Internet delle cose
“Internet delle cose“: questa espressione, un neologismo che nasce in realtà quasi 10 anni fa racconta un po’ il mondo attuale ed un po’ anche il futuro. Innanzitutto che cosa significa? Se qualcuno ancora non se fosse accorto internet non è soltanto un qualcosa che riguarda i computer e il loro modo di scambiare informazioni e portarci a conoscenza di un sacco di cose (come ad esempio dell’ultima offerta per le nostre sneaker preferite). Internet può interagire anche con altri oggetti, dare comandi a distanza, attivare apparecchiature e molto altro. Oggi è davvero possibile accendere il termosifone di casa dall’ufficio anche senza averlo programmato in precedenza; oppure farlo accendere automaticamente quando la temperatura esterna scende sotto ad un certo livello. In maniera più evoluta il frigorifero può ordinare lo yogurt quando si verificano le due condizioni della scorta in esaurimento e del prezzo in offerta al supermercato.
Questi esempi sono legati ad un settore come la domotica, ma l’utilizzo della rete può essere applicato a molti settori. Se solo pensate a quante cose potete fare oggi con uno smartphone, capirete che quella che abbiamo davanti è un’era completamente nuova e diversa rispetto a quelle che abbiamo vissuto. Facciamo questo paragone: se nell’epoca di Gutemberg l’occhio ha superato l’orecchio come organo sensoriale dominante nell’uomo, quale sorpasso dobbiamo aspettarci oggi? Se le nostre scarpe sono collegate a una applicazione in grado di dirci quanti passi facciamo, quante calorie consumiamo e a che ritmo va il nostro cuore, significa che il grado di coinvolgimento e di interazione che abbiamo con le scarpe non è solo legato alla comodità con cui ci camminiamo o corriamo. La trasformazione del nostro rapporto con le cose è la vera rivoluzione prossima ventura. Se volete provare alcune di queste meraviglie applicate anche a piccole cose potete provare Atooma, un’applicazione che connette internet acose ed azioni della vita quotidiana (con qualche sorpresa).
C’è poi un altro aspetto da considerare e riguarda la quantità e qualità di dati che in questo modo vengono acculati su di noi. Chi gestisce l’applicazione collegata a quella scarpa saprà di noi molte più cose di un tempo. la domanda è: come utilizzerà queste informazioni? Nella migliore delle ipotesi cercherà di darci consigli e suggerimenti per migliorare la nostra forma fisica oppure la nostra dieta; in una ipotesi un po’ meno raffinata potrà suggerirci di cambiare le scarpe un po’ prima della loro usura finale. Ma qui non ci sono ipotesi più o meno ottimistiche, ci sono in ballo altri fattori, come la privacy e la riservatezza della nostra vita quotidiana, della nostra intimità Chi entra così tanto nelle nostre vite private? E quali effetti può generare sulla nostra percezione dei confini tra pubblico e privato L’importante, almeno per ora, è esserne consapevoli.
Comunicazione: in occasione del prossimo ponte del primo maggio anche il nostro blog si ferma un po’: i post riprenderanno le loro regolari uscite tra una settimana, il prossimo 6 maggio. A voi tutti i migliori auguri di un buon 1° maggio e, agli anconetani buona festa del patrono e buona Fiera di San Ciriaco!




Chi di noi sta facendo un lavoro (trattasi di attività professionale remunerata, meglio ricordarlo di questi tempi) si sente spesso già fortunato da non mettersi anche a sindacare o discutere sul fatto che il lavoro gli piaccia o meno. Questo almeno per i primi mesi. Poi iniziano ad aumentare le grane, le cose che non vanno, i soldi che non bastano, le opportunità di crescita e carriera che scarseggiano e via discorrendo. Come dice a volte il comico Bertolino, il lavoro è quella cosa che lottiamo allo sfinimento per avere e che poi quando abbiamo non vediamo l’ora di lasciare. Insomma, i sentimenti che ci legano la lavoro che facciamo sono mutevoli e contradditori.


Ad inizio 2015 è arrivata finalmente la notizia positiva: 
C’è un tema sotteso a tutto quello che scorre sul web: il tema delle 




Oggigiorno siamo chiamati ad essere sempre costantemente molto “comunicativi”: un post su Facebook, un tweet di aggiornamento, i gruppi e le chat su WhatsApp sono tutti modi con i quali ci rivolgiamo ad un pubblico, più o meno vasto. Quanto è efficace una comunicazione veloce, istantanea, virale? Dipende chiaramente dall’obiettivo ma il rischio di 
Tra qualche ora molti di noi probabilmente, come da tradizione, scarteranno e poi romperanno con una certa bramosia l’uovo pasquale alla ricerca della sorpresa. Qualcosa di nascosto che però sappiamo ci farà piacere trovare all’improvviso. Anche se sarà una stupidaggine o una cosa poco utile: all’inizio il gusto sta solo nel vedere che c’è, nella curiosità. Questa piccola o altre grandi sorprese che funzione hanno nella nostra esperienza? Sono utili, funzionali a qualcosa o semplicemente è un modo per tenere allegro il clima?
Credo che la mia esperienza in Georgia non possa essere descritta con una sola parola, né una fotografia potrebbe in un click riassumere la mia estate in un paese di cui, ahimè, sappiamo ben poco. Ma l’esperienza AIESEC regala proprio questo, fortunatamente: permette di conoscere e vivere in prima persona un’altra cultura e regala esperienze di vita indimenticabili che nessun viaggio studio o vacanza fanno vivere.