Cerchi lavoro? Cura il tuo CV!

La ricerca di lavoro è un tema che a noi operatori Informagiovani sta molto a cuore, essendo il lavoro uno dei settori principali del nostro servizio.

Ogni giorno veniamo contattati da persone in cerca di occupazione alle quali cerchiamo di offrire tutto il nostro supporto al fine di renderle autonome e consapevoli del percorso da intraprendere.

Tutt* nella vita prima o poi si troveranno nella situazione di mettersi alla ricerca di un lavoro; dal/la giovane neodiplomat*/neolaureat* – e non solo – in cerca di prima occupazione all’adult* in cerca di una ricollocazione sul mercato del lavoro.

Tutt* purtroppo commettiamo errori in questo percorso, dai più banali (solo a prima vista) a quelli più gravi; sia gli uni che gli altri possono giocarci un brutto scherzo ai fini lavorativi.

Oggi ne prendiamo in considerazione alcuni che vediamo quasi quotidianamente ma l’elenco non è esaustivo perché tanti sono gli aspetti da tenere in considerazione quando ci mettiamo alla ricerca di lavoro.

Le accortezze che vogliamo sottolineare in questa sede riguardano tutte il curriculum vitae (CV), questo “foglio di carta” – ormai diventato “elettronico” così importante perché è il nostro biglietto da visita – così ci piace definirlo.

Il curriculum vitae è il documento che presenta la vostra esperienza professionale e formativa, le vostre capacità e attitudini; è il primo strumento di valutazione da parte dell’azienda nel momento in cui avete risposto all’offerta di lavoro o inviato un’autocandidatura.

Un curriculum vitae ben fatto, unito ad una efficace lettera di presentazione, può essere decisivo per ottenere un colloquio con il datore di lavoro.

Ecco allora alcuni accorgimenti utili che non ci stanchiamo mai di ripetere alle persone che si rivolgono all’Informagiovani.

Scrivere CV mirati

La prima raccomandazione è proprio quella di scrivere curriculum mirati e non generici cercando di mettere in risalto ogni volta quelle caratteristiche e competenze personali che potrebbero fare la differenza in quel determinato contesto lavorativo.

Facile, vero? Assolutamente no ma anche qui un consiglio può essere di studiare attentamente le parole dell’annuncio e sfruttarle a vostro favore.

Ogni annuncio di lavoro contiene termini specifici e una descrizione delle competenze ben definita. Pertanto scegliete adeguatamente le parole per descrivervi riportando, se possibile, alcuni termini che compaiono nel testo dell’offerta di lavoro.

Motivare l’invio di CV

Soprattutto oggi che le candidature vengono richieste ed evase via mail o via social ci capita – troppo spesso purtroppo – di ricevere curriculum senza una minima spiegazione del motivo.

Se fa strano a noi che siamo un servizio di orientamento e consulenza che non offre lavoro ma aiuta nella ricerca, farà strano anche a una ditta che potrebbe avere più posizioni aperte o addirittura nessuna al momento.

Ecco quindi che quando inviate il vostro CV fatelo precedere sempre da una breve  lettera di presentazione (come testo della mail o come messaggio wapp) per far capire se si tratta di un’autocandidatura oppure una candidatura per una posizione aperta oppure per essere inseriti nei database (dell’Informagiovani, delle agenzie per il lavoro, ecc…).

Curare il CV

Quando consigliamo di curare il proprio curriculum vitae ci riferiamo sia alla fase della redazione sia alla fase successiva dell’invio.

Non è sufficiente, infatti, fare attenzione solo alla correttezza grammaticale e al modo in cui scriviamo di noi ma è importante avere cura al modo in cui lo inviamo.

La quasi totalità delle ditte richiede ormai l’invio delle candidature tramite posta elettronica ma alcune persone inviano il proprio CV tramite wapp come foto. Occhio quindi alla cura con cui fate la foto del vostro CV, evitando di inviare CV stropicciati (Sì! può capitare anche questo).

I consigli e gli accorgimenti non finiscono qui. Ne potete trovare altri consultando la pagina dedicata del nostro sito con delle videografiche e delle videopillole sull’argomento: informagiovaniancona.com/consigli-per-il-tuo-cv.

Tutti dovrebbero fare una scuola di podcast

Un paio di settimane fa è partita l’iniziativa “A scuola di podcast” che offre la possibilità a 30 ragazz* di imparare le conoscenze e le competenze basilari per la realizzazione di un podcast. Siamo solo a metà percorso e abbiamo già la certezza di poter dire che tutti dovrebbero poter fare una scuola di podcast. Perché? I motivi sono diversi.

Un motivo è che abbiamo capito che la tecnica per fare un podcast era solo una scusa: questo percorso sta dando la possibilità a ragazzi e ragazze di potersi confrontare, prima di tutto con se stessi e le proprie capacità, i propri limiti, qualche incertezza e un sacco di sogni, visioni, progetti. Questo è stato un gran regalo che ci siamo fatti, che ognuno di noi si è fatto: sia chi ha partecipato, sia chi ha organizzato. Credo sia importante dare l’opportunità, soprattutto a chi è giovane, di avere uno spazio ed un tempo immaginati proprio per fare questo.

Un motivo è che abbiamo capito che le storie e i percorsi di tutti noi non sono sempre così lineari, precisi, orientati e definiti: ci sono inciampi, incertezze e indecisioni che rendono la nostra vita non un terreno coltivato regolarmente con tutti gli alberelli in fila ben posizionati, ma a volte una selva oscura come quella dantesca e intricata come nei racconti horror. Ma non per questa è meno bella. Anzi.

E infine, un motivo è che abbiamo capito che è importante e bello, qui e adesso, dedicare tempo e spazio ai giovani, ascoltare quello che dicono, osservare quello che fanno, accogliere le loro proposte. Dar loro modo di sperimentare, capire, allenarsi, sbagliare e trovare una propria singolarità.

Un’esperienza come la “nostra” scuola di podcast rappresenta la possibilità di mettersi in gioco senza giudizi e pregiudizi, senza la paura di poter mettere in pericolo qualcosa. Tutti dovrebbero fare una scuola di podcast così, anche per il solo gusto di scoprire un po’ meglio se stessi e, chissà, stupirsi un po’.