La maturità al tempo del Covid-19

Il particolare periodo storico che stiamo vivendo da marzo scorso, con l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia Covid-19, ci ha insegnato, e continua a farlo, che ormai dovremo essere pronti a rivedere le nostre abitudini quotidiane e a uscire dalla nostra zona di confort.

In questo periodo infatti tutti, dai bambini agli adulti, siamo stati “costretti” a rivedere e a trasformare la nostra vita quotidiana, in tutti gli aspetti che la caratterizzano, dal lavoro allo studio, al tempo libero, alla vita sociale.

Quello che fino alla pandemia ci sembrava normale e irrinunciabile, tutto d’un tratto è diventato impossibile e vietato portare avanti con le stesse modalità.

Ecco quindi che ci siamo dovuti adattare allo smart working o lavoro agile, alla didattica a distanza, alla vita relazionale solo tramite i social.

All’inizio tutto ciò sembrava impossibile ma poi col trascorrere dei giorni siamo riusciti ad affinare la tecnica e a superare le difficoltà iniziali. Certo non sempre tutto ha funzionato alla perfezione ma per lo meno ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile.

Questo è l’aspetto che mi preme sottolineare in riferimento a tutti gli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado e in particolare ai futuri maturandi che il 17 giugno si appresteranno ad affrontare il tanto temuto Esame di Stato in una forma “ridotta” e del tutto nuova.

Agli studenti va infatti riconosciuto il merito di essere riusciti ad adattarsi a una nuova modalità di didattica e a portare avanti con impegno lo studio – certo sempre parlando non in assoluto – viste le difficoltà oggettive e il digital divide.

Se agli inizi dell’anno, come scritto in questo nostro precedente articolo, la cosa più temuta dagli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado era l’assegnazione delle materie specifiche di indirizzo a commissari esterni, oggi, a distanza di tre mesi, tutto è cambiato.

Fino a qualche settimana fa non si sapeva nemmeno se e come si sarebbe potuto svolgere l’Esame.

Due giorni fa, il 16 maggio, finalmente, il MIUR ha pubblicato l’Ordinanza relativa all’Esame di Stato 2020 che, vista la situazione di emergenza sanitaria, ha stabilito che l’Esame si svolgerà in presenza (a meno che le condizioni epidemiologiche non lo consentano e con specifiche deroghe per casi particolari) e solo in forma orale.

Facile da immaginare l’ansia che possa accompagnare i ragazzi, in particolare chi ha sempre sofferto maggiormente le interrogazioni rispetto alle verifiche scritte.

L’Esame di Stato 2020 consisterà in un colloquio più lungo del solito, che, comunque, ricalcherà a grandi linee la struttura dell’orale tradizionale. Ma, a causa della cancellazione degli scritti, prevederà alcune integrazioni rispetto agli anni precedenti.

La commissione, composta eccezionalmente da membri solo interni al Consiglio di classe e da un Presidente esterno (per permettere agli studenti di essere a proprio agio viste le difficoltà degli ultimi mesi), esaminerà infatti i candidati per circa un’ora e tra le domande ci sarà spazio anche per l’analisi di un testo di letteratura italiana e per quesiti su un elaborato incentrato sulle materie di indirizzo; sarà quest’ultimo l’apertura del colloquio.

Tale elaborato sarà su un argomento scelto dagli studenti insieme ai loro professori sulle materie di indirizzo, quelle che sarebbero dovute essere oggetto della seconda prova ma non si tratterà della tesina del vecchio esame. La commissione assegnerà un argomento a candidato entro il 1 giugno, gli studenti dovranno poi inviare l’elaborato entro il 13 giugno ai docenti.

Gli studenti esporranno anche l’esperienza di Alternanza Scuola Lavoro svolta nel triennio, indipendentemente dalle ore effettivamente totalizzate.

L’Esame si concluderà con cittadinanza e costituzione. Il ministro Azzolina, nella diretta video, ha chiesto poi ai docenti che questo momento di confronto con i maturandi riguardi l’esperienza della quarantena; ma si tratta solo di una richiesta, non di un’obbligo, e infatti non è scritto nell’ordinanza.

Certo la maturità 2020 non è come gli studenti se la sarebbero immaginata ma di sicuro i maturandi di quest’anno potranno dire di essere stati in grado di affrontarla nonostante tutto.

E allora forza ragazzi!

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