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La formazione gratuita con i VOUCHER regionali

Il voucher formativo è un finanziamento destinato a chi desidera frequentare un master o un corso di formazione e va richiesto alle Regioni.

La Regione Marche ha messo a disposizione voucher formativi per la partecipazione a percorsi di formazione autorizzati, grazie ai quali è quindi possibile frequentare i corsi in maniera del tutto gratuita.

Un’opportunità questa da non sottovalutare viste le sempre più rare occasioni di trovare corsi di formazione gratuiti nel settore di proprio interesse.

Non tutti i corsi di formazione, però, rientrano nella categoria di quelli per i quali è possibile richiedere un voucher. Infatti rientrano in questa categoria solo i corsi presenti nel cosiddetto catalogo FORM.I.CA, ossia i corsi a Formazione individuale a catalogo, inviduati dall’interessato o dall’impresa per i suoi dipendenti.

Possono,infatti, presentare domanda per l’ottenimento del voucher:

sia i soggetti disoccupati/inoccupati (anche percettori di Naspi e di altre provvidenze);

sia i soggetti occupati (in questo caso l’azione formativa si svolge in orario di lavoro);

sia i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.

I soggetti destinatari del voucher devono avere età maggiore di 18 anni e devono risiedere o essere occupati in ambito regionale.

Il voucher consente di coprire il costo di iscrizione e frequenza del percorso formativo scelto. Va richiesto alla Regione tramite il sistema informatico SIFORM in qualsiasi momento per tutta la durata del bando e quindi entro il 31/12/2019 (salvo esaurimento fondi).

Come fare per sapere quali corsi ci sono in questo momento per i quali è possibile richiedere il voucher? Semplice: basta consultare gli elenchi dei corsi alla pagina formazione del nostro sito oppure inviare una mail a formazione@informagiovaniancona.com. Gli elenchi vengono aggiornati quasi quotidianamente, quindi ogni giorno potreste corsi nuovi.

Formazione e lavoro: binomio indissolubile

Come ogni anno, settembre è il mese della ripresa di molte attività, dopo la pausa estiva. Si riprende a cercare lavoro, si riprende a cercare i corsi di formazione.

Ogni giorno all’Informagiovani, infatti, in questo periodo arrivano tante persone che vogliono essere indirizzate verso la strada migliore per il loro futuro professionale.

Arrivano allo sportello sia giovani alla ricerca della loro prima occupazione sia meno giovani che un lavoro lo avevano ma ora non più.

Nella prima categoria, come è facile immaginare, rientrano i neodiplomati o i neo laureati che, avendo terminato il loro percorso di studi, vorrebbero entrare subito nel mondo del lavoro. Spesso, però, non è così semplice e non solo perché il mercato del lavoro sta attraversando ormai da diverso tempo un periodo di crisi ma spesso anche perché il proprio profilo non risponde alle richieste delle aziende.

Molto spesso, infatti, il possesso di un titolo di studio non garantisce l’immediatezza nel trovare lavoro, perché, come potete vedere anche dalle offerte pubblicate sul nostro sito, le aziende ricercano personale sempre più specializzato e/o con esperienza.

E questi sono requisiti che un giovane, appena uscito da un percorso di studi, difficilmente possiederà.

E allora cosa si può consigliare ad un ragazzo? – ma lo stesso discorso vale anche per i meno giovani. Cercare di arricchire il proprio profilo professionale non solo con esperienze lavorative ma magari con percorsi formativi.

L’Informagiovani di Ancona stila un elenco di corsi, gratuiti e a pagamento, in partenza in ambito regionale al quale potete fare riferimento per la scelta del corso più adatto a voi.

Questi elenchi sono consultabili sia in forma cartacea allo sportello sia on line sul nostro sito alla pagina formazione.

Come potete vedere, in questo periodo ci sono numerosi (ben 4 pagine) corsi gratuiti, molti dei quali rivolti ai disoccupati/inoccupati. All’interno di questo elenco sono presenti molti corsi ITS, già trattati in un precedente articolo.

Mi soffermo ancora una volta su questi corsi perché oltre ad essere una valida alternativa all’università – infatti sono rivolti a diplomati – danno anche garanzia di occupazione.

Infatti in Italia c’é sempre più consapevolezza nel ritenere che la strada da seguire per combattere disoccupazione e abbandoni scolastici sia il rafforzamento della formazione, in particolare quella on the job, e di come i percorsi ITS siano a tal proposito una valida risposta, in quanto mirano a far acquisire elevate competenze tecniche ed esperienze che faciliteranno l’inserimento nel mondo del lavoro.

Le Fondazioni gestori degli ITS nelle Marche le potete trovare sul sito regionale dedicato.

Gli elenchi dei corsi in partenza in ambito regionale, ITS e non solo, che l’Informagiovani stila sono in continuo aggiornamento e quindi vi consiglio di consultarli di frequente.

Per qualsiasi chiarimento in merito alla scelta di un corso potete scrivermi a: formazione@informagiovaniancona.com.

Assistente di studio odontoiatrico: una nuova figura professionale

L’A.S.O., acronimo di Assistente allo studio odontoiatrico, è la nuova figura professionale che va a sostituire quella di assistente alla poltrona in base alla Conferenza 209/2017.

Dal 6 febbraio 2018 questo profilo professionale è riconosciuto dalla legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.P.R. che istituisce questa nuova figura come operatore di interesse sanitario in possesso dell’Attestato conseguito a seguito della frequenza di specifico corso di formazione.

L’A.S.O. è una figura professionale che ricopre un ruolo fondamentale all’interno di uno studio dentistico svolgendo attività finalizzate all’assistenza dell’odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore durante la prestazione clinica, alla predisposizione dell’ambiente e dello strumentario, all’accoglimento dei pazienti e alla gestione della segreteria e dei rapporti con i fornitori. Non può né deve, invece, intervenire direttamente sul paziente anche in presenza dell’odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore. La sua attività prevede quindi una collaborazione fattiva con tutta l’equipe.

L’assistente di studio odontoiatrico può svolgere la propria attività negli studi odontoiatrici e nelle strutture sanitarie che erogano prestazioni odontostomatologiche.

A fronte di tutte queste mansioni che si trova a ricoprire, è chiaro che chi aspira a diventare assistente allo studio odontoiatrico dovrà possedere alcune caratteristiche personali, come capacità di relazionarsi con il pubblico, empatia, precisione, capacità organizzative e di gestione logistica dello studio, capacità di lavorare in autonomia ma allo stesso tempo di lavorare in team e scarsa impressionabilità.

Oltre a queste doti personali dovrà ovviamente possedere anche caratteristiche professionali acquisibili attraverso la frequentazione di un apposito percorso formativo.

Per diventare assistente allo studio odontoiatrico è, infatti, necessario seguire corsi di formazione, autorizzati o finanziati dalle Regioni o dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, della durata complessiva non inferiore a 700 ore suddivise in 300 di teoria ed esercitazioni e 400 di tirocinio. La durata del corso non può comunque superare i 12 mesi.

Per accedere a questi corsi sono sufficienti l’assolvimento dell’obbligo scolastico e la conoscenza della lingua italiana (parlata e scritta).

Al termine del corso e previo superamento dell’esame finale si ottiene la qualifica di Assistente di studio odontoiatrico, valida su tutto il territorio nazionale.

Sono esonerati dall’obbligo di frequenza del corso di 700 ore e di superamento dell’esame finale e quindi dal conseguimento della qualifica coloro che hanno avuto un inquadramento contrattuale di assistente alla poltrona e abbiano lavorato, anche come apprendistato, per un periodo di minimo 36 mesi, anche non consecutivi, negli ultimi 5 anni antecedenti all’entrata in vigore della conferenza 209/2017.

I lavoratori già in possesso di titoli o crediti formativi inerenti alla professione di ASO, potranno pertanto ottenere una riduzione parziale o totale della durata del corso di formazione.

Per avere informazioni su questi ed altri corsi in ambito regionale, potete consultare gli elenchi sul nostro sito alla pagina formazione oppure scrivere a formazione@informagiovaniancona.com.

I mestieri dello spettacolo dal vivo

Lavorare nel mondo dello spettacolo dal vivo è per molti un sogno molto lontano, irrealizzabile per i più.

Quando si parla di spettacolo dal vivo si intendono teatro di prosa, lirico, balletto, concerto, musical, cabaret, o qualsiasi intrattenimento che preveda la presenza di uno o più artisti che si esibiscano davanti a un pubblico.

Ogni spettacolo presuppone lo sforzo realizzativo e il concorso di molte e differenti professionalità, ognuna delle quali è indispensabile al conseguimento dell’obiettivo finale che è sempre la creazione di un prodotto artistico di livello, capace di riscuotere il consenso del pubblico.

La realizzazione di uno spettacolo dal vivo è, dunque, un lavoro di gruppo, nel quale le competenze di coloro che non appaiono al pubblico sono importanti tanto quanto il talento di coloro che si esibiscono davanti allo spettatore.

Tante sono quindi le professioni che riguardano il mondo dello spettacolo dal vivo: dalle quelle prettamente artistiche a quelle organizzative per arrivare infine a quelle tecniche.

Quelle artistiche sono svolte da professionisti che partecipano all’ideazione e alla realizzazione dello spettacolo fornendo il loro contributo artistico: regista, costumista, direttore d’orchestra, coreografo, attore, ballerino, cantante, ecc.

Il personale organizzativo è quello che si occupa dell’organizzazione generale dello spettacolo dal punto di vista economico, del casting e della comunicazione.

Infine i mestieri tecnici il cui apporto è fondamentale anche in fase progettuale. Si pensi ad esempio al light designer o all’ingegnere del suono, il direttore di scena, il direttore dell’allestimento, gli elettricisti, i fonici, le sarte, i suggeritori, ecc.

I ruoli per poter lavorare in teatro sono quindi diversi ma la domanda è: come si impara?

Ogni ruolo richiede una formazione ad hoc. A questo scopo rispondono i corsi di formazione finanziati dalla Regione Marche nell’ambito del Progetto SIPARIO BIS BIS (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo).

Oltre a quelli menzionati nell’articolo di cui sopra, sono stati finanziati anche altri corsi volti a formare professionalità artistiche, tecniche e organizzative. Si tratta dei corsi per:

Tutti questi corsi sono ad occupazione garantita per almeno il 40% degli allievi disoccupati.

Come sempre le informazioni sui corsi le trovate nell’elenco corsi consultabile sul nostro sito.

SIPARIO BIS BIS: corsi gratuiti per lo spettacolo dal vivo

SIPARIO BIS-BIS è il bando emanato dalla Regione Marche con D.D. N. 172/POC DEL 18/10/2016 relativo alla formazione di figure professionali nel settore dello spettacolo dal vivo.

Il progetto è stato presentato dalla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, ente capofila, in partenariato con alcune tra le più importanti istituzioni formative ed Enti di produzione presenti sul territorio marchigiano, quali Orchestra Sinfonica Rossini, Compagnia della Rancia, Marche Teatro, Agorà Soc. Coop, Lab Soc. Coop, Poliarte Accademia del design e Cooss Marche.

In risposta a questo bando sono stati finanziati diversi corsi gratuiti (FSE) ad occupazione garantita che partiranno nei prossimi mesi.

Si tratta dei corsi di:

  • sarto teatrale, light designer, tecnico polivalente, truccatore teatrale e cantante lirico solista che fanno capo alla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi;
  • attore di teatro, cinema e televisione a cura di MarcheTeatro;
  • professore d’orchestra (archi e fiati) a cura dell’Orchestra Sinfonica Rossini
  • performer di musical theater ed esperto marketing e comunicazione dello spettacolo a cura di Compagnia della Rancia.

Il primo corso a prendere il via, Sarto teatrale, si pone l’obiettivo di formare figure professionali in grado di realizzare costumi per spettacoli teatrali, basandosi sulle indicazioni e sui disegni del costumista, affiancandolo nella scelta dei materiali e delle stoffe da usare. In occasione dell’allestimento di un nuovo spettacolo dovrà avere la capacità tecnica di decodificare il bozzetto preparato dal costumista ed elaborarne i tessuti e i materiali, adattarlo alle misure degli attori, preparare il cartamodello, fare la tela di prova fino alla prova costume ed infine realizzare il costume.

Il corso inizierà a luglio e terminerà a febbraio 2019 e si svolgerà tra Corridonia (teoria e pratica) e Jesi (stage); è rivolto ad un’ampia fascia di età: dai giovani che hanno raggiunto la maggiore età ai meno giovani che, a seguito della crisi, pur avendo una età prossima alla pensione, non hanno un posto di lavoro. Il corso è rivolto infatti agli UNDER 65.

Le domande possono essere presentate entro il 30 giugno 2018.

Sono previste un’indennità oraria per le sole ore di teoria ed i buoni pasto per ciascuna giornata formativa.

Il corso prevede, infine, la garanzia di occupazione per almeno il 40% dei partecipanti.

Per tenervi aggiornati su questo e sugli altri corsi gratuiti vi invito a consultare periodicamente il nostro elenco corsi alla pagina formazione del nostro sito.

Voucher per corsi post laurea

Nella Regione Marche vi è maggiori possibilità e flessibilità per frequentare corsi di perfezionamento post laurea e  master grazie ai voucher erogabili e all’estensione di applicazione effettuata nelle ultime settimane.

Sino ad ora era prevista la possibilità di richiedere l’assegnazione di voucher per l’iscrizione a master universitari e corsi di perfezionamento post-laurea, esclusi quelli on line in modo da permettere ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro con un bagaglio formativo specifico ed ampliato.

Ora i voucher possono essere attuati anche per corsi con un monte ore inferiore a 120 e per l’iscrizione alle Summer school, includendo i programmi per cui non è previsto un esame finale.

Questo ampliamneto risponde all’esigenza di formazione e aggiornamento anche attraverso percorsi di minore durata e articolati in maniera più flessibile rispetto al passato, offerta presente nel panorama formativo e spendibile nel mondo del lavoro.

I destinatari dei voucher sono giovani disoccupati o non occupati da almeno sei mesi, residenti nella Regione Marche; di età inferiore ai 36 anni (non compiuti), ed in possesso di laurea triennale, specialistica, magistrale o vecchio ordinamento.

Per i master di I livello bisogna essere in possesso di laurea triennale, specialistica, magistrale e vecchio ordinamento, mentre per i master di II livello è necessaria la laurea specialistica, magistrale e vecchio ordinamento, così come per i corsi di perfezionamento post-laurea

La formazione deve inserirsi nei seguenti settori: il sistema moda, il settore del legno in tutte le sue articolazioni, l’agroalimentare, il turismo ed i beni culturali, la green economy, il distretto del mare, la meccanica, la domotica e l’assisted living, le biotecnologie, l’internazionalizzazione, la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio e del territorio.

Ciascun richiedente può presentare istanza per la concessione di un solo voucher. Qualora la frequenza fosse iniziata prima della comunicazione dell’attribuzione del voucher, in caso di mancata assegnazione del beneficio, ogni onere è a carico del richiedente. I costo ammissibili sono quelli sostenuti per l’iscrizione all’offerta formativa.

Tre gli indicatori e criteri di valutazione da bando sono specificati: l’età, il genere,l’ Isee, l’attività prevista ed il settore di attività

Per ottenere i voucher le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica utilizzando il sistema informatico SIFORM2 accessibile all’indirizzo internet: https://siform2.regione.marche.it.

La scadenza prevista è il 31 dicembre 2019 o comunque fino ad esaurimento risorse.

Maggiori informazioni, bando e procedure per la compilazione della domanda sono disponibili cliccando qui.

ITS: istruzione, formazione e lavoro insieme

ITS: Vi è mai capitato di incontrare questo termine? Beh se scorrete l’elenco dei corsi gratuiti caricati sul nostro sito alla pagina dedicata, in questi giorni lo troverete.

ITS è l’acronimo di Istituti Tecnici Superiori che sono delle “scuole” ad alta tecnologia nate allo scopo di riorganizzare il sistema formativo secondario non universitario, allineando così l’Italia agli altri Paesi europei.

Gli ITS sono, infatti, pensati proprio come alternativa all’Università in quanto mirano a formare dei profili professionali tecnici superiori in aree strategiche del sistema economico- produttivo del Paese.

Queste strutture formative sono costituite sotto forma di Fondazioni tra scuole, università e imprese. Nelle Marche si sono costituite quattro Fondazioni per la formazione di tecnici superiori di cui 2 nell’area tecnologica delle Nuove tecnologie per il made in Italy, con sede rispettivamente a Porto Sant’Elpidio e Recanati, una nell’area tecnologica dell’Efficienza Energetica, con sede a Fabriano ed una nell’area tecnologica Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-turismo con sede a Fano.

I corsi ITS sono percorsi formativi gratuiti, della durata di due anni (1800 ore), che prevedono l’alternarsi di ore di lezione in aula a ore di laboratorio e a periodi di stage in azienda. Lo stage è obbligatorio per almeno il 30% del monte ore complessivo e può essere svolto anche all’estero. Il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro e delle professioni.

Per accedere a questo tipo di corsi occorre innanzitutto essere in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore e poi anche di competenze di base tecniche e tecnologiche, buona conoscenza della lingua inglese e una competenza informatica avanzata. Il possesso di queste competenze viene accertato tramite una selezione iniziale.

Il titolo di studio rilasciato dal corso, Diploma di tecnico superiore, consente di entrare velocemente nel mondo del lavoro.

In questo periodo nel nostro elenco di corsi gratuiti trovate alcuni corsi ITS, per ora solo quelli organizzati dalla Fondazione ITS Recanati.

Non vi resta, quindi, che consultare periodicamente gli elenchi sul nostro sito per tenervi aggiornati sulle novità in essere. Se avete dubbi o domande potete scrivere a formazione@informagiovaniancona.com.

La formazione per l’operaio edile

La figura dell’operaio è una delle quattro tipologie di lavoro subordinato insieme al ruolo di quadri, dirigenti e impiegati. La caratteristica principale di questa categoria è quella di essere legata allo svolgimento di mansioni di tipo manuale o tecnico.

Il lavoro degli operai si differenzia in varie tipologie, in base a quanto fissato dai Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro. In base al grado e alla tipologia di preparazione tecnica del lavoro, si distinguono tre tipologie: operai comuni, operai qualificati e operai specializzati.

L’Operaio edile comune opera nel settore delle costruzioni edili all’interno dei cantieri come dipendente di imprese edili. La sua attività è coordinata dal caposquadra, ed è di supporto al muratore.

L’operaio edile comune assiste il muratore nella costruzione o ristrutturazione di opere edili; carica e scarica i materiali necessari all’allestimento del cantiere edile; rimuove le strutture pre-esistenti demolite e affianca manualmente la macchina movimento terra nello scavo di fondazione e di trincea.

Nelle piccole e medie imprese di costruzione il lavoro è molto diversificato e gli operai devono essere versatili ed in grado di affrontare l’ampio ventaglio di prestazioni richieste; nelle grandi imprese si afferma maggiormente la specializzazione in un determinato tipo di lavoro. In qualsiasi situazione, comunque, il lavoro viene eseguito a squadre più o meno grandi e sempre di più viene richiesta la capacità di collaborare con altri artigiani operanti sul cantiere.

La specializzazione si acquisisce a seguito di specifici corsi di formazione organizzati dalle scuole edili presenti sul territorio.

In questo momento sono aperti due corsi di formazione gratuiti in tema di edilizia che mirano a formare delle figure qualificate e specializzate.

Il primo corso, dal titolo Operaio edile – Rebuild4Future, mira a formare operatori tecnici del settore edile, esperti nella realizzazione e finitura di opere edili, nell’allestimento del cantiere edile, nella pianificazione, controllo e verifica di conformità del proprio lavoro. Particolare attenzione verrà rivolta alle soluzioni per la ricostruzione POST – SISMA.

Il secondo corso, dal titolo Operaio edile specializzato in edilizia sostenibile, mira a formare una figura  che svolge la sua attività nei cantieri edili usando una notevole varietà di materiali, realizzando opere di sostegno sia per le strutture già esistenti sia per le nuove strutture con particolare attenzione al reperimento delle materie prime, ai processi produttivi dei materiali, alla dismissione del bene, al recupero e alla riciclabilità dei materiali, coniugando le esigenze e l’evoluzione dell’edilizia, con il rispetto dell’ambiente, del territorio e della salute dell’uomo.

Entrambi i corsi sono rivolti alle persone disoccupate/inoccupate regolarmente iscritte al CIOF di propria competenza e residenti nella regione Marche..

Informazioni più dettagliate su questi ed altri corsi sono reperibili come sempre negli elenchi dei corsi, gratuiti e a pagamento, consultabili alla pagina formazione del nostro sito oltre che scrivendomi a formazione@informagiovaniancona.com.

La formazione per i più giovani

Sempre più spesso si presentano in ufficio genitori in cerca di informazioni sulle alternative alla scuola per i propri figli (minorenni) che hanno deciso di non continuare gli studi.

La risposta dipende ovviamente dall’età del ragazzo/a. Infatti occorre tenere presente che i ragazzi fino a 18 anni devono assolvere al diritto/dovere di istruzione e formazione.

L’obbligo di istruzione (ex obbligo scolastico) prevede che l’istruzione venga impartita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni ed è finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età (Linee Guida, 21/12/2007).

L’obbligo formativo è, invece, il diritto/dovere dei giovani che hanno assolto all’obbligo di istruzione di frequentare attività formative fino all’età di 18 anni e quindi riguarda i ragazzi nella fascia di età 16 -18 anni.

Fino al compimento dei 16 anni, quindi, non ci sono alternative al proseguimento degli studi. Dai 16 anni fino ai 18 i giovani, sulla base delle proprie capacità e dei propri interesse, potranno invece scegliere tra frequentare il sistema della formazione professionale di competenza regionale o iniziare il percorso di apprendistato.

L’apprendistato è un contratto di lavoro a contenuto formativo finalizzato a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso l’acquisizione di un mestiere e/o di una professionalità specifica ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale.

In questa sede vogliamo invece soffermarci sui percorsi di formazione professionale alternativi alla scuola, in quanto in questo momento sono attivi dei corsi rivolti proprio ai ragazzi in età di obbligo formativo.

Si tratta di due corsi gratuiti destinati ai ragazzi/e tra i 16 e 19 anni non ancora compiuti che abbiano assolto all’obbligo di istruzione ma che non abbiano conseguito una qualifica professionale triennale corrispondente al III livello europeo.

Si tratta di un corso per “Operatore del benessere – estetista” e di un corso per “Operatore ai servizi di vendita”.

Entrami hanno lo scopo di far avvicinare al mondo del lavoro quei ragazzi che si sono allontanati dal mondo della scuola. Sono ovviamente corsi che prevedono ore di teoria ma anche parecchia pratica e uno stage.

Tutte le info su entrambi i corsi le trovate come sempre negli elenchi dei corsi sul nostro sito alla pagina formazione.

Il saldatore: patentino sì o patentino no?

Il saldatore è una persona specializzata nell’eseguire fusione di materiali tramite calore, utilizzando uno strumento particolare chiamato cannello di saldatura o elettrodo.

La saldatura è oggi a tutti gli effetti una professione specialistica. Le nuove normative europee impongono, infatti, che i saldatori dipendenti e gli artigiani (idraulici, frigoristi, impiantisti, fabbri, ecc.) siano in possesso di un apposito “patentino”, rilasciato da uno degli enti certificatori autorizzati, secondo le normative UNI EN ISO 9606, UNI EN 15614.

Per poterlo conseguire è necessario dimostrare di saper compiere alcune saldature in modo ottimale e avere delle mani esperte del mestiere.

Per avere questo titolo è necessario superare una serie di prove, per il superamento delle quali ci si può iscrivere ad un corso pratico. I corsi per diventare saldatore si compongono di una parte teorica e di una pratica.

Il corso è propedeutico all’esecuzione delle prove necessarie alla certificazione che deve essere rilasciata da un Ente riconosciuto ai fini di un reale riconoscimento.

Esistono però diversi tipi di patentino, a seconda dei materiali utilizzati, degli spessori della saldatura e delle posizioni attuate.

Il Patentino da saldatore è un riconoscimento della professionalità del lavoratore, ed è necessaria per le aziende che vogliono essere in regola con le normative sulla qualità nella saldatura.

Ha validità biennale; trascorsi i due anni, il saldatore dovrà procedere al rinnovo del patentino rieseguendo, alla presenza di un tecnico qualificato le stesse prove di saldatura realizzate in fase di certificazione.

Ad ogni patentino deve essere abbinata una Specifica di saldatura (WPS), documento di proprietà dell’azienda, che fornisce in modo dettagliato le variabili specifiche. Tale qualifica non ha validità se “utilizzata” al di fuori del contesto aziendale per la quale è stata rilasciata.

Il patentino appartiene sia all’azienda che al saldatore: qualora ad esempio il rapporto tra azienda e saldatore qualificato si dovesse interrompere, e ciò dovesse avvenire prima della scadenza del patentino, esso non avrà più valore né per l’azienda né per il saldatore.

Per essere aggiornati sui corsi da saldatore e non solo in partenza in ambito regionale è sufficiente consultare gli elenchi dei corsi sul sito dell’Informagiovani alla pagina formazione.

Le professioni nel turismo

Quando si dice turismo, vengono subito in mente gli alberghi o le altre strutture ricettive. Ma il turismo coinvolge molte figure professionali e costituisce una disciplina importante e variegata.

Per quanto riguarda la disciplina del turismo, le leggi per regolamentare le imprese fanno capo allo Stato, mentre per quanto riguarda lo svolgimento di alcune professioni, la normativa è a livello regionale.

La Regione è, infatti, l’organo che rilascia le autorizzazioni necessarie. Per le Marche la legge che definisce e regola le professioni turistiche è L.R. 11 luglio 2006, n. 9 “Testo Unico delle norme regionali in materia di turismo”.

Le professioni turistiche sono quelle che prestano attività incentrate sulla promozione turistica, i servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, allo scopo di offrire un servizio completo ai turisti e far vivere una gradevole esperienza di viaggio, anche dal punto di vista della conoscenza dei luoghi visitati.

Le professioni turistiche per così dire tradizionali sono quelle di: guida turistica, accompagnatore turistico, guida ambientale escursionistica e direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo.

La guida turistica e l’accompagnatore turistico sono figure autonome, che collaborano con imprese turistiche, alle quali oggi sono richieste competenze come la forte specializzazione in determinate aree territoriali, capacità narrative e di mediazione, l’ottima conoscenza di almeno una lingua straniera.

La guida turistica opera come professionista e accompagna persone o gruppi nelle visite ad opere d’arte, a musei, a gallerie, a scavi archeologici, illustrando le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali. Per diventare guida turistica occorre superare un esame per l’abilitazione alla professione (Legge Regionale n.50/1985). Una volta superato l’esame, la guida potrà operare esclusivamente nella provincia dove ha conseguito l’abilitazione.

L’accompagnatore turistico segue persone singole o gruppi di persone nei viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero, assistendoli in tutte le fasi del percorso, fornisce elementi significativi o notizie di interesse turistico sulle zone di transito. É il referente di fiducia di un’agenzia o tour operator in una determinata località turistica.

La guida naturalistica o ambientale escursionistica accompagna persone singole o gruppi di persone in ambienti naturali o di interesse per l’educazione ambientale, illustrandone le caratteristiche territoriali, gli aspetti ambientali e storico-antropologici.

Il direttore tecnico di agenzia viaggi è il soggetto indicato dalla legislazione nazionale e regionale vigente come responsabile della gestione tecnica dell’agenzia di viaggio; si occupa degli aspetti direttivi, gestionali ed amministrativi dell’azienda, in particolare per quel che riguarda la produzione, l’organizzazione o l’intermediazione di viaggi e di altri prodotti turistici.

L’esercizio delle professioni turistiche è subordinato al possesso della specifica abilitazione. Per le guide turistiche l’abilitazione ha validità nel territorio della Provincia che l’ha rilasciata, per le guide naturalistiche ha validità nell’intero territorio regionale. L’abilitazione all’esercizio delle professioni turistiche si consegue mediante superamento del relativo esame di idoneità scritto e orale.

Al momento in ambito regionale sono attivi dei corsi di formazione per l’ottenimento della qualifica di guida naturalistica o ambientale escursionistica (uno gratuito ed uno a pagamento) e del diploma di specializzazione di direttore tecnico di agenzia viaggi (gratuito).

Come sempre potete prendere visione di questi ed altri corsi negli elenchi consultabili sul nostro sito alla pagina formazione.

Carrellisti o mulettisti: l’iter formativo

Carrellisti o mulettisti sono quei lavoratori addetti all’utilizzo del carrello elevatore chiamato anche muletto.

Il carrello elevatore è un mezzo operativo dotato di ruote e azionato da motori elettrici, diesel e a gas, che viene usato per il sollevamento e la movimentazione di merci all’interno dei depositi di logistica o per il carico e scarico di merci dai mezzi di trasporto.

La normativa di sicurezza per carrellisti e mulettisti (D.LGS 81/08) stabilisce che “Nel caso l’utilizzo di attrezzature richieda conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché l’uso dell’attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una informazione, formazione e addestramento adeguati….”.

L’uso dei carrelli elevatori rientra tra queste attività e quindi il datore di lavoro deve garantire ai propri lavoratori addetti all’uso del muletto la possibilità di partecipare a corsi di formazione tarati sull’esperienza e competenza reale degli stessi.

Gli accordi tra Stato e Regioni del febbraio 2012 hanno stabilito che per poter guidare mezzi agricoli e industriali non è più sufficiente la patente di tipo B, ma è necessaria un’abilitazione specifica alla guida.

Non esiste una vera e propria ” Patente ” per guidare il muletto o un carrello elevatore. La legge però impone che il Datore di Lavoro utilizzi solo “carrellisti o mulettisti” addestrati all’uso in sicurezza di questi mezzi tramite specifici corsi. E’ quindi diventata consuetudine chiamare l’attestato di verifica dell’apprendimento e di frequenza a questi corsi ” Patentino per il Muletto “.

Dal 12 marzo 2013 la relativa normativa è cambiata. I corsi, secondo le nuove direttive, debbono avere una durata minima di 12 ore delle quali 8 di teoria e 4 di esercitazioni pratiche sul “muletto”.

La parte teorica illustra le pratiche basilari per guidare in sicurezza il muletto; la parte pratica serve a mettere in atto la teoria e a prendere confidenza con il mezzo.

La formazione della figura professionale di carrellista è ora demandata ad enti formativi accreditati dalla regione, mentre prima del 2013 bastava un corso presso l’azienda in cui si prestava servizio.

Per ottenere l’abilitazione alla guida dei carrelli elevatori bisogna avere 18 anni, essere in possesso della patente di guida cat. B ed essere fisicamente abili a svolgere le operazioni richieste.

Non basta ottenere la prima volta l’abilitazione ma la stessa deve essere rinnovata ogni cinque anni tramite un corso di aggiornamento di almeno quattro ore (di cui almeno tre con moduli pratici).

Tutte le informazioni su questi ed altri corsi le trovate negli elenchi dei corsi, gratuiti e a pagamento, consultabili sul nostro sito alla pagina formazione. Per qualsiasi chiarimento potete contattarmi alla mail: formazione@informagiovaniancona.com

Formazione: una panoramica sui corsi

L’estate si sta concludendo ed è quindi il momento di ricominciare a pensare ai prossimi impegni.

Gli studenti iniziano a prepararsi per il prossimo anno scolastico o accademico, gli adulti riprendono, se già non lo hanno fatto, le proprie attività lavorative.

Poi ci sono coloro che studenti non sono più e che sono quindi alla ricerca della loro prima occupazione (inoccupati) o che invece un lavoro lo avevano ma ora purtroppo non più (disoccupati).

Tanti possono essere i motivi per cui si ha difficoltà a trovare o ritrovare un impiego e ovviamente dipendono da vari fattori, soggettivi e oggettivi.

A volte un motivo è la scarsa specializzazione, altre volte è la scarnezza del proprio profilo professionale.

Un’obiezione che ci sentiamo porre al riguardo: come faccio a specializzarmi o ad arricchire il c.v. se non mi danno la possibilità di fare esperienza?

Certamente il proprio profilo professionale si arricchisce con l’esperienza lavorativa ma non solo.

Per sopperire sia alla scarsa specializzazione sia alla scarnezza del proprio profilo professionale possono, infatti, essere di aiuto anche i corsi di formazione professionale.

L’Informagiovani di Ancona stila un elenco di corsi, gratuiti e a pagamento, in partenza in ambito regionale al quale potete fare riferimento per la scelta del corso più adatto a voi.

Questi elenchi sono consultabili sia in forma cartacea che on line sul sito dell’Informagiovani alla pagina formazione.

In questo periodo trovate un ricchissimo elenco di corsi gratuiti, rivolti ai disoccupati (e/o inoccupati), molti dei quali riservati esclusivamente ai residenti e/o domiciliati nelle Marche.

Molti dei corsi presenti in questo momento rilasciano qualifiche professionali (i corsi FSE), altri diplomi di specializzazione (i corsi ITS, di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo), altri ancora sono rivolti ai ragazzi in età di obbligo formativo ed hanno lo scopo di far conseguire una qualifica ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni privi di titolo di studio.

Ovviamente gli elenchi sono in continuo aggiornamento e quindi vi consigliamo di consultarli con una certa frequenza.

Per qualsiasi chiarimento in merito alla scelta di un corso potete contattarmi alla mail: formazione@informagiovaniancona.com.

Scelte post diploma

Il conseguimento del diploma di maturità rappresenta un punto di arrivo ma anche di partenza per i ragazzi chiamati a scegliere la strada per il loro futuro professionale.

Molti decidono di proseguire gli studi altri, invece, scelgono di entrare nel mondo del lavoro.

La prosecuzione degli studi prevede la scelta tra varie alternative.

La scelta più praticata è certamente quella dell’Università, soprattutto da parte dei liceali, ma non è l’unica scelta possibile.

Il sistema italiano di istruzione superiore comprende, infatti, oltre o in alternativa al sistema universitario, anche quello non universitario.

Si tratta di un sistema impartito da scuole o istituti che erogano formazione di alto livello in vari settori.

I percorsi formativi di cui vogliamo trattare sono gli ITS e gli IFTS.

Gli ITS (acronimo di Istituti Tecnici Superiori) sono la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante secondo un sistema consolidato anche in altri paesi europei.

Gli ITS sono Fondazioni di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, in stretto raccordo con l’apparato produttivo, nati nel 2010 per formare tecnici superiori in aree strategiche per lo sviluppo economico e la competitività in Italia.

Gli IFTS sono percorsi formativi a livello post-secondario di tipo non universitario, rispondenti alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato,  con particolare riguardo al sistema dei servizi, degli enti locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni tecnologiche e dalla internazionalizzazione dei mercati secondo priorità indicate dalla programmazione economica regionale.

Entrambi i tipi di corsi sono rivolti ai giovani in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e rilasciano crediti formativi spendibili nel sistema universitario per l’iscrizione a corsi di laurea.

Gli ITS, però, richiedono dei diplomi specifici; infatti ai percorsi possono accedere, previa selezione, i giovani in possesso del diploma di istruzione tecnica (scuola secondaria superiore), coerente con l’area tecnologica di riferimento; possono accedere anche  candidati in possesso di altri tipi di diploma, previa frequenza di moduli di specifica preparazione, finalizzati a “riallineare” le competenze tecniche specifiche mancanti. Requisiti indispensabili sono una buona conoscenza in informatica e dell’inglese.

Sia gli ITS che gli IFTS sono gratuiti; gli ITS richiedono, però, la compartecipazione alle spese didattiche.

La durata degli ITS è biennale (1800 ore) mentre quella degli IFTS è di due semestri (800 ore).

Al momento sono usciti i bandi di corsi ITS nel settore energia e nel settore tecnologia e made in Italy.

Questi ed i futuri bandi li potrete trovare sul sito dell’Informagiovani di Ancona alla pagina formazione.

L’operatore socio sanitario: una figura in divenire

L’operatore socio sanitario, il cui acronimo è O.S.S., è una figura operante nel campo dell’assistenza socio-sanitaria nata a seguito dell’accordo Stato Regioni del 22/02/2001.

Ha sostituito le precedenti figure che si occupavano di assistenza, sia nell’area sanitaria (OTA) che nell’area sociale (OSA) integrando funzioni, compiti e competenze delle due aree.

L’ O.S.S. è un operatore di base preposto ai bisogni fondamentali dei pazienti assistiti (lavarsi, vestirsi, mangiare, dormire, muoversi).

Lavora con persone che vivono in una condizione di disagio sociale o che sono malate.

Può lavorare in ospedale e negli altri servizi sanitari, nei servizi sociali (comunità alloggio, residenze per anziani, centri diurni, ecc.) o a casa della persona.

Collabora, quindi, con altri operatori di differente professionalità, ma che hanno le stesse finalità (medici, psicologi, assistenti sociale, educatori, fisioterapisti, con famiglie degli assistiti e associazioni di volontariato).

Il suo intervento sarà prettamente tecnico in area sanitaria, ove potrà occuparsi in autonomia dell’assistenza di base al paziente e di ulteriori attività solo dietro precise indicazioni dell’infermiere.

Sarà, invece, un intervento relazionale con l’utente nell’area sociale. Non può compiere attività invasive di competenza prettamente medico-infermieristica.

Un aspetto di fondamentale importanza del lavoro di operatore socio sanitario è la sua capacità di relazione umana con la persona che, in situazione di difficoltà, ha anche bisogno di accoglienza, sostegno e comprensione.

Si diventa O.S.S. a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale.

La qualifica si consegue al termine di un percorso formativo della durata complessiva di 1010 ore (tra lezioni in aula, stage ed esame finale) organizzate in maniera differente a seconda dell’Ente che gestisce il corso.

Le materie di studio (550 ore) sono raggruppabili in quattro aree: area socio-culturale, istituzionale e legislativa, area psicologica e sociale, area igienico-sanitaria e area tecnico-operativa.

Lo stage dura 450 ore (120 in ambito sociale e 330 in ambito sanitario), normalmente con impegno a tempo pieno.

Al termine del corso è previsto un esame finale, comprendente una prova scritta, una pratica ed una orale, con il superamento della quale si ottiene l’attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale.

Negli ultimi anni i corsi per O.S.S. sono stati solo a pagamento (autorizzati).

In questi giorni è invece uscito il bando di un corso O.S.S. gratuito, ad occupazione garantita, rivolto a persone disoccupate domiciliate o residenti nelle Marche di età ≥ 17 anni e con obbligo scolastico assolto.

Questo ed altri bandi sono consultabili sul sito dell’Informagiovani di Ancona alla pagina formazione.

formazione

Scegliere un corso di formazione

Quale corso di formazione posso scegliere? Qual’è il corso più adatto a me?: queste sono alcune delle domande più frequenti che gli operatori di orientamento si sentono rivolgere.

In un mondo del lavoro in continua evoluzione, è naturale che evolvano anche i bisogni delle aziende; vengono richieste sempre nuove competenze e di conseguenza cambiano anche i fabbisogni formativi. Il titolo di studio (diploma o laurea) non è più sufficiente a garantire l’immediato inserimento nel mondo del lavoro ma sempre più spesso deve essere integrato da un percorso formativo in grado di fornire conoscenze più pratiche e specialistiche. Diviene quindi fondamentale scegliere corsi di formazione in grado di fornire tutte le competenze di cui una figura professionale ha bisogno.

L’impresa non è sicuramente semplice dal momento che l’offerta formativa presente sul mercato è vastissima. Tuttavia è possibile seguire alcune indicazioni utili ad una scelta consapevole.

Il primo passo da compiere è cercare di individuare le professioni che il mercato richiede maggiormente senza però prescindere dai propri interessi, dalle proprie inclinazioni, dalle ambizioni personali e dalla passione che farà da filo conduttore a tutta la carriera professionale.

Una volta individuati i propri interessi, è necessario scegliere anche in base alla tipologia di corso, alle caratteristiche dell’ente organizzatore e alla durata del corso stesso.

I corsi di formazione possono, infatti, essere gratuiti o pagamento. Quelli gratuiti possono essere finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE); quelli a pagamento possono essere autorizzati dalla Provincia. Per ottenere il finanziamento o l’autorizzazione, i corsi vengono sottoposti a valutazione da parte dell’ente Provincia sulla base di criteri di qualità.

Non solo i progetti formativi ma anche gli enti di formazione devono sottostare a criteri di qualità per ottenere il finanziamento o l’autorizzazione del proprio corso. Solo gli enti che rispondono a questi criteri vengono accreditati.

Solo i corsi di formazione organizzati da enti accreditati possono rilasciare qualifiche professionali o diplomi di specializzazione e quindi titoli riconosciuti sul mercato del lavoro.

Sulla scelta di un corso inciderà quindi anche il titolo rilasciato dal corso stesso. In base alla durata del corso, i titoli che si possono ottenere sono: attestato di partecipazione (durata corso: almeno 36 ore), qualifica professionale (durata corso: almeno  400 ore) e diploma di specializzazione (durata corso: almeno 300 ore).

Se state cercando un corso di formazione in ambito regionale, consultate i nostri elenchi alla pagina corsi e concorsi.