Next week
La prossima settimana ci sono due eventi diversi, ma ugualmente interessanti, a cui vorremmo invitarvi. Il primo riguarda la conoscenza delle lingue e come e quanto le conoscete. In collaborazione con la scuola di lingue IIK parleremo di certificazione IELTS e soprattutto di come prepararsi per sostenere l’esame. IELTS (International English Language Testing System) è un test appositamente progettato per chi vuole studiare o lavorare in un Paese di lingua inglese. È ufficialmente riconosciuto in Regno Unito, Australia, Canada, Irlanda, Sudafrica, Nuova Zelanda e Stati Uniti come verifica linguistica per l’ammissione ai corsi universitari o per l’immigrazione. In Italia è gestito dal British Council.
Durante il laboratorio, pensato come una sorta di overture su diversi aspetti della certificazione (da chi non sa che cosa sia a chi ha già messo in cantiere la certificazione), avrete la possibilità di conoscere tutti i particolari dell’esame ed anche affrontare un laboratorio pratico per rendervi maggiormente conto di che cosa si tratta. Perché lo facciamo? Innanzitutto perché come abbiamo più volte scritto (e detto praticamente a tutti quelli che entrano qui) secondo noi la conoscenza dell’inglese non è più un requisito aggiuntivo, è essenziale. Anche se non volete lasciare l’Italia, lo sarà sempre di più e non basterà dichiarare una conoscenza sperando che la verifica della stessa sia una cosa affrontabile. Presto i datori di lavoro o chi selezionerà personale richiederà che la vostra conoscenza delle lingue sia certificata: meglio cominciare a prepararsi a questo passo e questa è un’occasione per farlo. Quindi, prenotate fin da adesso il vostro ticket gratuito per martedì 3 marzo alle 17.30 (i posti sono limitati!)
La seconda opportunità che vi offriamo è quella di dedicare un po’ del vostro tempo non ad una abilità tecnica specifica, ma di mettere alla prova e stimolare la vostra capacità di pensare in maniera creativa. Crazylab, il workshop con aperitivo che abbiamo organizzato per il prossimo giovedì 5 marzo dalle 17.30, ha lo scopo di mostrare a tutti, in modo semplice e immediato, alcune tecniche per sviluppare un sistema per pensare fuori dagli schemi. Pensare fuori dagli schemi vuol dire avere la capacità di affrontare ogni evento della vita con “leggerezza” ossia risolvere, magari in modo non convenzionale, ogni problema o situazione per noi nuova o inusuale da affrontare. Attivare un modo di pensare non convenzionale è facile: basta usare parti del cervello che normalmente non si usano per abitudine o per insegnamenti ricevuti da bambini. In un mondo “liquido”, dove le mutazioni sono continue, pensare in modo non convenzionale ci dà la giusta flessibilità per vivere una vita dinamica a ogni età. Il workshop con aperitivo è organizzato in collaborazione con Anna Masturzo e Alessandro Deiana, consulenti e trainer che lavorano da alcuni anni sulle risorse umane nel campo dell’innovazione aziendale
Il loro intento è condividere con tutti alcune semplici tecniche del pensiero creativo, sistemi che possono essere applicati in qualunque situazione, banale o difficile, del lavoro e della vita quotidiana. Anche qui per partecipare basta prenotare il posto a questo indirizzo (sarà richiesto un contributo di 7 euro per l’aperitivo).
Darsi delle occasioni per approfondire, acquisire competenze o semplicemente conoscere cose e persone nuove è forse uno dei regali più grandi che possiamo farci. Vi aspettiamo next week 😉



Già ora ed ancora di più nei prossimi anni, ciò che maggiormente conterà non saranno qualifiche e titoli per “stare” in un certo posto di lavoro. Ma, più realisticamente, capacità e competenze espresse durante il lavoro. Le due cose non sono uguali e non ho nemmeno scontato che la seconda sia diretta conseguenza della prima. Vista da un altro punto di vista potremmo dire che l’epoca del posto che dura tutta la vita è finita, ma la nostra impiegabilità ha ancora qualche chance. Che cos’è l’impiegabilità? Non è un concetto nuovo e nemmeno troppo sconosciuto, solo che rappresenta un concetto che fa fatica ad entrare nella nostra cultura e nel nostro modo di vedere e valutare il lavoro.




Quanti di voi dopo l’invio di un curriculum aspettano una risposta che non arriva mai? Nemmeno a dirlo questa è un’esperienza che è toccata a tutti e che, regolarmente, continua a capitare a molti. Per questa cosa essenzialmente ci sono due ordini di spiegazioni: potrebbe essere che la maggior parte delle aziende e dei loro responsabili siano maleducati ed in generale non rispondo a nessuno; oppure potrebbe essere che alcuni nostri curriculum non siano esattamente adeguati o forse non sono nemmeno troppo efficaci. Entrambe le spiegazioni hanno un riscontro nella realtà: in effetti ci sono aziende che ritengono una buona reputazione nei confronti di potenziali candidati un surplus di cui poter fare tranquillamente a meno. Ma ci sono anche casi in cui abbiamo spedito un curriculum senza rileggerlo, con errori grammaticali, importanti omissioni e quant’altro. Con l’aiuto di 


Su circa 950mila annunci di lavoro comparsi on line (ma ci sono ancora annunci che viaggiano solo off line?) più o meno la metà sono annunci che riguardano l’innovazione, l’alta tecnologia: appartengono a settori in cui queste componenti sono il motore dello sviluppo. Quanti candidati sono pronti a rispondere a simili offerte? La risposta a questa domanda è piuttosto deludente, perché il problema è che probabilmente spesso capita che non ci siano profili adeguati.


Nel mondo ci sono più di 7 miliardi di persone che vivendo e consumando 
Qual è la cosa più strana che avete scritto in un curriculum? Quella più intelligente? E quella più stupida? Probabilmente sono cose che riusciamo a scoprire solo dopo un po’ di tempo, magari rileggendo il nsotro cv dopo un po’ di tempo Oppure perché leggiamo un post come questo in cui ci sono indicazioni di cose strane, intelligenti e stupide da mettere in un cv.