le attività da fare da casa. Per chi non può rientrare rimangono confermati tutti i diritti e i benefit di partecipazione al programma. Si ha quindi diritto al vitto, alloggio, al pocket money e tutti gli altri finanziamenti previsti dal programma a cui si partecipa.

Per chi era sul punto di partire proprio nei giorni in cui la possibilità di spostarsi è stata revocata potranno essere rimborsati i biglietti di viaggio acquistati e non utilizzati. Il progetto per cui si partiva potrà essere rinviato fino a 12 mesi a partire dall’inizio previsto.

Sono state inoltre previsti finanziamenti aggiuntivi per spese d’emergenza, ad esempio per chi è dovuto rientrare in anticipo (le spese saranno finanziate attraverso l’organizzazione ospitante).

Per poter invece partecipare a nuovi e futuri bandi, si è deciso di estendere il periodo di solito indicato per essere considerati recent graduate, da 12 a 18 mesi.

Per quanto riguarda le scadenze per la presentazione di progetti da finanziare, date le difficoltà del momento è stato previsto uno slittamento in avanti per tutte quelle di aprile. Inoltre è stato eliminato l’obbligo di presentare alla scadenza la lettera di partenariato firmata dai partner.

Poi c’è DiscoverEU, l’iniziativa che regala ai diciottenni un pass Interrail per girare l’Europa. Ogni anno vengono distribuiti i pass in due round: data la situazione che impedirebbe ai ragazzi di viaggiare, il primo round di quest’anno, previsto inizialmente per il 12 marzo, è stato rimandato, ma non sappiamo ancora a quando. Seguendo il sito ufficiale, o i nostri canali Eurodesk Ancona, sarà possibile sapere quando verrà aperto. Anche per quest’anno sono previsti in totale 60.000 pass, di cui circa 2.500 per i ragazzi e le ragazze italiani.

Per i diciottenni che avevano partecipato all’ultimo round di novembre 2019, e che avrebbero potuto partire e viaggiare proprio in questo periodo, c’è una pagina dedicata per tutte le informazioni, e la email hello@start-discover.eu per richieste specifiche. In generale diciamo subito che sarà possibile cambiare il biglietto già acquistato.

E per finire,una delle cose da fare più importanti in questo momento è informarsi (senza passare la giornata attaccati a tv e news, che non fa bene) e non cadere nella trappola delle fake news! Vi segnalo la pagina dedicata creata da Eurodesk, per sapere, senza girare troppi siti, cosa sta facendo l’UE in questo momento per l’emergenza coronavirus, e news da non perdere sui programmi europei destinati ai giovani.

Campi estivi 2020

In questo momento più che mai muoversi e uscire è in cima ai nostri pensieri! Le restrizioni che stiamo rispettando e che dovremo seguire ancora per un po’ ci hanno sicuramente fatto riflettere su possibilità che davamo per scontate e su quanto sia prezioso il tempo speso in compagnia di altre persone.

Restare a casa ci sta insegnando quanto tutto quello che facevamo prima era importante per sentirci parte di un gruppo (di lavoro, del quartiere, della palestra), di una comunità (di coetanei, di concittadini, di compagni di classe), insomma di un insieme di altre persone con cui condividiamo qualcosa.

Un’altra cosa che sta diventando evidente è quanto sia importante il senso di comunità, per esempio seguire tutti insieme le stesse regole. Ancora più evidente è la primaria importanza di tutti quelli che fanno qualcosa per gli altri, per lavoro e non solo. Da un lato medici, infermieri, corrieri, commessi dei supermercati e dei negozi che sono rimasti aperti. Ma anche tutti quelli che dedicano parte del loro tempo al volontariato, attraverso le varie associazioni che si stanno attivando per aiutare chi è in difficoltà, chi è rimasto isolato, chi ha bisogno di qualcosa che non può procurarsi da solo.

Questo momento storico e l’improvviso cambiamento delle nostre abitudini ci sta insegnando quanto è vitale stare insieme, e ancora di più quanto siano fondamentali per la nostra sopravvivenza l’altruismo e il dono, pensare all’altro, ricordarsi di curarsi del benessere non solo nostro ma di tutti.

Quindi quest’anno ancora più degli anni scorsi ha senso pensare di partecipare a un campo estivo di volontariato, di lavoro o di conoscenza (si può dedicare del tempo a imparare qualcosa di nuovo o a conoscere altre persone e culture). Ricordando che queste esperienze sono più di una vacanza, più di un semplice dono del nostro tempo, più che qualcosa che facciamo per gli altri. I campi estivi sono regali che facciamo a noi stessi, prima di tutto, e qui abbiamo raccontato per quali motivi.

Come sempre, è importante pianificare, scegliere e prepararsi da adesso, per vivere una esperienza estiva da ricordare! Soprattutto per chi cerca campi estivi per minorenni, marzo è il momento ottimale per dedicarsi alla scelta. I programmi dei campi estivi stanno uscendo in questi giorni, e i posti nei campi per minorenni sono quelli che si riempiono prima.

Le organizzazioni che progettano e gestiscono i campi estivi (ma ce ne sono tutto l’anno) stanno naturalmente seguendo gli sviluppi della situazione attuale e tutto sarà gestito di conseguenza, per garantire come sempre la sicurezza dei partecipanti. Ecco alcuni suggerimenti:

Legambiente: associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme, la qualità della vita, una società più equa, giusta e solidale. Offre la possibilità di partecipare a campi estivi in Italia e all’estero.

Libera: rete di associazioni, movimenti e gruppi contro le mafie. Con l’iniziativa “E!state liberi” organizza ogni anno campi di impegno e formazione per la valorizzazione e la promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, per la conoscenza dei territori coinvolti e per la formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale. I campi si svolgono in Italia e possono essere per singoli, per gruppi, per minorenni, per famiglie, campi tematici e campi aziendali.

YAP Italia: YAP – Youth Action for Peace è un’associazione di volontariato internazionale, laica, non governativa e senza fini di lucro, si occupa di educazione e solidarietà internazionale. Organizza e coordina campi di lavoro e volontariato in Italia e all’estero, sia per maggiorenni che per minorenni.

IBO Italia: Associazione di volontariato si occupa di favorire l’accesso all’educazione e alla formazione come diritti fondamentali di ogni persona e come fattore di sviluppo delle società. Organizza campi di lavoro solidarietà all’estero di breve, media o lunga durata.

Lunaria: associazione di promozione sociale senza fini di lucro, laica, indipendente, promuove la pace, la giustizia sociale ed economica, l’uguaglianza e la garanzia dei diritti di cittadinanza, la democrazia e la partecipazione dal basso, l’inclusione sociale e il dialogo interculturale. Organizza e coordina campi in Italia e all’estero.

Se non sai da dove cominciare e vuoi parlarne con qualcuno, noi siamo raggiungibili in tanti modi!

Tutti a casa, che fare?

Con l’estensione a tutta l’Italia delle indicazioni più restrittive per contenere il contagio del Covid-19, improvvisamente ci troviamo a dover riorganizzare le nostre giornate, e non solo per quanto riguarda il lavoro. Per tutte le nostre attività le indicazioni sono piuttosto chiare, e si riassumono in: uscire solo in caso di necessità reale (lavoro quando non si può fare diversamente, motivi di salute e spesa alimentare).

Ne consegue che tutte le altre attività, che possiamo chiamare tempo libero ma che per alcuni sono predominanti, dobbiamo rinunciare e fare altro, cambiando alcune nostre abitudini. Per questo periodo, che potrebbe finire il 3 aprile, ma non si può ancora dire con certezza, niente palestre, locali, cene, cinema, teatro.

Non potendo ricreare occasioni di svago in compagnia a casa propria (il contagio passa da persona a persona: se non andiamo al bar ma organizziamo una festa a casa con gli amici, le chiusure dei locali pubblici non servono a niente), ci dobbiamo inventare qualcosa per passare serate e giornate.

Come spesso accade, le crisi sono fonte di opportunità, basta guardarsi intorno e trovare quelle adatte a noi.
Ecco qualche suggerimento di cose da fare, non solo per passare il tempo che prima passavamo altrove, ma per utilizzarlo bene:

  • Impariamo qualcosa di nuovo: dalle lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, tedesco e altre) all’informatica base, al settore digitale online si trovano tantissime risorse per migliorare alcune competenze che ci possono servire in varie situazioni: questo è il momento giusto per dedicarsi al miglioramento personale!
  • Muoviamoci: le palestre sono chiuse e comunque non tutti le frequentiamo. Ci sono soluzioni per mantenerci in forma anche da soli (naturalmente parliamo di ginnastica dolce o comunque misurata in base alle nostre possibilità, non facciamoci male proprio ora), ripetendo a casa gli esercizi che di solito facciamo in gruppo in palestra, o seguendo qualche canale instagram o youtube dedicato. Ricordiamo che le ultime disposizioni hanno vietato uscire per andare a passeggiare all’aperto, se non vicino casa: in questi giorni c’è meno traffico del solito e si può prendere una mezz’ora d’aria e luce anche senza allontanarci molto.
  • Leggiamo: quando ricapita di avere tutto questo tempo e potersi dedicare senza troppe distrazioni a un bel libro? La lettura è prima di tutto piacere e intrattenimento, se non l’avete mai coltivata, ecco l’occasione di fare una scoperta che vi migliorerà la vita. Chi legge non è mai solo e non sa cosa sia la noia. Ci sono anche gli audiolibri, per chi preferisce ascoltare. RaiPlayRadio ne mette a disposizione tantissimi, tra cui tanti classici, quelli che forse da soli non avremmo mai cominciato a leggere: non perdiamo questa occasione! Qui e qui ci sono delle liste di consigli ma se ne trovano per tutti i gusti.
  • Ascoltiamo podcast: ce ne sono per tutti i gusti, su tutti gli argomenti. Li producono testate giornalistiche, così da poter seguire trasmissioni e rassegne anche a distanza di tempo, critici, opinionisti e esperti in ogni campo. Qui e qui due serie di consigli, per cominciare.
  • Decluttering: liberare spazio in casa può migliorare il nostro stato d’animo e fare letteralmente spazio per il nuovo, alleggerirci e permetterci di cominciare la nuova stagione con più energie. Si trovano molte guide su come fare, in ogni caso è un buon modo di liberarsi (differenziando, donando o riciclando) di oggetti che non usiamo, e che alla fine ci stanno tra i piedi e ci impediscono di muoverci.
  • Progettiamo: sia per il fatto che abbiamo meno impegni, sia perché marzo è proprio il mese adatto per farlo, è il momento giusto per pianificare un campo di volontariato (escono proprio in questi giorni i nuovi programmi!) o una esperienza di viaggio e conoscenza per la prossima estate!
  • Teniamoci in contatto: soprattutto per chi vive solo, o chi si trova a dover limitare quasi del tutto i contatti, è importante non isolarsi. Fare una telefonata o due al giorno per sentire amici o parenti ci aiuta a sentirci meno abbandonati e a scambiare pensieri e emozioni, e possibilmente contenere paure e ansie. Non dimenticate che anche noi siamo raggiungibili al telefono e via web e social, anche se siamo chiusi al pubblico.

Sono molti i soggetti che si sono posti il problema di cui stiamo parlando, e tra questi c’è l’iniziativa del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Solidarietà digitale, a cui hanno aderito imprese e associazioni mettendo a disposizione i loro servizi in maniera gratuita.

Quindi, come si dice, stiamo calmi e resistiamo, in questo strano stato di sospensione e restrizioni che però è il solo che ci permetterà di superare questa situazione difficile. A presto!

brexit

Cosa succede dopo la Brexit?

Dopo più di tre anni di passi avanti e passi indietro, quello che non avremmo mai voluto vedere purtroppo è successo: il Regno Unito ha lasciato l’Unione europea il 31 gennaio scorso, dopo averne fatto parte per 47 anni.

Cosa significa? Che cosa cambia per chi vuole viaggiare, studiare o lavorare in UK? Vediamo quali sono le prospettive e, soprattutto, quali sono le fonti di informazione da tenere presenti per rimanere aggiornati, dato che tutto in questo momento è in fase di definizione.

La pagina dedicata del sito del Ministero degli esteri italiano riporta i passaggi finora avvenuti di questa triste storia e chiarisce che uno degli aspetti fondamentali su cui lavorare è lo status dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito (oltre a quello dei cittadini britannici in Italia) per i quali si spera vengano riconosciuti i diritti già acquisiti).

Intanto diciamo subito che fino al 31 dicembre 2020 continueremo a essere nel periodo di transizione, chiamato transizione post-Brexit, durante il quale le norme che regolano le attività di cittadini, consumatori, imprese, investitori, studenti e ricercatori, sia in Europa che in UK, non subiranno sostanziali cambiamenti. Durante questo periodo di transizione, che potrà essere prolungato, UK e UE si impegneranno a negoziare gli accordi che definiranno le relazioni future tra i due, dato che comunque l’UE rimane un partner importante per il Regno Unito, e viceversa. 

L’uscita del Regno Unito naturalmente porterà una maggiore difficoltà, sia in uscita che in entrata, di circolazione delle persone, delle merci e dei capitali, con svantaggi, probabilmente sottovalutati da chi ha spinto in questa direzione, per entrambe le parti. Mentre aspettiamo di capire come cambieranno le cose nei dettagli, ecco alcune ipotesi su cui cominciare a ragionare, dal punto di vista di chi è interessato ad andare in UK nel prossimo futuro. 

Dal momento in cui il Regno Unito non fa più parte dell’UE, e terminato il periodo di transizione, per andare in UK diventerà necessario il passaporto e si dovrà chiedere, e ottenere, un visto d’ingresso.  Il visto è un documento che un cittadino di un altro paese deve chiedere prima di partire, e che viene rilasciato, se ci sono le condizioni, per scopi ben definiti: può essere per turismo, lavoro, ricongiungimento familiare, per studio, per affari, ma ce ne sono tante altre tipologie.

Entrare nel Regno Unito per turismo resterà probabilmente la motivazione per cui sarà relativamente facile ottenere un visto, soprattutto per i cittadini dell’UE. Il turismo è infatti uno dei settori economici in crescita, che contribuisce in maniera notevole alla ricchezza del paese. Bisogna però ricordare che in genere i visti di questo tipo non permettono né di studiare né di lavorare nel paese che li ha concessi.

Per quanto riguarda studiare in una università in UK, il sito ufficiale dedicato ha già preparato una serie di informazioni e risposte per chi sogna una formazione in stile Harry Potter. Se da un lato le università hanno tutto l’interesse di avere un alto numero di iscritti anche tra gli studenti internazionali (la formazione è anch’essa un business), dall’altro le restrizioni imposte potrebbero causare, tra l’altro, un aumento delle rette universitarie. Ricordiamo che al momento i cittadini UE hanno accesso non solo alle università ma anche a benefici di tipo finanziario (borse, agevolazioni, fondi dedicati).

Le università hanno, in UK come altrove, un ruolo fondamentale nella crescita non solo economica del paese e dell’area in cui si trovano, oltre che nelle relazioni culturali internazionali. Chi si trova al momento in UK e sta studiando là non vedrà cambiamenti nel proprio status di immigrato per tutto il periodo di transizione. Chi si iscriverà a corsi universitari ancora per gli anni accademici 2019/2020 e 2020/2021 si vedrà riconosciuti gli stessi diritti che avevano gli studenti cittadini dell’UE prima della Brexit, senza un aumento, per ora, dei costi di ammissione. Anche il programma Erasmus+ continuerà a funzionare come prima fino alla fine del 2020, e chi ha ottenuto una borsa o un finanziamento con questo programma continuerà a beneficiarne fino alla fine del periodo previsto, mentre per gli anni successivi al 2021 non sappiamo ancora se il Regno Unito resterà uno dei partner del programma o meno. Lo stesso sarà per il programma europeo Horizon, che interessa i ricercatori: fino a tutto il 2020 il Regno Unito ne beneficerà ancora.

L’argomento che solleva maggiori problemi è la circolazione dei lavoratori, che con la Brexit verrà sostanzialmente modificata. Come già detto, chi è già residente nel Regno Unito da almeno 5 anni ha garantita la possibilità di rimanere a tempo indeterminato (settled status). Per chi non ha ancora raggiunto i 5 anni di residenza, o entrerà nel Regno Unito entro la fine del 2020 c’è la possibilità di fare domanda per ottenere lo stesso permesso (pre-settled status).

Secondo quanto dichiarato proprio in queste ore dal governo britannico, in futuro la concessione dei visti per lavoro sarà determinata da diversi fattori, tutti piuttosto restrittivi. Anche nel caso in cui una persona abbia trovato un datore di lavoro disposto ad assumerlo, per ottenere il visto saranno necessarie altre condizioni. Il nuovo sistema di concessione dei visti per lavoro si chiama UK’s point-based immigration system e prevede un sistema a punti. Chi vorrà andare a lavorare nel Regno Unito ne dovrà totalizzare almeno 70: i punti si acquisiscono con la conoscenza della lingua inglese, un livello di istruzione elevato (saranno favoriti i ricercatori), un’offerta di salario che superi un certo livello e qualifiche professionali relative ai settori di interesse per il Regno Unito, nei quali c’è carenza di personale. 

In breve, l’idea è quella di allinearsi alle politiche di immigrazione, piuttosto rigide, di paesi come l’Australia. Da più parti è stato messo in evidenza che lasciare fuori lavoratori meno qualificati, e definire come low-skilled (poco qualificati) certi tipi di lavoratori, avrà un impatto negativo, soprattutto in quei settori che finora ne hanno fatto largo utilizzo (turismo, accoglienza, ristorazione, agricoltura e servizi alla famiglia) che non disporranno della manodopera necessaria. Già nel 2019 gli agricoltori lamentavano un calo dell’arrivo di lavoratori dall’UE, probabilmente scoraggiati dalle notizie sulla Brexit o che hanno deciso di non investire energie e tempo in un paese che non sembra voler loro offrire un futuro sicuro e dignitoso.

Nell’attesa di accordi negli altri ambiti che ci auguriamo vantaggiosi per tutti i cittadini UE e UK, non abbiamo che da prendere esempio da questa vicenda, per capire il valore delle libertà conquistate con l’Unione europea, e i vantaggi offerti ai cittadini dei paesi membri.

Your first Eures job 6.0 

Cerchi lavoro in Europa e non sai da dove cominciare? L’iniziativa Your first Eures Job è quello che potrebbe fare la differenza per te!

YfEj è un progetto promosso da Eures, la rete dei servizi europei per la mobilità professionale dei lavoratori in Europa. L’obiettivo del progetto è quello di aiutare giovani tra i 18 e i 35 anni, cittadini di uno dei paesi membri dell’UE, a trovare un lavoro o un tirocinio in un altro paese dell’UE.

Il progetto ha avuto finora più edizioni, e la nuova edizione 6.0 durerà fino a gennaio 2021. Con l’edizione 5.0 sono partiti molti ragazzi e ragazze italiani tra 23 e 30 anni (l’Italia è il paese che ha utilizzato di più questo programma) che sono andati per una esperienza professionale principalmente in Germania, Francia e Portogallo.

Your first Eures Job offre servizi di supporto alla mobilità professionale dei giovani, attraverso gli Eures Adviser, che si possono trovare nelle Marche presso i Centri per l’impiego. L’Adviser è la persona a cui rivolgersi per una consulenza personalizzata e gratuita sulle proprie possibilità di realizzare una mobilità lavorativa, per una consulenza sul cv e su come muoversi per cercare lavoro nel paese o nel settore scelto.

Your first Eures Job offre anche benefit finanziari che hanno lo scopo di facilitare il giovane candidato nella sua ricerca, nel processo di selezione e di trasferimento in un altro paese. In particolare i benefit previsti per l’edizione 6.0 sono questi:

  • sostegno per andare a sostenere colloqui di lavoro: fino a 600 euro (forfettario)
  • corso lingua: fino a 2000 euro (a rimborso)
  • supporto per esigenze speciali: fino a 500 euro per 2 viaggi (rimborso)
  • supporto per trasferimento per lavoro, tirocinio (retribuito) o apprendistato: fino a 1400 euro (forfettario)
  • integrazione per il tirocinio: fino a 600 euro al mese per massimo tre mesi (forfettario)
  • riconoscimento qualificazioni: fino a 400 euro (forfettario)

La cosa interessante è che, in caso di necessità, è possibile ottenere più benefit insieme. Inoltre si può ottenere il benefit per la preparazione linguistica anche in fase di preselezione, cioè per avere maggiori possibilità di essere selezionati.

L’edizione 6.0 prevede anche un accompagnamento del giovane al termine dell’esperienza all’estero. Nel caso voglia rimanere nel paese in cui si trova, potrà contare su un Eures Adviser locale per accedere ad altre opportunità lavorative, mentre nel caso voglia rientrare nel paese di origine verrà seguito per il reinserimento da un Eures Adviser nel paese di provenienza.

Rispetto alle edizioni precedenti, si prevedono pagamenti più veloci dei benefit, e corsi di lingua non solo online.

Vuoi saperne di più? Vieni a trovarci e parliamone!

progetti di solidarietà

Progetti di solidarietà

Tra le tante attività finanziate che il Corpo europeo di solidarietà ci offre, ci sono i Progetti di solidarietà, semplici, locali, e accessibili a tutti i giovani tra i 18 e i 30 anni!

Se potrebbe interessarti ma non ti va di leggere… qui te lo raccontiamo!

Quando si parla di progetti europei per i giovani spesso pensiamo a tutte quelle opportunità di andare in un altro paese a studiare, conoscere altre culture, fare volontariato, un tirocinio, una residenza artistica o per partecipare ad un incontro internazionale, un forum o simili.

Questa volta parliamo di qualcosa che si può fare sul proprio territorio, nella città, nel quartiere o nella zona in cui si vive!

Si chiamano Progetti di solidarietà, e sono piccoli progetti pensati e portati avanti da gruppi informali di giovani o associazioni del territorio, su temi a loro scelta, con un piccolo budget assegnato e una gestione finanziaria molto semplificata, senza partner esteri.

Il progetto può essere elaborato da gruppi di minimo 5 ragazzi e ragazze residenti in uno dei paesi membri, che scelgono di portare un impatto positivo nella comunità in cui vivono, su un tema di loro interesse e che abbia un valore europeo. Potete decidere di organizzare o creare attività, eventi, gare o altro, dandovi come obiettivo il miglioramento di una situazione o di un problema che vi riguarda e che avete deciso di affrontare.

Come per tutte le altre attività del Corpo europeo di solidarietà, per partecipare dovete iscrivervi al portale, ma soprattutto condividere i valori e i principi che lo hanno ispirato. Sono appunto quelli di solidarietà, inclusione e giustizia sociale, pari opportunità, rispetto e insomma, le conoscete bene, ma se volete fare un ripasso, sta tutto qui.

I progetti possono durare dai 2 ai 12 mesi, e includono la preparazione, lo svolgimento e il follow-up. Tutte queste fasi sono importanti e vanno descritte bene nel progetto. La preparazione riguarda l’organizzazione, l’eventuale formazione e in generale la pianificazione delle attività previste, con la divisione dei compiti e il coordinamento. Poi c’è lo svolgimento vero e proprio delle attività, con il coinvolgimento del target previsto e infine la parte di disseminazione, cioè la condivisione dei risultati.

Quali sono i vantaggi di progettare e realizzare i Progetti di solidarietà? Da una parte c’è il cambiamento che il progetto ha portato per la comunità in cui è stato svolto, e che si spera poi non finisca con il progetto stesso. Un buon progetto infatti prevede anche la possibilità che le attività in qualche modo vadano avanti o che vengano ripetute e riprese, così da moltiplicare i benefici per altri partecipanti.

Ma soprattutto ci sono i vantaggi per voi ragazzi che partecipate e che progettate: un aspetto fondamentale di questi progetti è la dimensione dell’apprendimento. In altre parole tutto quello che si può imparare facendo: spirito d’iniziativa, capacità organizzative, capacità di prendere decisioni, spirito imprenditoriale, e così via. Sono tutte quelle competenze trasversali o soft skill, sempre più importanti nel mondo del lavoro e per la crescita personale. Una piccola parte del progetto è destinata alla riflessione su quanto imparerete, che poi viene certificato con lo Youthpass, per far si che sia più facile poi riconoscere e valorizzare le competenze di ognuno.

Per ogni progetto inoltre c’è la possibilità di coinvolgere un coach, un esperto, insomma qualcuno che possa insegnarvi qualcosa di utile al progetto, oppure che vi possa affiancare nella gestione e nello svolgimento.

E i finanziamenti? Per i Progetti di solidarietà si possono ottenere fino a 500 euro al mese (per tutta la durata del progetto) e risorse per pagare il coach. Nella Guida del Corpo europeo di solidarietà 2020 si trovano tutti i dettagli.

I progetti si presentano online, attraverso il portale dedicato, e le scadenze sono tre, il 5 febbraio, il 30 aprile e il 1 ottobre.

Volete un’idea di progetti già realizzati da vostri coetanei? Ecco alcuni esempi da cui prendere ispirazione!

tirocini all'estero per studenti

Tirocini curricolari all’estero per studenti

Che lo abbiate scelto o che sia obbligatorio, un tirocinio curricolare è una buona occasione per mettere in pratica conoscenze acquisite nello studio, per guadagnarne di nuove e fare una esperienza che serve per il futuro lavorativo e per la crescita personale.

Troppo spesso infatti quando siamo all’università ci dedichiamo esclusivamente allo studio (e allo svago, si capisce!) e nel momento in cui andiamo a proporci per un posto di lavoro, ci rendiamo conto di non avere nemmeno un minimo di esperienza pratica.
Se vi sentite pronti per una sfida e avete una conoscenza di una lingua straniera almeno a livello intermedio, un tirocinio all’estero è quello che fa per voi!

Con un tirocinio all’estero unite i vantaggi di fare un’esperienza formativa e lavorativa con la possibilità di allargare i vostri orizzonti, aprire la mente, conoscere una cultura diversa e sperimentare come si lavora in un altro paese. Insomma, fare il tirocinio all’estero è un’esperienza con un alto valore professionale ma molto importante anche dal punto di vista personale.

Il tirocinio curricolare, in termini tecnici, è un’esperienza formativa che si fa da studente presso un’azienda, un ente o una organizzazione (chiamato ente ospitante) convenzionata con l’università (che in questo caso è l’ente promotore). Può essere obbligatorio o facoltativo, secondo quanto previsto dal corso di studio scelto. Nel caso in cui sia obbligatorio deve essere svolto nell’anno di corso previsto nel piano didattico, e corrisponde ad un certo numero di crediti formativi universitari (CFU).

Il tirocinio è anche una efficace esperienza di orientamento per le scelte dell’immediato futuro professionale, o per quelle da fare nel proseguire gli studi. Con l’esperienza pratica capirete se quella professione, o quel settore, vi interessa davvero, se vi piace quello che fate, e soprattutto se è come ve la immaginavate.
Può anche essere un tirocinio in preparazione della tesi di laurea, sulla base di un progetto che avete concordato col vostro relatore.

Da dove cominciare per trovare un ente ospitante per un tirocinio all’estero?
La prima cosa da fare è contattare l’ufficio Relazioni internazionali della vostra università: in genere le università hanno delle convenzioni, cioè degli accordi, con una serie di soggetti ospitanti che accolgono studenti per i tirocini.

Se tra i soggetti già convenzionati non trovate niente di vostro interesse, ecco alcune risorse per la ricerca del vostro tirocinio all’estero ideale.

ErasmusIntern
Portale nato da un progetto della rete degli studenti Erasmus (ESN), e finanziato dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di far incontrare tirocinanti e aziende e organizzazioni ospitanti, per tirocini di qualità.

EPSO Portale dell’ufficio incaricato di selezionare il personale per tutte le istituzioni e le agenzie dell’Unione europea. Banca centrale europea, Comitato economico e sociale europeo, Corte dei Conti europea, Agenzia europea per la sicurezza aerea e altre istituzioni accolgono studenti per tirocini curricolari.

Il Portale dei giovani
E’ il portale ufficiale italiano dedicato alle opportunità europee per i giovani, gestito dalla rete Eurodesk (di cui anche noi facciamo parte). Tra le opportunità promosse trovate una sezione dedicata proprio ai tirocini.

ALDA
L’ALDA (European Association for Local Democracy) accoglie studenti con una borsa per tirocini curricolari.

ONU
Tutte le agenzie delle Nazioni Unite offrono tirocini (non retribuiti) a studenti universitari.

Placement Slovakia
Programma che fornisce supporto gratuito per la ricerca di un soggetto ospitante a studenti universitari che vogliono fare un tirocinio Erasmus in Slovacchia, gestito dal consorzio per la mobilità WorkSpace Europe. I tirocini possono essere svolti in aziende (durata minima 5 mesi, con alloggio gratuito) o in ONG (durata minima 2 mesi).

EMBL
Organizzazione intergovernativa europea di ricerca nel settore della biologia.

ESPA
L’agenzia ESPA (European Student Placement Agency UK) offre consulenza gratuita e supporto a studenti universitari per tirocini della durata di almeno 6 mesi in UK nei settori business, marketing, scienze, IT e engineering, con copertura delle spese di alloggio, utenze e trasporto locale.

BerlinGlobal Internship Programme
Programma della società di notizie BerlinGlobal, offre tirocini a studenti in vari settori, allo scopo di promuovere la diplomazia culturale e il multiculturalismo.

Euradio
Euradio, con sedi in diverse città della Francia, si occupa di temi europei e accoglie ogni anno due team di 5 o 7 studenti di giornalismo e comunicazione, con conoscenza del francese, per 6 mesi ciascuno. Offre formazione e la possibilità di fare pratica come radio giornalisti.

 

 

Questo elenco di portali verrà costantemente aggiornato e arricchito per darvi le migliori possibilità di trovare il tirocinio che fa per voi!

Singole opportunità di tirocinio vengono settimanalmente diffuse attraverso il nostro canale NewsEuropa su Whatsapp e Telegram.

Per una consulenza personalizzata (gratuita naturalmente!), informazioni, consigli e dubbi, scrivete a europa@informagiovaniancona.com

 

periodo di prova

Lavoro e periodo di prova

Hai finalmente trovato un buon contatto di lavoro, una azienda o una piccola ditta disposta ad assumerti? Ecco cosa dovresti sapere subito, prima di cominciare!

Chi ha già fatto qualche lavoretto probabilmente ne ha sentito parlare, ma ci siamo accorti che la maggior parte di chi ha avuto poche o nessuna esperienza di lavoro non sa bene come funziona il periodo di prova.

A pensarci un attimo, siamo tutti d’accordo sul fatto che un datore di lavoro che non ci conosce voglia metterci alla prova, appunto, prima di farci entrare a far parte della sua azienda. Ma che cosa significa essere in prova? Quanto dura il periodo di prova? Ed è vero che non è pagato? vediamo di dare alcune risposte.

Il periodo di prova è il tempo previsto da qualsiasi tipologia di contratto di lavoro che permette a lavoratore e datore di valutare la convenienza del rapporto di lavoro e la rispondenza delle realtà alle aspettative. Se da un lato il datore di lavoro ci può valutare vedendoci concretamente all’opera, noi possiamo capire come funziona in pratica non solo il lavoro, ma anche l’ambiente, possiamo verificare che le mansioni che dobbiamo svolgere siano quelle che avevamo concordato e, in breve, vedere se quel posto fa per noi.
Quando cominciamo un lavoro, dobbiamo firmare, insieme a chi ci assume, un contratto scritto che, tra le altre cose, deve includere le informazioni sul periodo di prova.

Il periodo di prova inizia con l’assunzione stessa, e questo significa che è inclusa nel contratto, e comincia dal giorno indicato come giorno dell’assunzione. Di conseguenza mentre state facendo la prova di lavoro avete diritto alla retribuzione in base alla mansione che svolgete, maturate le ferie, la tredicesima e il TFR – trattamento di fine rapporto. I giorni di lavoro in prova contano proprio come tutti gli altri.

In parole semplici, se qualcuno vi dice “Facciamo una prova, e poi ti faccio il contratto” fate attenzione, perché non è così che funziona. Non avere un contratto mentre si lavora significa prima di tutto non essere coperti dall’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e non avere le altre tutele a cui ogni lavoratore ha diritto.

Ma quanto dura il periodo di prova? Non c’è una durata predefinita, ma è stabilita in base alle mansioni, al tipo e alla durata totale del contratto. In generale può andare da qualche giorno ad un massimo di sei mesi (per i contratti a tempo indeterminato). In ogni caso dovrà essere definito insieme a tutto il resto (orario, mansioni, ferie, permessi, malattia,retribuzione) perché va scritto nel contratto di lavoro che firmerete prima di cominciare a lavorare.

Abbiamo detto che il periodo di prova serve sia al datore che al lavoratore per capire se vogliono proseguire il contratto: il vantaggio è per entrambi. Se il datore non è soddisfatto, potrà licenziarci, entro la fine del periodo di prova, senza dover dimostrare che ci sono state inadempienze da parte nostra. Se noi ci accorgiamo che quello non è il lavoro che vogliamo fare, o che le condizioni non rispondono a quelle che avevamo concordato e ci aspettavamo, possiamo dare le dimissioni senza dover dare il preavviso (che è una comunicazione scritta, che va inviata al datore di lavoro quando vogliamo lasciare il nostro posto, con un anticipo più o meno breve a seconda della durata del contratto).

Naturalmente ci sono molti casi specifici e piccole differenze che riguardano il periodo di prova, qui trovate ulteriori informazioni e dettagli sui vari casi che si possono presentare.

Purtroppo non sempre i datori di lavoro che incontriamo sono seri come vorremmo, e spesso ci troviamo nella situazione in cui ci vengono fatte proposte che non seguono quanto descritto. La prima cosa importante è sapere come funziona per legge il periodo di prova, in questo modo potremo avere maggiore consapevolezza di cosa chiedere, cosa accettare e soprattutto potremo valutare più facilmente chi abbiamo davanti. Ricordiamoci sempre che non dobbiamo solo essere scelti dal datore di lavoro, ma dobbiamo anche scegliere!

Come fare le tue scelte e gestire i genitori

Quando arriva il momento di fare una scelta, per esempio quella della scuola superiore o dell’università (o quella di non fare l’università!) dovete vedervela anche con loro: e allora, come fare?
Come convincere i tuoi genitori della validità della tua scelta, e avere buoni argomenti per rispondere alle loro ansie? Non è facile, ma è possibile!

Se hai una idea abbastanza precisa su quello che vuoi fare, ma sai che i tuoi hanno convinzioni diverse riguardo al tuo futuro, di solito provi un senso di frustrazione e ti convinci che non ti vorranno appoggiare.

Prima di avviare con loro una discussione (nel migliore dei casi) su questo argomento, rifletti su quali sono le loro preoccupazioni, e cerca di comprenderle a fondo per poter elaborare delle risposte soddisfacenti e delle alternative da proporre.

Tra le domande più comuni che i genitori di solito si fanno ci sono queste:

  • la strada che hai scelto ti permetterà di raggiungere la stabilità economica?
  • la tua scelta ti porterà ad essere felice? (nel caso di genitori illuminati)
  • la tua scelta ti farà avere il tipo di lavoro che loro si immaginano per te? (magari non tutti saranno disposti ad ammettere che hanno dei piani su di voi, ma comunque tieni conto anche di questo)
  • potrai cambiare percorso più avanti, se ne avrai desiderio o necessità?
  • hai raccolto abbastanza informazioni per fare quella scelta?
  • la tua scelta sarà economicamente sostenibile? (questo aspetto li riguarda da vicino e da subito)

Come fare a rassicurarli e ad avere il loro supporto?
Comincia con raccogliere informazioni a sostegno della tua scelta: dimostra che ti sei adeguatamente informato/a sul percorso che stai per fare e sulle possibili opportunità professionali che avrai di conseguenza. Salva i link delle pagine che hai consultato per condividerle e discuterle con loro.

In generale si sentiranno più tranquilli se vedranno che hai valutato i possibili sbocchi occupazionali del percorso scelto, e se saprai spiegare perché per te sono soddisfacenti. Questo vale sia nel caso della scelta della scuola secondaria che universitaria, ma anche nel caso tu abbia in mente di frequentare un corso professionalizzante o di fare un apprendistato. Sul sito dell’Inapp trovi la descrizione di moltissime professioni, delle capacità e conoscenze necessarie per svolgerle e altre informazioni utili: non è agile e intuitivo come la tua app preferita, ma ci troverai molte risposte.

Fai un calcolo approssimativo, ma più possibile accurato, dell’appoggio finanziario di cui avrai bisogno, e delle spese che dovrai sostenere: iscrizioni, tasse, trasporti, e così via. Ricorda che nel caso di iscrizione all’università, possono esserci delle borse di studio e delle agevolazioni finanziarie per studenti meritevoli o economicamente svantaggiati.

Più difficile sarà, nel caso tu abbia deciso di andare a lavorare, fare una stima effettiva delle risorse di cui potrai disporre. Per cercare di capire quanto guadagnerai informati sulla paga che potresti ricevere, parlando con altri che fanno il lavoro che hai scelto, e dando un’occhiata qui.

Scegli il momento giusto per cominciare una discussione sull’argomento, perché l’esito della tua missione 🙂 può essere pesantemente influenzato da questo fattore. Se vedi che è il momento sbagliato, perché non avete sufficiente tempo da dedicare alla questione, o siete già tesi e arrabbiati, concorda con loro sul fatto di doverne parlare e organizza un momento in cui sarete tutti nella condizione migliore di farlo. Proponi un giorno o un momento specifico nell’immediato futuro, così no darai l’impressione di voler semplicemente sfuggire alla domanda.
Un simile approccio alla questione potrebbe già far capire che state prendendo la questione sul serio e che siete abbastanza maturi da poter cominciare a prendere da soli anche e decisioni più importanti.

Se ti stai chiedendo dove trovare un aiuto, oltre ai link che abbiamo indicato naturalmente puoi passare da noi! Con o senza i tuoi genitori puoi venire a chiedere supporto per le tue ricerche, per trovare risposte ad alcuni tuoi dubbi (no, non abbiamo tutte le risposte, ma a molte delle domande che ci si fa in questi casi sapremo rispondere) o semplicemente per un confronto sull’argomento. A volte parlare dei propri progetti o dei propri dubbi con qualcun’altro può aiutare a chiarirci le idee su cosa vogliamo fare, e perché.

Ora che hai letto questa breve guida, e che le iscrizioni per le scuola secondarie sono aperte, non possiamo che augurarti buona scelta e buona fortuna!

Il volontariato ti fa ricco!

Il volontariato ti fa ricco!

Qualcuno sostiene che per fare volontariato bisogna partire da una situazione economica molto buona, così da poter dedicare tempo ad altre attività che non siano il lavoro.
Questa osservazione è solo in parte vera, visto che spesso non viene richiesto un grande impegno in termini di tempo, ma una giornata o addirittura poche ore al mese, a volte alcune mezze giornate all’anno. Tutto sta nell’organizzazione del proprio tempo e delle proprie priorità: trovare qualche ora ogni tanto da dedicare a una causa che ci sta a cuore, a una situazione che vogliamo contribuire a migliorare, non è impossibile.

Abbiamo già parlato, tra l’altro, di tutto quello che possiamo guadagnare dall’esperienza di un volontariato: nuove amicizie e nuovi contatti con persone diverse ma con cui condividiamo gli stessi valori; sviluppo delle competenze relazionali e organizzative (sono importantissime anche sul lavoro!) e stare meglio con se stessi, vivere meglio. Poi ci sono i vantaggi legati alla possibilità di viaggiare con un budget minimo, nel caso in cui decidiamo di andare a fare volontariato lontano da casa.

Il volontariato quindi non è solo per chi ha tanto tempo libero e risorse finanziarie, ma per chi vuole davvero diventare più ricco di relazioni, di soddisfazioni e di competenze sociali.

Se da un lato fare volontariato non significa solo mettere a disposizione il proprio tempo, ma anche capacità, dall’altro possiamo ricordare che nell’ambito del terzo settore, cioè delle organizzazioni di volontariato, ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di promozione sociale , si può anche trovare un vero e proprio lavoro.

Forse non se ne parla abbastanza, ma in generale, per poter davvero essere utili ad una organizzazione, dobbiamo avere qualche competenza, qualcosa, anche semplice, che sappiamo fare, o che conosciamo bene perché ci appassiona, un’attitudine (ad esempio all’ascolto) che possiamo mettere al servizio della causa che scegliamo. Ognuno di noi può mettere del suo nell’attività che svolge come volontariato: c’è chi è più bravo al pubblico, nei mercatini o nelle raccolte fondi, e chi se la cava meglio nel supportare altre persone nelle loro difficoltà, c’è chi preferisce fare da animatore con disabili o anziani e chi ha conoscenze adeguate per curare le pagine social delle associazioni, o le newsletter. Le possibilità sono veramente infinite.

Per chi, oltre a un po’ di tempo e buona volontà, ha una professionalità specifica che vuole mettere in campo al servizio degli altri, ci sono molte occasioni anche di impiego. Coordinatori e manager di progetto, personale sanitario, educatori, amministrativi, addetti alla comunicazione e alle raccolte fondi, logisti e informatici, sono tutte figure necessarie nella gestione e realizzazione di progetti, sia in Italia che all’estero.

Da dove cominciare? Cercando sul web escono fuori migliaia di risultati, ma per facilitarvi la vita segnaliamo qui di seguito alcuni portali in cui sono pubblicate varie opportunità di fare volontariato.

Per cercare qualche opportunità in Italia provate con Italianonprofit e Uidu. Per trovare qualcosa vicino casa, il miglior consiglio è quello di rivolgervi al CSV – Centro Servizi Volontariato più vicino a voi, loro sapranno indirizzarvi ad una associazione che accoglie volontari, a seconda dei vostri interessi. Non esiste ancora una banca dati online di opportunità di volontariato nelle Marche, chissà che non venga presto creata.

Per la ricerca di opportunità di volontariato all’estero (anche finanziate) partite dalla sezione dedicata al volontariato del Portale dei giovani, mentre se cercate opportunità lavorative presso le organizzazioni internazionali, provate Jobs4good e la sezione apposita dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Buon volontariato!

tirocini estero novembre 2019

Tirocini all’estero di novembre

E’ sempre un buon momento per considerare l’idea di fare un tirocinio all’estero! Ecco delle occasioni per studenti e laureati.

Per neolaureati o studenti – tirocini presso l’UNHCR – Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite – Strasburgo (FR)
Durata: 6 mesi con inizio il 15 dicembre
Requisiti: studi attinenti, conoscenza del francese e dell’inglese, conoscenza dei diritti umani europei e dei rifugiati
Retribuzione: prevista
Scadenza: 8 novembre

Per laureandi o laureati magistrali, tirocini in IT Engineer, Data Science, Cyber Security presso Eurocontrol – Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea – Bruxelles (BE)
Durata: tra 3 e 12 mesi
Requisiti: nazionalità di uno degli Stati membri di Eurocontrol o ECAC, studi attinenti, ottima conoscenza scritta e orale dell’inglese o del francese
Retribuzione: previsto un contributo mensile di 900 euro
Scadenza: varie tra il 12 novembre e il 30 dicembre

Per neolaureati, tirocinio in HR presso il CEDEFOP – Centro Europeo per lo Sviluppo della Formazione Professionale – Salonicco (GR)
Durata: 9 mesi con inizio il 16 gennaio 2020
Requisiti: nazionalità di uno degli stati membri o di un paese in fase di pre-accesso, laurea attinente, conoscenza di due lingue ufficiali europee di cui una deve essere l’inglese
Retribuzione: circa 979 euro mensili
Scadenza: 21 novembre

Per laureati, tirocini presso Italian Translation Unit del Parlamento europeo – Lussemburgo
Durata: 5 mesi con inizio a marzo
Requisiti: conoscenza dell’italiano a livello madrelingua, buona conoscenza di altre due lingue ufficiali UE, laurea, copacità di comunicazione e di lavorare in gruppo
Retribuzione: prevista
Scadenza: 30 novembre

Per laureandi, laureati o dottorandi – tirocini presso l’UNICEF – Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia – USA e altre sedi nel mondo
Durata: 6 mesi
Requisiti: studi attinenti, conoscenza di almeno una delle lingue di lavoro dell’organizzazione (inglese, francese, spagnolo)
Retribuzione: alcune posizioni la prevedono altre no
Scadenza: varie a novembre

Per studenti o laureati – tirocini presso l’ESMA , Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati – Parigi (FR)
Durata: da 6 a 12 mesi
Requisiti: studi attinenti (area legale, economica, finanziaria e risorse umane), conoscenza della lingua inglese
Retribuzione: prevista sia per studenti (1100 euro mensili circa) che per laureati (1600 euro mensili circa)
Scadenza: 31 dicembre

Per laureati o dottorandi – tirocini presso EMBL European Molecular Biology Laboratory – Cambridge (UK)
Durata: 12 mesi
Requisiti: curriculum attinente
Retribuzione: 1000 GBP al mese
Scadenza: 15 novembre

Non hai trovato quello che cercavi? Scrivici per una consulenza gratuita personalizzata a europa@informagiovaniancona.com

borse di studio daad Germania

Formazione in Germania con le borse di studio DAAD

La Germania è al quarto posto tra le destinazioni preferite dagli studenti, grazie ad un’offerta accademica molto ampia e ad un alto livello di formazione riconosciuto a livello professionale anche all’estero. Il sistema universitario tedesco prevede sia corsi accademici simili a quelli italiani che percorsi che uniscono teoria e pratica. L’università in Germania inoltre non prevede il pagamento di tasse, e i costi quindi sono limitati a piccoli contributi per i documenti e simili.

Se hai mai pensato di andare a studiare in Germania, anche solo per un periodo, o per una specializzazione post laurea, il DAAD può esserti di grande aiuto.

Il DAAD (Deutscher Akademischer Austauschdienst, Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico) rappresenta le università tedesche all’estero e ha centri di informazione in molti paesi del mondo, tra cui l’Italia. Il DAAD promuove la mobilità verso la Germania di studenti, dottorandi, ricercatori e professori.

Il DAAD offre informazione ma anche borse di studio, tra cui : borse di studio/ricerca annuali (laurea specialistica, dottorato di ricerca, post-doc), borse brevi di ricerca, borse per corsi di lingua intensivi, per corsi estivi universitari, per viaggi di studio per gruppi di studenti,per professori e ricercatori.

La sede italiana del DAAD è stato fondata nel 2004 con il fine di intensificare le relazioni accademiche tra Italia e Germania. Si trova a Roma e fornisce informazioni dettagliate e organizzate sulle opportunità di studio e formazione in Germania, sia attraverso il sito che attraverso i suoi consulenti al centro DAAD di Roma e i lettori presenti in 13 università italiane (i più vicini a noi si trova a Bologna, Firenze e Roma).

Il Centro può rispondere alle domande relative al sistema universitario tedesco, ai corsi di studio internazionali offerti dalle università tedesche ed i corsi di lingua in Germania, sui programmi di borsa di studio offerti dal DAAD stesso e da altre fondazioni ed enti tedeschi. Offre inoltre orientamento e supporto per l’iscrizione presso le università tedesche.

Le borse di studio per l’Italia si rivolgono a studenti, dottorandi, ricercatori e professori che intendono svolgere una parte dei loro studi o delle loro ricerche in Germania. I programmi di studio riguardano tutte le discipline (anche artistiche) e si rivolgono anche a coloro che non conoscono il tedesco (in Germania esistono quasi 1200 corsi di laurea e scuole di dottorato in lingua inglese).

Ecco i bandi aperti al momento per borse di studio e di ricerca, con scadenza il 1 dicembre 2019.

Si tratta di quattro programmi di finanziamento:
Borse di studio – Corsi di laurea magistrale per tutte le discipline;
Borse per corsi estivi universitari;
Borse di ricerca – Borse annuali per dottorandi;
Borse di ricerca – Dottorati binazionali / Dottorati in co-tutela (cioè svolti in due paesi, grazie alla collaborazione di due atenei).

Sono aperte inoltre fino al 30 novembre le borse di studio per laurea magistrale (1 o 2 anni) e studi di approfondimento (1 anno) nell’ambito di arti visive, design, comunicazione visiva e cinema.

Se non hai trovato quello che cercavi o hai bisogno di altro supporto, contatta Eurodesk Ancona per una consulenza personalizzata!

tirocini all'estero

Tirocini all’estero di ottobre

Ecco i tirocini all’estero che segnaliamo questo mese, per laureati, laureandi ma non solo, ci sono opportunità anche per studenti e diplomati!

Per neolaureati o studenti (Support and Enforcement Unit )|tirocini presso l’ECHA – European Chemicals Agency |Helsinki (FI)
Durata: 6 mesi con inizio a marzo
Requisiti: laurea attinente alla posizione offerta (chimica, scienze, biochimica, tossicologia, scienze ambientali e simili, giurisprudenza, scienze informatiche, ingegneria, scienze politiche, amministrazione pubblica, scienze della comunicazione e altre); capacità di analisi, saper lavorare per obbiettivi, buona capacità di comunicazione e lavoro in gruppo, buona conoscenza della lingua inglese
Retribuzione: circa 1,300 euro mensili
Scadenza: 18 novembre

Per laureati | tirocini presso la Corte dei Conti europea |Lussemburgo
Durata: da 3 a 5 mesi, con inizio a febbraio 2020
Requisiti: laurea attinente, conoscenza di due lingue ufficiali dell’UE
Retribuzione: 1,350 euro mensili, se c’è disponibilità in bilancio
Scadenza: 31 ottobre

Tirocini per laureati e studenti presso le Delegazioni UE del Mondo in Giordania e Repubblica Dominicana
Durata: 6 mesi a partire da novembre (per laureati) e fino a 6 mesi a partire da gennaio (per studenti)
Requisiti: laurea in relazioni internazionali, comunicazione o simili, ottima conoscenza dell’inglese o del francese (per laureati), dell’inglese e dello spagnolo per gli studenti
Retribuzione: circa 1,200 euro mensili (laureati)
Scadenza: 20 ottobre (laureati) e 30 novembre (studenti)

Per diplomati e periti tecnici |tirocini presso il CERN – Organizzazione europea per la ricerca nucleare |Ginevra (CH)
Durata: 1 anno, rinnovabile
Requisiti: diploma settori elettronico, meccanico, meccatronico, informatico e altri (vedi link)
Retribuzione: 3,546 franchi svizzeri al mese
Scadenza: 30 gennaio 2020

Per laureati o laureandi | Junior Fellowship Programme presso il CERN – Organizzazione europea per la ricerca nucleare|Ginevra (CH)
Durata: tra 6 e 36 mesi
Requisiti: laurea triennale o magistrale/specialistica in ingegneria, scienze applicate, computer science e simili
Retribuzione: tra 5,239 e 6,506 franchi svizzeri mensili
Scadenza: 20 marzo 2020

Per laureati |8 tirocini presso JRC- European Joint Research Centre | Ispra (IT), Geel ( BE), Petten (NL) , Karlsruhe (DE)
Durata: dai 3 ai 5 mesi
Requisiti: laurea attinente al tirocinio scelto (settori sanitario, energia, trasporti, clima, spaziale, sicurezza, migrazioni e altri)
Retribuzione: 25% della retribuzione di un funzionario AD5/1
Scadenza: varie tra il 21 ottobre e il 13 novembre